Coordinamento Nazionale Antirazzista

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News

 

Roma, 1 febbraio: 1 marzo, sciopero degli immigrati
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? La domanda nasce del movimento Primomarzo2010 e non è astratta: su internet c'è un gran fermento per l'organizzazione di quello che viene chiamato lo sciopero degli immigrati e che si terrà appunto il 1° marzo. Un'iniziativa di cui i fatti tragici di Rosarno mostrano, casomai ce ne fosse bisogno, l'attualità.
Sarà, spiegano gli organizzatori, una manifestazione per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Il movimento - che riunisce «italiani, stranieri, seconde generazioni e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli» - si ispira a un omologo gruppo francese, che sta organizzando un identico sciopero degli immigrati nella stessa data. Il colore scelto è il giallo (già usato in altre manifestazioni contro il razzismo), con l'invito a indossare braccialetti o nastri, la testimonial è Mafalda, nel logo del movimento ci sono i volti di otto persone di colore. In diverse città - Genova, Milano, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e altre - sono nati dei comitati organizzativi i cui riferimenti sono pubblicati sul blog. Anche il tam tam su internet sta andando forte: su Facebook è nato a fine novembre il gruppo "Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri", che conta già più di 11mila iscritti.

http://www.youtube.com/watch?v=-RZLCuqSFBI

Roma, 30 gennaio 2010: Parole che incitano al razzismo
"Berlusconi incita al razzismo e alimenta un clima di intolleranza le cui conseguenze non possono essere prevedibili". Livia Turco, capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, non va per il sottile e stronca le parole del premier che, da Reggio Calabria, conia il parallelo tra immigrati e criminalità. Un'equazione che non piace neanche a don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes promossa dalla Cei: "Occorre lavorare per regolare da subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro territorio. Purtroppo gli immigrati che arrivano per trovare lavoro e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione".
"Un governo non può accendere i fuochi, ma deve guidare il Paese a una maturazione civile", rilancia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Una frase così - aggiunge Bersani - ci metter fuori da qualsiasi contesto moderno. Non esiste che si affronti una tema come l'immigrazione in questo modo. Servono umanità e razionalità. Continuando a spargere irrazionalità ci mettiamo nei guai".
"Berlusconi mente due volte sull'immigrazione. Non è vero che gli immigrati sono diminuiti e non è vero che sono diminuiti i clandestini. Il governo non fornisce cifre attendibili e dimentica di dire che ha fatto ampio ricorso alle sanatorie", incalza il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Meno immigrati meno crimini? Siamo indignati per queste dichiarazioni tribali e offensive, che, queste sì, rappresentano un vero e proprio crimine. Invitiamo l'Ue a vigilare: il linguaggio del premier alimenta odio, intolleranza e razzismo" attacca Michelangelo Tripodi, responsabile Mezzogiorno del Pdci.
Durissimo Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv: "Il governo utilizza le mafie e l'immigrazione per spot a buon mercato". Fulminante, infine, la battuta del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: "Meno premier, meno crimini?".

Roma, 29 gennaio 2010: Immigrati e criminali
"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali" (Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio)

La popolazione straniera, nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio, abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e non rappresentativa del fenomeno criminale.
(da “Mandiamoli a casa”, utilissimo manualetto contro i luoghi comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati)

 

ministro Carfagna e sindaco AlemannoRoma, 22 ottobre, "Contro ogni discriminazione", protocollo Comune-Dipartimento Pari Opportunità

 

– Il Campidoglio e il Dipartimento Pari Opportunità del Governo insieme per sconfiggere l'intolleranza: firmato in Campidoglio, dal ministro Mara Carfagna e dal sindaco Alemanno, un protocollo di impegni comuni contro le discriminazioni di ogni genere.
Comune e Dipartimento Pari Opportunità promuoveranno congiuntamente, ogni anno, campagne di sensibilizzazione sul tema, rivolte in particolare ai giovani, alle scuole e al mondo dello sport. Parteciperanno assieme ai bandi europei e nazionali in tema di lotta all'intolleranza; organizzeranno corsi formativi sulle norme e le strategie di contrasto e prevenzione, in particolare per i dipendenti del Comune e delle aziende comunali; fisseranno incontri periodici con le associazioni che si occupano attivamente di discriminazione.
Per parte sua il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, attraverso l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), s'impegna a realizzare materiali informativi sulla prevenzione della xenofobia, dei comportamenti discriminatori in genere e sulla consapevolezza dei diritti; a fornire al Comune docenti per i corsi di formazione sul tema; a mettere a disposizione del Comune di Roma il sistema informatico del contact center UNAR, come base per la costituzione dell'osservatorio cittadino (vedi qui oltre).
Compito proprio del Campidoglio, invece, è la creazione dell'Osservatorio Cittadino contro le discriminazioni, un organismo "di garanzia" che dovrà tenere sotto controllo il territorio romano per individuare casi di intolleranza, informando e orientando le vittime. D'intesa con l'UNAR, l'osservatorio coordinerà la rete delle associazioni e degli sportelli legali per valorizzarne il lavoro, aumentare l'interazione tra operatori e la "prossimità" degli stessi alle "potenziali vittime". L'osservatorio riceverà e vaglierà segnalazioni, anche di singoli cittadini; raccoglierà ed elaborerà dati con il sistema informatico dell'UNAR; condurrà ricerche su razzismo e discriminazione su scala sia locale che nazionale.
Per l'attuazione del protocollo viene istituito un "tavolo tecnico di coordinamento" con quattro membri, due nominati dal Dipartimento Pari Opportunità e gli altri due dal Campidoglio. L'intesa dura tre anni ed è rinnovabile.
Il Comune e il Ministero, ha sottolineato il ministro Carfagna, "sono dalla parte di chi è discriminato". L'obiettivo dell'intesa, ha detto il sindaco Alemanno, è "difendere la persona umana nella sua totalità e stendere una rete protettiva contro tutte le forme di discriminazione".
Dal sito del Comune di Roma

 

 

Roma, 17 ottobre 2009: Manifestazione nazionale antirazzista

 

L’assemblea nazionale antirazzista, riunitasi a Roma, rivolge un forte appello a mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi che alimentano odio, divisioni e violenza nella società. Perciò decide di convocare dal 20 al 30 settembre iniziative locali, per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e preparare la manifestazione antirazzista nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.
Sulla base di questa piattaforma:
* No al razzismo * per la regolarizzazione generalizzata per tutti * ritiro del pacchetto sicurezza * accoglienza per tutti * no ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono * per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro * diritto di asilo per i rifugiati e profughi * per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CIE) * no alle divisioni tra italiani e stranieri * diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti * mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.

L’assemblea decide di convocare una manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre 2009 a Roma (ore 14 - piazza della Repubblica)
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, le organizzazioni sindacali, la società civile e a tutti i movimenti ad appoggiare e sostenere questo percorso. A tale fine il comitato promotore, costituitosi in questa assemblea, si adopera per incontrare tali forze entro il 31 luglio.

 

Comitato promotore 17 ottobre:
Unione Cittadini Immigrati Roma – Comitato Immigrati in Italia (Roma) – Centro sociale Ex Canapificio Caserta – Movimento Migranti e Rifugiati Caserta – Migrantes Y Familiares MFAM – Comitato Immigrati in Italia (Napoli) – Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino – Ass. Dhuumcatu – Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini Roma – Ass. Sunugal Milano – Ass Insieme per la Pace – Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza) – Federazione Senegalesi della Toscana – Ass. FOCSI (Roma) – Ass. Bangladesh (Roma) – Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma) – El Condor (Roma) – Uai (Como) – Centro delle culture (Milano) – Ass. Punto di partenza (Milano) – Movimento lotta per la casa (Firenze) – Ass. El Mastaba (Firenze) – Ass. Arcobaleno (Riccione) – FAT (Firenze) – Ass. Interculturale Todo Cambia (Milano) – Studio 3R di mediazione (Milano) – Centro delle culture (Firenze) – Federazione Nazionale RdB-CUB – SdL intercategoriale – Confederazione Cobas – Naga – Coordinamento Migranti Verona – Sportello Immigrati RdB Pisa – Missionari Comboniani Castelvoturno – PRC – Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas – Federazione delle chiese Evangeliche in Italia – Sinistra Critica – Rete Antirazzista Catanese – Coordinamento Stop razzismo – Ass. umanista Help to ch’ange – Ass. antirazzista e interetnica ‘3 febbraio’ – Centro delle culture – Partito Umanista – Partito di Alternativa comunista – Socialismo rivoluzionario – Unicobas – Socialismo Libertario – Centro delle Culture – Ass.Umanista Help To Change – Comitato antirazzista Abba (Fi) – Comitato Antirazzista (Vi) – Donne in Nero (Italia) – Clan Destino Doc – medici e operatori della salute dalla parte dei migranti; Ass.LibLab – libero laboratorio – Associazione Culturale Musicale illimitarte (Villaricca – Na) – Cipax-Centro interconfessionale per la pace – Sud Pontino Social Forum; Cooperativa Immigrazionisti (Mi) – Gruppo Every One – Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana “ Il bene comune” – Utopia Rossa – Punto pace di Napoli movimento Pax Christi – Ass. Donne e colori ( Rm) Marenia (gruppo musicale) – Bidonvillarik (gruppo musicale) – Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria (Cinisi) – Slai Cobas Nazionale – Action (Roma) – Associazione “Kamilla” (Cassino) – collettivo Teatri OFFesi di pescara – Associazione Arrakkè – centro per la tutela dei diritti umani (Siracusa) – USI AIT Nazionale -

Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
 

 

Roma 17 settembre: Stop MGF - Mai più mutilazioni genitali femminili

Mai più mutilazioni genitali femminili :”In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione genitale femminile (Mgf), diffuse in 28 paesi africani, in Medio Oriente e nel sud est asiatico. Inoltre esiste un alto rischio che le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un periodo di vacanza nel paese dei genitori”.

Continua...

 

Roma, 17 settembre: Le Istituzioni unite contro ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma il 24 settembre

Le Istituzioni unite contro ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma il 24 settembre
Una grande fiaccolata, alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e di quello della regione Piero Marrazzo, per dire basta ad ogni forma di discriminazione, intolleranza e razzismo.

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=213087

Roma, 26 giugno: Perché diciamo no al reato di immigrazione

 

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.
La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo. Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte cost. ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicché la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali. L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi (...).
«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (...) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a "nascondere" la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la Corte costituzionale dichiarò l'illegittimità del reato di "mendicità" (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell'immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.
(seguono le firme di Stefano Rodotà, Giovanni Palombarini, Lorenzo Trucco e altri)

 

 

Casalecchio sul Reno, 8 luglio: Mondiali antirazzisti

Una festa multiculturale di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti. Verranno allestiti 17 campi di calcio nel Centro sportivo Salvador Allende, alle porte della città, e parteciperanno 204 squadre con rappresentanze dai cinque Continenti.

Dopo un primo giorno di accoglienza e ambientamento per tutte le squadre, il fischio d’inizio “ufficiale” verrà dato alle ore 15 di giovedi 9 luglio con la stretta di mano tra tutti i partecipanti sul campo centrale:  un “quarto tempo” che si prevede molto partecipato e spontaneo. Nel pomeriggio del 12 luglio sono previste le finali e verranno assegnate le 12 Coppe del torneo. Non ci sarà una ma tante classifiche: si premia chi ha avuto l'atteggiamento più corretto, chi ha preso più gol, chi viene da più lontano. I valori dello sportpertutti vivranno in un grande progetto internazionale di amicizia, multiculturalità, inclusione. E soprattutto l'impegno di tutti perchè il nemico comune da sconfiggere è il razzismo.

I Mondiali antirazzisti sono organizzati da Progetto Ultrà e Uisp in collaborazione con Istoreco e Rete Fare, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna, del Comune di Casalecchio di Reno. Tutti gli aggiornamenti sui Mondiali si possono trovare giorno per giorno sul sito ufficiale, www.mondialiantirazzisti.org, nell’Area Press.  I Mondiali verranno trasmessi in diretta da Asteriscoradio.it

 

Roma, 19 giugno: Assemblea pubblica contro il  "pacchetto sicurezza"
 ore 18.00 ex cinema Volturno via Volturno, 37 - Roma


RESPINGIMENTI NEL MEDITERRANEO,
RINNOVO DEGLI ACCORDI CON LA LIBIA,
APPROVAZIONE DEL PACCHETTO SICUREZZA:
BASTA CON LA POLITICA DELLA PAURA E DEL RAZZISMO!

Il ddl 733 (Pacchetto sicurezza) è in corso di approvazione al Senato.
Nonostante le proteste e le mobilitazioni organizzate in questi mesi dalle/dai migranti, dalle/dagli occupanti di casa, dalle femministe e dalle lesbiche, dalle/dagli studenti, dalle associazioni di medici, insegnanti e avvocati, e partecipate da tutte e tutti coloro che non accettano più la cultura della paura e del controllo, molte delle norme restrittive dellaproposta di legge restano in piedi.

Continua
 

Roma, 10 giugno: L’Osservatorio Italia-razzismo

Era il 1986 quando alcuni di noi cominciarono a interessarsi di immigrazione straniera nel nostro paese. La questione era allora ed è oggi la seguente: la società italiana è consapevole e attrezzata rispetto ai processi di cambiamento che si sono messi in moto (e che continueranno, e hanno una dimensione “globale”) nella fase delle migrazioni internazionali? A metà degli anni ‘80 gli immigrati regolari in Italia erano circa 500mila, alla fine del ’93 sfioravano il milione. Circa un decennio fa  raggiungevano quasi il milione e mezzo. Da allora il ritmo di crescita è stato più rapido, cosicché oggi i regolari sono intorno a 4 milioni più, presumibilmente, un milione di irregolari.

Il nostro ritardo nell’affrontare i problemi ha conseguenze assai gravi: 1) il rischio che l’immigrazione si riduca, nella percezione diffusa, a “questione criminale”; 2) la cancellazione, o comunque la sottovalutazione, della presenza straniera come risorsa positiva e fattore di sviluppo; 3) l’introduzione nel nostro ordinamento di norme illiberali, capaci di far arretrare il sistema di diritti e di garanzie. Opporsi a tutto ciò richiede che si lavori in una prospettiva di medio e lungo periodo. Ciascuno di noi può fare qualcosa e, da qui, nasce il progetto di questo sito e della rubrica omonima che, dal 19 maggio, viene ospitata dal quotidiano l’Unità tre volte la settimana. Un Osservatorio, “Italia-razzismo”, sui fatti dell’immigrazione e sui complessi effetti che ne derivano per la società italiana: nei diversi settori del mercato del lavoro, nei diversi contesti territoriali, nelle diverse culture e nei diversi gruppi sociali. Dati, informazioni, statistiche e vita reale. Parleremo di quelle 240.594 imprese individuali promosse da stranieri, ma anche di quei 1.500 nuovi cittadini italiani, nati in altri paesi, che costituiscono una percentuale non insignificante dell’esercito italiano. E  parleremo della vita quotidiana, di “loro” e di “noi”: rapporti, interazioni, anche amicizie (oltre che stereotipi, discriminazioni, conflitti).   

(Luigi Manconi, su Articolo 21)

Roma, 10 giugno 2009: Contro i respingimenti

Mercoledì 10 giugno, dalle 16, a P.zza Farnese ci sarà una
manifestazione contro i respingimenti di profughi e migranti, contro gli accordi governativi con la Libia che permettono le violazioni dei  diritti umani più 'elementari' e che perciò dovrebbero essere garantiti ovunque e a chiunque. Indetta da alcune scuole di italiano per migranti, la manifestazione vede la partecipazione di molte
organizzazioni umanitarie, da Amnesty international a Medici senza frontiere.

Bologna, 9 giugno: Giornalisti contro il razzismo

La campagna di "Giornalisti contro il razzismo" prosegue: le adesioni continuano ad arrivare e comincia a prendere forma un dibattito sull'informazione diffusa dai maggiori media in merito all'immigrazione e ai fenomeni di razzismo sempre più evidenti nella società. Fra i materiali disponibili sul sito segnaliamo:

- Il dossier della rivista dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia-Romagna su "Media e razzismo". Con interventi, ricostruzioni storiche, interviste a opinionisti italiani e stranieri, il dossier è un'ottima guida, che segnala la necessità di rafforzare sia la formazione sia il dibattito sulla responsabilità sociale e culturale dei giornalisti.

- Dalla trasmissione "Glob" (Raitre) un servizio dedicato al tema: "Qual è il linguaggio della stampa per raccontare l'immigrazione nel nostro paese?", con l'intervista a uno dei promotori della nostra campagna.

- Per la sezione "discussioni": l'intervento di Karim Metref, scrittore algerino da tempo residente in Italia, su alcuni articoli riguardanti una lavoratrice che indossava il velo; un dibattito seguito all'approvazione in Toscana della Legge regionale sull'immigrazione; le denunce delle ambasciate di Giappone e Romania per gli stereotipi utilizzati da un quotidiano.

 www.giornalismi.info/mediarom

 

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