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Roma,
30 gennaio 2010: Parole che
incitano al razzismo
"Berlusconi incita al razzismo e alimenta un clima di intolleranza
le cui conseguenze non possono essere prevedibili". Livia Turco,
capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, non va per
il sottile e stronca le parole del premier che, da Reggio Calabria,
conia il parallelo tra immigrati e criminalità. Un'equazione che non
piace neanche a don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione
Migrantes promossa dalla Cei: "Occorre lavorare per regolare da
subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro
territorio. Purtroppo gli immigrati che arrivano per trovare lavoro
e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e
burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione".
"Un governo non può accendere i fuochi, ma deve guidare il Paese a
una maturazione civile", rilancia il segretario del Pd, Pier Luigi
Bersani. "Una frase così - aggiunge Bersani - ci metter fuori da
qualsiasi contesto moderno. Non esiste che si affronti una tema come
l'immigrazione in questo modo. Servono umanità e razionalità.
Continuando a spargere irrazionalità ci mettiamo nei guai".
"Berlusconi mente due volte sull'immigrazione. Non è vero che gli
immigrati sono diminuiti e non è vero che sono diminuiti i
clandestini. Il governo non fornisce cifre attendibili e dimentica
di dire che ha fatto ampio ricorso alle sanatorie", incalza il
capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Meno immigrati meno
crimini? Siamo indignati per queste dichiarazioni tribali e
offensive, che, queste sì, rappresentano un vero e proprio crimine.
Invitiamo l'Ue a vigilare: il linguaggio del premier alimenta odio,
intolleranza e razzismo" attacca Michelangelo Tripodi, responsabile
Mezzogiorno del Pdci.
Durissimo Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv: "Il governo
utilizza le mafie e l'immigrazione per spot a buon mercato".
Fulminante, infine, la battuta del presidente dei senatori del Pd
Anna Finocchiaro: "Meno premier, meno crimini?".
Roma,
29 gennaio 2010: Immigrati e
criminali
"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze
che vanno a ingrossare le schiere dei criminali" (Silvio Berlusconi,
Presidente del Consiglio)
La popolazione straniera,
nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione
residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti
i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e
aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la
percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può
affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la
popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione
è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in
cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le
denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna
considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso
tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli
stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri
denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al
2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica
degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca
del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno
nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha
mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia
conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto
della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno
dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro
il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la
presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio,
abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza
permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero
dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di
queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano
che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e
non rappresentativa del fenomeno criminale.
(da “Mandiamoli a casa”, utilissimo manualetto contro i luoghi
comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati)
Roma,
22 ottobre, "Contro ogni
discriminazione", protocollo Comune-Dipartimento Pari Opportunità
– Il Campidoglio e il
Dipartimento Pari Opportunità del Governo insieme per sconfiggere
l'intolleranza: firmato in Campidoglio, dal ministro Mara Carfagna e
dal sindaco Alemanno, un
protocollo di impegni comuni contro le discriminazioni di ogni
genere.
Comune e Dipartimento Pari Opportunità promuoveranno congiuntamente,
ogni anno, campagne di sensibilizzazione sul tema, rivolte in
particolare ai giovani, alle scuole e al mondo dello sport.
Parteciperanno assieme ai bandi europei e nazionali in tema di lotta
all'intolleranza; organizzeranno corsi formativi sulle norme e le
strategie di contrasto e prevenzione, in particolare per i
dipendenti del Comune e delle aziende comunali; fisseranno incontri
periodici con le associazioni che si occupano attivamente di
discriminazione.
Per parte sua il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del
Consiglio, attraverso l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni
Razziali), s'impegna a realizzare materiali informativi sulla
prevenzione della xenofobia, dei comportamenti discriminatori in
genere e sulla consapevolezza dei diritti; a fornire al Comune
docenti per i corsi di formazione sul tema; a mettere a disposizione
del Comune di Roma il sistema informatico del contact center UNAR,
come base per la costituzione dell'osservatorio cittadino (vedi qui
oltre).
Compito proprio del Campidoglio, invece, è la creazione
dell'Osservatorio Cittadino contro le discriminazioni, un organismo
"di garanzia" che dovrà tenere sotto controllo il territorio romano
per individuare casi di intolleranza, informando e orientando le
vittime. D'intesa con l'UNAR, l'osservatorio coordinerà la rete
delle associazioni e degli sportelli legali per valorizzarne il
lavoro, aumentare l'interazione tra operatori e la "prossimità"
degli stessi alle "potenziali vittime". L'osservatorio riceverà e
vaglierà segnalazioni, anche di singoli cittadini; raccoglierà ed
elaborerà dati con il sistema informatico dell'UNAR; condurrà
ricerche su razzismo e discriminazione su scala sia locale che
nazionale.
Per l'attuazione del protocollo viene istituito un "tavolo tecnico
di coordinamento" con quattro membri, due nominati dal Dipartimento
Pari Opportunità e gli altri due dal Campidoglio. L'intesa dura tre
anni ed è rinnovabile.
Il Comune e il Ministero, ha sottolineato il ministro Carfagna,
"sono dalla parte di chi è discriminato". L'obiettivo dell'intesa,
ha detto il sindaco Alemanno, è "difendere la persona umana nella
sua totalità e stendere una rete protettiva contro tutte le forme di
discriminazione". Dal sito del Comune di
Roma

Roma, 17 ottobre 2009:
Manifestazione nazionale
antirazzista
L’assemblea
nazionale antirazzista, riunitasi a Roma, rivolge un forte appello a
mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi
che alimentano odio, divisioni e violenza nella società. Perciò
decide di convocare dal 20 al 30 settembre iniziative locali, per la
regolarizzazione di tutti gli immigrati e preparare la
manifestazione antirazzista nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.
Sulla base di questa piattaforma:
* No al razzismo * per la regolarizzazione generalizzata per tutti *
ritiro del pacchetto sicurezza * accoglienza per tutti * no ai
respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono * per la
rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto
di lavoro * diritto di asilo per i rifugiati e profughi * per la
chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni
(CIE) * no alle divisioni tra italiani e stranieri * diritto al
lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti *
mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.
L’assemblea decide di convocare una manifestazione nazionale
antirazzista il 17 ottobre 2009 a Roma (ore 14 - piazza della
Repubblica)
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e
religiose, le organizzazioni sindacali, la società civile e a tutti
i movimenti ad appoggiare e sostenere questo percorso. A tale fine
il comitato promotore, costituitosi in questa assemblea, si adopera
per incontrare tali forze entro il 31 luglio.
Comitato
promotore 17 ottobre:
Unione Cittadini Immigrati Roma – Comitato Immigrati in Italia
(Roma) – Centro sociale Ex Canapificio Caserta – Movimento Migranti
e Rifugiati Caserta – Migrantes Y Familiares MFAM – Comitato
Immigrati in Italia (Napoli) – Collettivo Immigrati Auto-Organizzati
Torino – Ass. Dhuumcatu – Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini
Roma – Ass. Sunugal Milano – Ass Insieme per la Pace – Ass Mosaico
Interculturale (Monza-Brianza) – Federazione Senegalesi della
Toscana – Ass. FOCSI (Roma) – Ass. Bangladesh (Roma) – Ass. Pakistan
(Roma) Ass. Indiani (Roma) – El Condor (Roma) – Uai (Como) – Centro
delle culture (Milano) – Ass. Punto di partenza (Milano) – Movimento
lotta per la casa (Firenze) – Ass. El Mastaba (Firenze) – Ass.
Arcobaleno (Riccione) – FAT (Firenze) – Ass. Interculturale Todo
Cambia (Milano) – Studio 3R di mediazione (Milano) – Centro delle
culture (Firenze) – Federazione Nazionale RdB-CUB – SdL
intercategoriale – Confederazione Cobas – Naga – Coordinamento
Migranti Verona – Sportello Immigrati RdB Pisa – Missionari
Comboniani Castelvoturno – PRC – Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas –
Federazione delle chiese Evangeliche in Italia – Sinistra Critica –
Rete Antirazzista Catanese – Coordinamento Stop razzismo – Ass.
umanista Help to ch’ange – Ass. antirazzista e interetnica ‘3
febbraio’ – Centro delle culture – Partito Umanista – Partito di
Alternativa comunista – Socialismo rivoluzionario – Unicobas –
Socialismo Libertario – Centro delle Culture – Ass.Umanista Help To
Change – Comitato antirazzista Abba (Fi) – Comitato Antirazzista
(Vi) – Donne in Nero (Italia) – Clan Destino Doc – medici e
operatori della salute dalla parte dei migranti; Ass.LibLab – libero
laboratorio – Associazione Culturale Musicale illimitarte (Villaricca
– Na) – Cipax-Centro interconfessionale per la pace – Sud Pontino
Social Forum; Cooperativa Immigrazionisti (Mi) – Gruppo Every One –
Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana “ Il bene comune” –
Utopia Rossa – Punto pace di Napoli movimento Pax Christi – Ass.
Donne e colori ( Rm) Marenia (gruppo musicale) – Bidonvillarik
(gruppo musicale) – Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria (Cinisi)
– Slai Cobas Nazionale – Action (Roma) – Associazione “Kamilla”
(Cassino) – collettivo Teatri OFFesi di pescara – Associazione
Arrakkè – centro per la tutela dei diritti umani (Siracusa) – USI
AIT Nazionale -
Per adesioni:
comitatoroma17ottobre@gmail.com
Roma
17 settembre: Stop MGF - Mai più mutilazioni genitali
femminili
Mai più
mutilazioni genitali femminili :”In Italia sono circa 90mila le
donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione
genitale femminile (Mgf), diffuse in 28 paesi africani, in Medio
Oriente e nel sud est asiatico. Inoltre esiste un alto rischio che
le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali
pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un
periodo di vacanza nel paese dei genitori”.
Continua...
Roma, 17 settembre: Le
Istituzioni unite contro ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma
il 24 settembre
Le Istituzioni unite contro
ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma il 24 settembre
Una grande fiaccolata, alla presenza del sindaco di Roma Gianni
Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e di
quello della regione Piero Marrazzo, per dire basta ad ogni forma di
discriminazione, intolleranza e razzismo.
http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=213087
Roma, 26 giugno:
Perché diciamo no al reato di immigrazione
Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato
prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In
particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione della
discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato
l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio
dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la
preoccupante tendenza all'uso simbolico della sanzione penale,
criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili
di illegittimità costituzionale.
La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la
sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a
quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in
luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato;
inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione
penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di
proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al
raggiungimento dello scopo. Né un fondamento giustificativo del
nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta
pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la
Corte cost. ha infatti già escluso che la condizione di mera
irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità
sociale dello stesso, sicché la criminalizzazione di tale condizione
stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno
priva di fondamento giustificativo.
L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non
rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela
penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la
condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume
un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo
con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia
costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere
puniti solo per fatti materiali. L'introduzione del reato in esame,
inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del
sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori
processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla
paralisi (...).
«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più
avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (...)
non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di
tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a "nascondere" la
miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come
pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la Corte
costituzionale dichiarò l'illegittimità del reato di "mendicità" (sent.
n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare
questioni come quella dell'immigrazione con strumenti adeguati allo
loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie
fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.
(seguono le firme di Stefano Rodotà, Giovanni Palombarini, Lorenzo
Trucco e altri)
Casalecchio
sul Reno, 8 luglio:
Mondiali antirazzisti
Una festa
multiculturale di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire
no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani
provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a
domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di
Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti. Verranno
allestiti 17 campi di calcio nel Centro sportivo Salvador Allende,
alle porte della città, e parteciperanno 204 squadre con
rappresentanze dai cinque Continenti.
Dopo un primo
giorno di accoglienza e ambientamento per tutte le squadre, il
fischio d’inizio “ufficiale” verrà dato alle ore 15 di giovedi 9
luglio con la stretta di mano tra tutti i partecipanti sul campo
centrale: un “quarto tempo” che si prevede molto partecipato e
spontaneo. Nel pomeriggio del 12 luglio sono previste le finali e
verranno assegnate le 12 Coppe del torneo. Non ci sarà una ma tante
classifiche: si premia chi ha avuto l'atteggiamento più corretto,
chi ha preso più gol, chi viene da più lontano. I valori dello
sportpertutti vivranno in un grande progetto internazionale di
amicizia, multiculturalità, inclusione. E soprattutto l'impegno di
tutti perchè il nemico comune da sconfiggere è il razzismo.
I Mondiali antirazzisti sono organizzati
da Progetto Ultrà e Uisp in collaborazione con Istoreco e Rete Fare,
con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e
del Comune di Bologna, del Comune di Casalecchio di Reno. Tutti gli
aggiornamenti sui Mondiali si possono trovare giorno per giorno sul
sito ufficiale,
www.mondialiantirazzisti.org, nell’Area Press. I Mondiali
verranno trasmessi in diretta da Asteriscoradio.it
Roma, 19 giugno:
Assemblea pubblica contro il
"pacchetto sicurezza"
ore
18.00 ex cinema Volturno via Volturno, 37 - Roma
RESPINGIMENTI NEL MEDITERRANEO,
RINNOVO DEGLI ACCORDI CON LA LIBIA,
APPROVAZIONE DEL PACCHETTO SICUREZZA:
BASTA CON LA POLITICA DELLA PAURA E DEL RAZZISMO!
Il ddl 733 (Pacchetto sicurezza) è in corso di approvazione al
Senato.
Nonostante le proteste e le mobilitazioni organizzate in questi mesi
dalle/dai migranti, dalle/dagli occupanti di casa, dalle femministe
e dalle lesbiche, dalle/dagli studenti, dalle associazioni di
medici, insegnanti e avvocati, e partecipate da tutte e tutti coloro
che non accettano più la cultura della paura e del controllo, molte
delle norme restrittive dellaproposta di legge restano in piedi.
Continua
Roma,
10 giugno:
L’Osservatorio Italia-razzismo
Era il 1986 quando alcuni di noi cominciarono a
interessarsi di immigrazione straniera nel nostro paese. La
questione era allora ed è oggi la seguente: la società italiana è
consapevole e attrezzata rispetto ai processi di cambiamento che si
sono messi in moto (e che continueranno, e hanno una dimensione
“globale”) nella fase delle migrazioni internazionali? A metà degli
anni ‘80 gli immigrati regolari in Italia erano circa 500mila, alla
fine del ’93 sfioravano il milione. Circa un decennio fa
raggiungevano quasi il milione e mezzo. Da allora il ritmo di
crescita è stato più rapido, cosicché oggi i regolari sono intorno a
4 milioni più, presumibilmente, un milione di irregolari.
Il nostro ritardo nell’affrontare i problemi ha
conseguenze assai gravi: 1) il rischio che l’immigrazione si riduca,
nella percezione diffusa, a “questione criminale”; 2) la
cancellazione, o comunque la sottovalutazione, della presenza
straniera come risorsa positiva e fattore di sviluppo; 3)
l’introduzione nel nostro ordinamento di norme illiberali, capaci di
far arretrare il sistema di diritti e di garanzie. Opporsi a tutto
ciò richiede che si lavori in una prospettiva di medio e lungo
periodo. Ciascuno di noi può fare qualcosa e, da qui, nasce il
progetto di questo sito e della rubrica omonima che, dal 19 maggio,
viene ospitata dal quotidiano l’Unità tre volte la settimana. Un
Osservatorio, “Italia-razzismo”, sui fatti dell’immigrazione e sui
complessi effetti che ne derivano per la società italiana: nei
diversi settori del mercato del lavoro, nei diversi contesti
territoriali, nelle diverse culture e nei diversi gruppi sociali.
Dati, informazioni, statistiche e vita reale. Parleremo di quelle
240.594 imprese individuali promosse da stranieri, ma anche di quei
1.500 nuovi cittadini italiani, nati in altri paesi, che
costituiscono una percentuale non insignificante dell’esercito
italiano. E parleremo della vita quotidiana, di “loro” e di “noi”:
rapporti, interazioni, anche amicizie (oltre che stereotipi,
discriminazioni, conflitti).
(Luigi Manconi, su Articolo 21)
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