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Roma, 1 marzo: Un
giorno senza immigrati
LO SCIOPERO DEGLI
IMMIGRATI DEL PRIMO MARZO è "UN'OTTIMA IDEA", PERCHE' "VUOLE
RENDERE VISIBILE IL FATTO CHE L'ITALIA, SENZA I MIGRANTI E IL
LORO CONTRIBUTO ALL'ECONOMIA, SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE".
INVECE NON SOLO NON LO
RICONOSCIAMO, MA TROPPO SPESSO SIAMO RAZZISTI: È L'ANALISI
LUCIDA MA INQUIETANTE CHE ANNAMARIA RIVERA, DOCENTE DI ETNOLOGIA
DELL'UNIVERSITA' DI BARI E AUTRICE DEL SAGGIO "REGOLE E ROGHI:
METAMORFOSI DEL RAZZISMO"
(EDIZIONI DEDALO), FA DELLA DIFFUSIONE DEI SENTIMENTI XENOFOBI
IN ITALIA. "CREDO CHE OGGI, ANCHE GRAZIE ALLA PROPAGANDA
MARTELLANTE SVOLTA DA ALCUNI PARTITI - SOPRATTUTTO LA LEGA NORD
- E DA CERTI ORGANI D'INFORMAZIONE, SI SIA INFINE REALIZZATA LA
SALDATURA FRA IL RAZZISMO ISTITUZIONALEE IL RAZZISMO POPOLARE.
IL PRIMO SI MANIFESTA DA ALMENO UN DECENNIO, PER ESEMPIO
ATTRAVERSO LA PRODUZIONE DI NORME E DI LEGGI DISCRIMINATORIE, SE
NON PERSECUTORIE, CONTRO I CITTADINI NON-NAZIONALI: BASTA
PENSARE AI VARI PACCHETTI SICUREZZA. CON QUESTO NON VOGLIO
SOSTENERE CHE LA XENOFOBIA O IL RAZZISMO RIGUARDINO LA
MAGGIORANZA DELLE CLASSI POPOLARI. MA CERTO UNA PARTE DI ESSE,
NON RAPPRESENTATA E PRIVATA DELLA LINGUA DEL CONFLITTO SOCIALE,
TENDE A INDIRIZZARE LA PROPRIA FRUSTRAZIONE, RABBIA, RANCORE
VERSO LO STRANIERO, CHE DIVENTA COSI' IL CAPRO ESPIATORIO. LE
VICENDE DI ROSARNO LO HANNO DIMOSTRATO IN MODO LAMPANTE. Lo
SCIOPERO DEI MIGRANTi È UN'OTTIMA IDE: NON SO SE SI TRADURRA'
DAVVERO INFORME DIFFUSE DI ASTENSIONE DAL LAVORO DA PARTE DEI
MIGRANTI, MA CERTAMENTE IN FORME ARTICOLATE DI PROTESTA E
DI MANIFESTAZIONE. L'IMPORTANTE E' CHE ILPRIMO MARZO DIA
VISIBILITA' A UN FATTO EVIDENTE, MA CHE SI TENDE AD OCCULTARE: I
LAVORATORI IMMIGRATICONTRIBUISCONO IN MODO RILEVANTE
ALL'ECONOMIA, AL WELFARE STATE, ALLA CONTRIBUZIONE FISCALE, ALLA
SOCIALITA' DEL NOSTRO PAESE. SENZA IL LORO APPORTO - E NON SOLO
ECONOMICO -L'ITALIA SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE DI QUEL CHE
E'".
Roma,
1 marzo:
Lezioni di
Clandestinita’
Alle ore 10:30, in
piazza Montecitorio, tutti insieme, studenti, precari e migranti
daremo vita ad una lezione differente. Per scoprire una nuova
letteratura, una nuova geografia, una nuova storia e nuove
storie di vita, per conoscere lo sfruttamento dei lavoratori
migranti nel nostro paese, per chiedere nuovi diritti. Per
prendere parola contro le politiche e le retoriche razziste.
Contro il tetto del 30% nelle scuole elementari
Contro lo svilimento del mondo della formazione
Contro la precarizzazione delle vite
Interverranno:
Igiaba Scego - scrittrice italo-somala
Dauda’- Costa d’Avorio (lavoratore agricolo a Rosarno)
Jamali - richiedente asilo aghano
Joseph e Aline - italiani di seconda generazione
Militant A - cantante degli Assalti Frontali e rappresentante del
Comitato genitori Ikbal Masiq.
Studenti medi e universitari
contro il razzismo
Roma,
24 febbraio: Cortometraggi per
l’integrazione
"Nuovi Italiani: storie di
ordinaria integrazione" è un Concorso nazionale di cortometraggi
lanciato dal Circolo di Roma di Libertà e Giustizia.
L'iniziativa - organizzata in collaborazione con Arcipelago -
Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, e
patrocinata dalla Provincia di Roma - mira a rendere visibile la
buona integrazione, con video su storie di migranti integrati e
onesti, che sono la maggioranza, ma di cui si parla poco.
Libertà e Giustiza è
un’Associazione di cittadini presieduta da Sandra Bonsanti, da
sempre impegnata a favore della Costituzione. Presidente onorario è
Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale
ed autore dell’appello “Rompiamo il silenzio”, che nel 2009
ha raccolto oltre 200.000 firme.
Gli sponsor che sostengono il
concorso sono:
- Legambiente Nazionale
- Lega delle Cooperative del
Lazio
- Medici Contro la Tortura
- Forum Terzo Settore Lazio
- Amref Italia
- Associazione “Arca di Pace”
- Associazione “Celio Azzurro”
- Gruppo “Non tacere”
- Coordinamento Nazionale
Ministero Trasporti Uil - P.A.
- Archivio dell’ Immigrazione
- Acquario Romano - Casa
dell’Architettura
- Scuola Romana di Cinema
I video, di massimo 10 minuti,
vanno presentati entro il 16 aprile 2010.
Info concorso:
www.leg-roma.org
Roma,
20 febbraio 2010:
AMREF Appoggia lo sciopero
degli stranieri del primo marzo.
L'iniziativa vuole portare all'attenzione dell'opinione pubblica
l'apporto fondamentale dei migranti per la tenuta e il
funzionamento della società italiana
AMREF, principale organizzazione sanitaria no profit attiva in
Africa, appoggia lo sciopero degli stranieri indetto in tutta
Italia per il prossimo primo marzo. Una grande manifestazione
non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana
quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al
funzionamento della società.
AMREF lavora in Africa da più di mezzo secolo affinché i diritti
umani – in particolare quello alla salute – diventino una realtà
quotidiana per tutti. Siamo convinti che essi siano un valore
universale e che debbano essere tutelati e garantiti in Africa
come in Italia, con particolare attenzione a chi – ovunque – si
trova in una situazione di svantaggio economico, sociale o
culturale.
www.primomarzo2010.it
www.amref.it
Torino,
19
febbraio 2010
-
Nasce l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale
Il 19
febbraio 2010 Torino ospita la prima uscita ufficiale di
ANSI, l'Associazione
Nazionale Stampa Interculturale promossa dai giornalisti di origine
straniera che lavorano in Italia e che, lo scorso 4 febbraio, il
Consiglio Nazionale della FNSI ha riconosciuto all'unanimità come
gruppo di specializzazione nazionale. La presentazione della neonata
associazione avviene con una
conferenza stampa ospitata presso la sede
dell'Associazione Stampa Subalpina alla quale parteciperanno, tra
gli altri, oltre a Viorica
Nechifor presidente di ANSI,
Roberto Natale e Aidan White
in rappresentanza delle federazioni nazionale e internazionale dei
giornalisti.
Il lancio dell'ANSI avviene all’'nterno di
STAMPA INTERCULTURALE - ITALIA E
EUROPA. ESPERIENZE A CONFRONTO
evento pubblico che prevede un momento di
scambio e dibattito con alcune tra le più interessanti esperienze di
gruppi e associazioni di giornalisti di origine straniera che si
sono sviluppate a livello europeo per promuovere la diversità, il
pluralismo e le competenze interculturali nei mezzi d'informazione.
A rappresentarle i giornalisti
Marjan Parvand e Gustavo Franco Cruz. Tira le fila del
dibattito Ed Klute
della rete europea On Line More Colour in the Media.
L'evento, organizzato dal
COSPE,
e realizzato con il contributo di EPIM (European Programme for
Integration and Migration e del Ministero del Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche sociali, inaugura
Melting News - Informazione e
Intercultura una rassegna di tre appuntamenti tematici
promossa da Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti
del Piemonte.
INFO: COSPE
Firenze, 055 473556,
info@mmc2000.net
Roma,
16 febbraio 2010 - Dagli atenei italiani un appello contro il
razzismo. Oltre duecento docenti universitari, da Genova a Palermo,
da Trieste a Bologna, hanno aderito a ''Primo Marzo - Una giornata
senza di noi''.
''Questa giornata - hanno scritto nella lettera inviata al comitato
- ci sembra di particolare importanza anche per iniziare una
necessaria riflessione sulle forme della nostra esistenza comune di
cittadini e non cittadini, migranti e non''.
I docenti denunciano la scandalosa difficolta' nell'accesso a un
permesso di soggiorno per studi universitari, attraverso una
politica delle ''quote'' anche nel campo del sapere ''che rende
quest'ultimo esclusivo privilegio dei cittadini''. Una
discriminazione che rappresenta un ulteriore aspetto della chiusura
nei confronti degli immigrati che caratterizza il nostro Paese.
''Per questo - prosegue la lettera - ci impegniamo a lottare anche
per garantire la piena accessibilita' dell'Universita' ai migranti.
Siamo piu' in generale convinti che soltanto cancellando il razzismo
istituzionale e sociale come pratica quotidiana di sfruttamento
sara' possibile costruire spazi di convivenza futuri''. Nei giorni
che precedono il primo marzo, i docenti si sono impegnati a leggere
ai propri studenti la lettera redatta dai lavoratori africani di
Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio.
Roma,
30 gennaio 2010: Parole che
incitano al razzismo
"Berlusconi incita al razzismo e alimenta un clima di intolleranza
le cui conseguenze non possono essere prevedibili". Livia Turco,
capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, non va per
il sottile e stronca le parole del premier che, da Reggio Calabria,
conia il parallelo tra immigrati e criminalità. Un'equazione che non
piace neanche a don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione
Migrantes promossa dalla Cei: "Occorre lavorare per regolare da
subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro
territorio. Purtroppo gli immigrati che arrivano per trovare lavoro
e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e
burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione".
"Un governo non può accendere i fuochi, ma deve guidare il Paese a
una maturazione civile", rilancia il segretario del Pd, Pier Luigi
Bersani. "Una frase così - aggiunge Bersani - ci metter fuori da
qualsiasi contesto moderno. Non esiste che si affronti una tema come
l'immigrazione in questo modo. Servono umanità e razionalità.
Continuando a spargere irrazionalità ci mettiamo nei guai".
"Berlusconi mente due volte sull'immigrazione. Non è vero che gli
immigrati sono diminuiti e non è vero che sono diminuiti i
clandestini. Il governo non fornisce cifre attendibili e dimentica
di dire che ha fatto ampio ricorso alle sanatorie", incalza il
capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Meno immigrati meno
crimini? Siamo indignati per queste dichiarazioni tribali e
offensive, che, queste sì, rappresentano un vero e proprio crimine.
Invitiamo l'Ue a vigilare: il linguaggio del premier alimenta odio,
intolleranza e razzismo" attacca Michelangelo Tripodi, responsabile
Mezzogiorno del Pdci.
Durissimo Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv: "Il governo
utilizza le mafie e l'immigrazione per spot a buon mercato".
Fulminante, infine, la battuta del presidente dei senatori del Pd
Anna Finocchiaro: "Meno premier, meno crimini?".
Roma,
29 gennaio 2010: Immigrati e
criminali
"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze
che vanno a ingrossare le schiere dei criminali" (Silvio Berlusconi,
Presidente del Consiglio)
La popolazione straniera,
nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione
residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti
i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e
aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la
percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può
affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la
popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione
è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in
cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le
denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna
considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso
tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli
stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri
denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al
2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica
degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca
del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno
nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha
mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia
conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto
della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno
dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro
il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la
presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio,
abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza
permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero
dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di
queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano
che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e
non rappresentativa del fenomeno criminale.
(da “Mandiamoli a casa”, utilissimo manualetto contro i luoghi
comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati)
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