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Roma,
5 settembre 2011 - Parte la raccolta firme per "L'Italia sono
anch'io"
Depositate le due leggi di iniziativa popolare: cittadinanza e voto
alle amministrative dopo 5 anni. Col deposito in Cassazione, venerdì
2 settembre, dei testi delle due leggi di iniziativa popolare
sottoscritti dagli esponenti delle organizzazioni che hanno promosso
la campagna l’Italia sono anch’io, prende il via la raccolta delle
firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono
sei mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo richiesto delle 50.000
firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge, e i promotori
stanno pianificando iniziative in tutta Italia.
A Roma, nei prossimi giorni,
verrà allestito un banchetto dove già hanno annunciato la loro
presenza esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della
politica che condividono i contenuti della campagna. L’Italia sono
anch’io è promossa, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, da 19
organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione
studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli,
Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,
Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la
pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese
Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il
Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl,
Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo
Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di
Reggio Emilia, Graziano Delrio.
Lo scopo della campagna è riportare all’attenzione dell’opinione
pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di
cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di
partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine
straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti
qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono
riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando
nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo
genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una
piena integrazione, disattende il dettato costituzionale che
stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a
rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
La presentazione di due leggi di iniziativa popolare intervengono
una sull’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto
di voto alle elezioni amministrative. La legge proposta infatti
introduce lo ius soli: sono cittadini italiani i nati in Italia che
abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante, il quale ne
faccia richiesta. In secondo luogo prevede che siano Italiani i nati
da genitori nati in Italia, a prescindere dalla condizione giuridica
di quest’ultimi. Un adulto invece potrà richiedere la cittadinanza
italiana dopo 5 anni di soggiorno regolare in Italia. L'altra
proposta di legge estende il diritto di elettorato attivo e passivo
nelle elezioni comunali, provinciali, concernenti le città
metropolitane e le Regioni anche a chi non sia cittadino italiano,
quando abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia.
Sul sito della campagna
(www.litaliasonoanchio.it) sono pubblicati i testi integrali delle
due proposte di legge di iniziativa popolare, altri materiali di
approfondimento e gli aggiornamenti sulle iniziative.
2
settembre 2011 - Bologna, in mostra le vignette contro il
razzismo dall’1 al 12 settembre
Xenofobia e intolleranza sono in
continua crescita e continuano a riscuotere consensi in tutta
Europa. Come rispondere e soprattutto come sensibilizzare le giovani
generazioni? Il progetto Rar (Risate anti razziste), finanziato dal
programma Fundamental Rights & Citizenship 2007-2013 della
Commissione europea, ha fatto dell’ironia il proprio cavallo di
battaglia nonché slogan: “Sul razzismo vogliamo riderci su… per
riflettere e combatterlo!”. Il progetto, sviluppato in Italia,
Francia e Germania, dall’1 al 12 settembre fa tappa a Bologna, nel
centralissimo Palazzo d’Accursio. L’iniziativa mette fianco a fianco
le vignette realizzate studenti, da artisti emergenti e da autori
affermati tra cui ElleKappa, Vauro e Altan. Tutti si prendono gioco
di stereotipi e luoghi comuni per mettere in ridicolo qualsiasi
dimostrazione di razzismo. Tra le 300 opere frutto dei laboratori
formativi proposti da Rar, verranno esposti anche i lavori degli
allievi dell’Isart “F. Arcangeli” di Bologna che hanno partecipato
al progetto. La mostra, come spiega la responsabile
dell'organizzazione Alessia Giannoni, ha girato molto, sia in Italia
che all'estero, sia in manifestazioni legate al fumetto, come Lucca
Comics o il Festival internazionale di Angoulême, sia in eventi
dedicati al tema dell’immigrazione. “Stiamo anche producendo un
catalogo per fare in modo che il progetto prosegua”, aggiunge la
Giannoni. Il progetto, ufficialmente terminato a luglio, è stato
infatti “prolungato” dall’impegno dell’ong Cospe, che coordina
insieme alla Scuola internazionale di comics di Firenze, la tappa
bolognese della mostra e quella immediatamente successiva, che si
terrà al liceo Cecioni di Livorno. A Bologna la mostra sarà aperta
dal pubblico dalle 8 alle 19 durante la settimana e dalle 10 alle 20
il sabato e la domenica. (cab)
23
agosto 2011 - Il razzismo della Nivea
Sotto l’occhio
del mirino a questo giro troviamo la casa tedesca di cosmetici
Nivea, la quale ha avuto decisamente un lampo di genio per la sua
nuova campagna pubblicitaria:
Vediamo un
giovane afroamericano, di bella presenza il quale impugna la testa
di un uomo, un altro nero, ma con la pettinatura afro e con tanto di
barba, per lanciarla come una palla da bowling.
Troneggia
lo slogan : “Re-civilize
yourserlf” .
Le
lamentele sono esplose come delle bombe, in molti hanno etichettato
questa pubblicità come razzista, e la Nivea prontamente ha ritirato
il tutto scusandosi e dichiarando: ‘‘Diversità
e pari opportunità sono valori cruciali per Nivea. Il brand
rappresenta diversità , tolleranza e pari opportunità. Noi
apprezziamo la differenza. La discriminazione diretta o indiretta
deve essere bandita in ogni decisione, e da tutte le aree della
nostra attività. Questo vale senza distinzione di sesso, età, razza,
colore della pelle, religione, ideologia, orientamento sessuale, o
disabilità. Ne’ dovrebbe avere alcun significato l’origine
culturale, etnica, o nazionale e la convinzione politica o
filosofica”
Credo che sia
banale dire che trovo questa pubblicità stupida, priva di ogni buon
senso e profondamente razzista e soprattutto credo che le scuse
della Nivea siano le solite parole dette giusto per calmare le
acque. Non credo che non ci sia stata una persona dotata di buon
senso, prima di lanciare questa campagna, che si sia resa conto
dello sfondo profondamente razzista che sussiste. Personalmente non
mi sarei meravigliata se a sorpresa fosse comparso un membro del ku
klux Klan a fare la barba alla povera testa!
Penso inoltre che
la parola “ricivilizzati” sia offensiva, quasi a voler considerare
la gente afro delle sottospecie , e conoscendo la storia di queste
persone sempre discriminate nel corso degli anni fossi al posto dei
pubblicitari della Nivea mi metterei in angolino a piangere dalla
vergogna!
Credono
ancora nell’esistenza di una razza superiore e una da
re-civilize?
Ma allora non si
devono anche ri-civilizzare le persone che per i loro credo
religiosi non si tagliano i capelli e non fanno la barba (nelle loro
scuse parlano di rispetto per la religione,ideologia e razza…ma ne
siamo sicuri?) ?
Viviamo in un
paese che ormai non rispetta ne la cultura ne la dignità delle
persone, l’importante è VENDERE.
Pin@
22 giugno 2011 -
Cittadinanza e diritto al voto: la campagna “L’Italia sono anch’io”
Lanciata da 19
organizzazioni della società civile, la campagna è stata presentata
il 22 giugno a Roma. Ha lo scopo di ribadire la possibilità per
chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della
comunità di cui fa parte
continua
Roma
– 16 giugno 2011 - Rapporto annuale della European Commission
against Racism and Intolerance (ECRI). "Le leggi non bastano più,
serve un giro di vite contro le discriminazioni"
Razzismo
e intolleranza hanno preso piede in Europa, di pari passo con la
crisi economica che rafforza i messaggi estremisti. È l’allarme
della European Commission against Racism and Intolerance (ECRI),
commissione del consiglio d’Europa che monitora la situazione nei 47
Paesi membri dell’organismo internaizonale.
Nel suo
ultimo rapporto annuale,
presentato oggi, l’Ecri dice che il razzismo non è più limitato a
frange della società e che anche politici moderati usano sempre più
spesso argomenti xenofobi e antimusulmani e chiamano a referendum
contro non cittadini o minoranze religiose. “Le leggi da sole non
sono sufficienti a contrastare questa tendenza. Bisogna fare di più”
dice il rapporto, chiedendo un giro di vite legislativo per
un’azione più risoluta contro i reati razzisti.
Anche se
l’Ecri apprezza che la grande maggioranza degli stati punisca i
discorsi che incitano all’ odio (hate speech) , ritiene che le
autorità dovrebbero applicare la legge più rigorosamente e informare
maggiormente le potenziali vittime sui loro diritti. In particolare,
la Commissione evidenzia la crescita dell’avversione agli zingari,
“uno dei problemi più acuti oggi per l’Europa”, e auspica la
creazione di condizioni migliori per le comunità rom.
Il
rapporto avverte poi che gli attacchi al multiculturalismo possono
portare a società frammentate e chiede quindi ai governi di
aumentare gli sforzi per promuovere il dialogo interculturale: “La
risposta al dibattito corrente sul multiculturalismo è strettamente
correlata a un sistema comune di principi, tra i quali ci sono la
non discriminazione e la tolleranza”.
“Le
indagini dell’Ecri i tutti i Paesi europei – ha detto il presidente
della Commissione, Nils Muiznieks – stanno mostrando una
preoccupante crescita del razzismo. I governi devono essere consci
di questo pericolo, lavorare per rafforzare leggi e istituzioni
contro le discriminazioni e dire chiaramente che la xenofobia non
può mai essere tollerata nella società moderna”.
31
maggio 2011 - Naomi Campbell
offesa dalla pubblicità Cadbury: “E’ razzismo!”
La bellissima e famosissima
modella Naomi Campbell, ha avvisato l’ azienda Cadbury, di
intraprendere azioni legali. Il motivo? L’ azienda di alimentari più
grande al mondo, in uno spot pubblicitario, ha affiancato la figura
di Naomi a un enorme coniglio di playboy fatto di cioccolata, senza
il suo consenso.
In più, la top model, accusa lo
spot pubblicitario di razzismo, perchè non puo’ essere paragonata al
cioccolato: “Sono rimasta scioccata. E’ sconvolgente essere
rapportata come il cioccolato, non solo per me, ma per tutte le
donne di colore. Non trovo alcun umorismo in questo. E’ molto
offensivo, dannoso e provocatorio!”,
La conosciamo bene Naomi, e se
dice che intraprenderà azioni legale, di sicuro lo farà. La donna,
che in passato è stata la “carnefice” di molte aggressioni, come ad
esempio alla sua cameriera, o come è successo all’ autista della sua
limousine, sembra essersi un pochino calmata sotto questo punto di
vista, forse dopo la lezione che le era stata data dal giudice di
200 ore di servizi sociali.
Roma 21 marzo 2011 -
RAZZISMO:
HUMAN RIGHTS CRITICA L'ITALIA, FA POCO CONTRO VIOLENZE
Il
governo italiano non sta prendendo le giuste misure atte a prevenire
e perseguire la violenza razzista e xenofoba. E' quanto afferma
Human Rights Watch in un rapporto pubblicato in occasione della
Giornata mondiale contro la discriminazione razziale. Il dossier,
dal titolo 'L'intolleranza quotidiana: la violenza razzista e
xenofoba in Italia', e' il frutto di una ricerca condotta nel 2010:
comprende decine di interviste di vittime di violenza, magistrati e
funzionari di governo, documentando casi di violenza a sfondo
razzista e xenofoba contro immigrati, italiani di discendenza
straniera, Rom e Sinti avvenuti negli ultimi anni, nonche' la
risposta dello Stato a tali crimini. Secondo l'organizzazione
internazionale, gli immigrati, gli italiani di origine straniera e i
Rom sono stati vittime di "brutali attacchi". Il rapporto denuncia
in 81 pagine le "mancanze dello Stato italiano nel prendere misure
efficaci contro i crimini imputabili a odio discriminatorio. Sono
rari i casi in cui l'aggravante razzista - continua Human Rights
Watch - venga contestata nelle azioni penali per violenze, e le
autorita' italiane tendono a sminuire la portata del problema e non
condannano con la necessaria forza gli attacchi". Il rapporto
sottolinea poi "l'inadeguata formazione delle forze dell'ordine e
del personale giudiziario e l'incompletezza della raccolta di dati".
Allo stesso tempo, "la retorica dei politici, le misure del governo
e la cronaca mediatica collegano gli immigrati e i Rom alla
criminalita' e contribuiscono ad alimentare un clima di
intolleranza".
continua
Roma 15
marzo 2011 |- Rapporto Unar 2010
La discriminazione razziale è un
fenomeno che spesso rimane sommerso, per paura, ignoranza, sfiducia.
Ma qualcosa sta cominciando a cambiare e nell’ultimo anno in Italia
le segnalazioni sono
raddoppiate. Lo afferma il Rapporto 2010 dell’Unar (l’Ufficio
nazionale antidiscriminazioni razziali) presentato a Roma, dal quale
emerge che le vittime sono per il 63,4%
stranieri, più
uomini che
donne, piu’ adulti che
giovani, la maggior parte operai o impiegati.
E un 10% di segnalazioni riguarda
discriminazioni non razziali ma di genere, orientamento sessuale o
religioso. Le segnalazioni raccolte nel 2010 dall’Unar sono state
complessivamente 766, l’anno precedente erano state 373. E la
tendenza è confermata dall’ulteriore aumento del 40% che si è
registrato dal primo gennaio al 14 marzo 2011 rispetto allo stesso
periodo del 2010.
Circa una segnalazione su due
proviene dalle stesse vittime di discriminazione, una su quattro è
invece direttamente promossa dall’Unar, una su cinque è segnalata da
un testimone. Solo l’8% dei casi è segnalato da un’associazione o un
ente esterno all’Ufficio. A fine 2010, risultava chiuso il 76,7%
delle istruttorie avviate. Crescono i casi relativi a
discriminazioni attuate dai mass media (19,9% contro il 10,8% del
2009), anche grazie all’azione di monitoraggio dei mezzi di
informazione attuata dall’Unar.
Aumentano anche le segnalazioni
relative alla vita pubblica (17,8%) e all’erogazione di servizi da
enti
pubblici (16%),
diminuiscono invece quelle relative al lavoro e alla casa. Le
vittime dei casi segnalati sono piu’ uomini (56,4%) che donne
(43,6%), più over 35 (58,5%) che giovani (40%) o anziani (1,5%).
Quasi una segnalazione su quattro (23,3%) riguarda stranieri che
provengono dall’Europa orientale e dai Balcani, quelle di persone
dell’Africa del nord sono il 20,9%; nel complesso le vittime
straniere sono il 63,4%, il 9,7% sono stranieri
con cittadinanza italiana e il resto sono italiani: per questi
ultimi le segnalazioni riguardavano altri tipi di discriminazione,
come quelle di genere o sessuali o religiose. In maggioranza
italiani (82,2%) sono invece i testimoni di discriminazioni.
Tra le vittime si segnala una
prevalenza di persone coniugate e di istruzione medio-alta. La
maggior parte lavora come operaio (25,7%) o impiegato (23,6%), ma
numerose sono anche le persone che non lavorano (24,1%), in
prevalenza donne. E se tra gli uomini si nota una prevalenza di casi
di discriminazione diretta, tra le donne è più frequente
l’aggravante delle molestie. Per quanto riguarda l’ambito delle
discriminazioni, tra i giovani è prevalente quello dell’erogazione
di servizi da parte di enti pubblici, mentre tra gli adulti quelle
relative al lavoro. Tra gli stranieri, il 26,3% ha segnalato
discriminazioni
nell’accesso alla casa. .
Roma,
28 febbraio : Il
Primo Marzo 2011, "24h senza di Noi’"
Una giornata di
mobilitazione nazionale e internazionale contro il razzismo e per la
difesa dei diritti umani, giunta ormai alla sua seconda edizione.
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?
Partendo da questa domanda provocatoria lo scorso anno il movimento ‘Primo Marzo’ - in collegamento con altri Paesi europei - ha promosso una mobilitazione antirazzista e per i diritti umani che ha interessato oltre 60 città e coinvolto più di 300 mila persone in tutta Italia.
Il movimento crede che anche quest’anno il ‘Primo Marzo’ debba essere una giornata di mobilitazione nazionale e internazionale volta a unire autoctoni e immigrati, vecchi e nuovi cittadini. C’è infatti un collegamento diretto tra il razzismo (in particolare il razzismo istituzionale) e la graduale erosione dei diritti dei lavoratori in Italia.
Comunicato stampa
www.primomarzo2011.it
10
febbraio 2011,
Contro la
chiusura dell’UNAR – Ufficio del Governo contro le discriminazioni
La Lega Nord che da sola governa l’immigrazione italiana su delega
del Governo, propone la chiusura dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali del Governo.
Se chiusura sarà, nessuno ci farà più sapere dei sindaci che
assegnano alloggi pubblici, borse di studio o bonus bebè non sulla
base dei requisiti, ma di discriminazione razziale, religiosa, di
orientamento sessuale.
Nessuno censurerà il Preside “razzistello” o l’impiegato pubblico
che respinge un “frocio” allo sportello.
Una barbarie civica di cui l’UNAR non è l’antidoto, ma un soggetto
pubblico che insieme ad altre agenzie rappresenta il livello civile
raggiunto dal nostro Paese.
In una democrazia ci devono essere buoni ed equilibrati strumenti di
controllo pubblico; ricordiamo in proposito che l’UNAR è un ufficio
di Palazzo Chigi non una cellula anarco-insurrezionalista.
Con questo comunicato non speriamo che i proponenti si ravvedano, né
che la Lega metta a riposo i suoi pretoriani più sbracati. Noi
vogliamo parlare agli uomini di buona volontà della maggioranza,
augurandoci che impediscano questo scempio ed esprimiamo solidarietà
a tutti i nostri concittadini del nord; noi non ce l’abbiamo e non
ce l’avremo mai con voi, ma voi non dimenticate di essere migliori
di quelli che oggi votate.
Grosseto: Una
giornata dedicata al tema dell'integrazione interculturale, per
prevenire comportamenti discriminatori e combattere fenomeni di
razzismo. L'appuntamento è organizzato dal Comune di Grosseto per il
prossimo venerdì 4 febbraio,
quando grazie al progetto regionale
”Uniti contro il razzismo” sono in programma un convegno, uno
spettacolo teatrale e la proiezione di un documentario sui temi
della diversità. Il progetto regionale è nato con l'obiettivo di
promuovere la cultura dell'accoglienza, sensibilizzare sul tema
della convivenza interculturale, rendere più efficace l'azione della
società civile contro il razzismo attraverso vari linguaggi, che
uniscano il documentario, la riflessione orale e la parola scritta,
lo spettacolo. L'appuntamento di Grosseto, inserito in un più ampio
contesto regionale di 'teatro sociale', è curato dall'associazione
Teatri d'Imbarco, è si svolge allo Spazio 72 di via Ugo Bassi e
presso il Teatro degli Industri nella giornata di venerdì 4
febbraio. Si parte alle ore 18 ( Spazio 72, via Ugo Bassi 72) con la
proiezione del documentario “Il bacio dello straniero” di Federico
Bondi ( autore e regista del bellissimo “Mar Nero” premiato a
Locarno e ai David di Donatello nel 2008). Una tenera e folgorante
inchiesta sul sentimento d'amore tra i nuovi cittadini toscani. Il
documentario sarà stimolo per l'incontro sul tema “Vivere insieme.
Dei diritti e delle regole” con referenti delle istituzioni, esperti
del settore e rappresentanti dell'associazionismo. Durante
l'incontro verrà distribuito gratuitamente il libro Al tempo delle
migrazioni agile strumento di riflessione sul fenomeno
dell'immigrazione e le trasformazioni della nostra società. Si
prosegue alle 21 al Teatro degli Industri con lo spettacolo teatrale
“Indagine d'amore” di Nicola Zavagli, sceneggiatore con Benvenuti di
“Ivo il tardivo” e “Belle al bar”). La storia: una famiglia dei
nostri giorni, in bilico tra conflitti e separazioni. Una madre
colta, democratica, impegnata nel sociale, immune da qualsiasi forma
di razzismo, finchè un giorno la figlia non porta a casa il “mondo
nuovo” ovvero ml'amore per un clandestino. Una commedia che racconta
le paure e insicurezze. L'ingresso è simbolico a 1 euro. Per
informazioni: Teatro degli Industri tel. 0564 21151
Compagnia 055
310230, 329 4187925,
info@teatridimbarco.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo
spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
.
Il progetto lanciato dalla Regione
Toscana é stato selezionato da U.N.A.R. (l'Ufficio Nazionale
Antidiscrimanzioni Razziali del Ministero delle Pari Opportunità)
come 'iniziativa di rilievo nell'ambito delle attività di
prevenzione e contrasto delle discriminazioni razziali'. E' curato
dall'associazione di promozione sociale Teatri d’Imbarco impegnati
da sempre nella cura di progetti teatrali e non solo dal forte
impegno civile, come il precedente 'Vivere a rate-famiglie a rischio
usura', un vera e propria carovana (ha toccato 30 città) sui temi
del sovraindebitamento e rischio d'usura. Molti i collaboratori (da
CGIL a Caritas) e sponsor e patrocini ( Ministero della Pubblica
Istruzione).
2
febbraio 2011, Razzismo: anche a
Savona gli sportelli contro la discriminazione
di MICHELE ALLUIGI – Definire il
razzismo sul piano concettuale è ben più difficile di quanto non
sembri; nessuno ne conosce, o perlomeno ne giustifica razionalmente,
le sue sempre più frequenti applicazioni nella realtà quotidiana: a
scuola, sul lavoro, in ambito sportivo e via discorrendo, ambiti nei
quali è fondamentale la serenità, che sta diventando ormai merce
rara per gli extracomunitari che vi si trovano immersi.
La mattina del 2 febbraio alle ore 11.00 anche a Savona, presso il
Cesavo di Via Nizza, è stato presentato il progetto dell’ UNAR (
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), e gli sportelli da
esso previsti, contro la discriminazione raziale, a cui hanno presso
parte l’assessore alla promozione sociale Isabella Sorgini, la
dottoressa Serena Ospazi dell’Unar e Chiara Volpato per le Acli
regionali.
Dopo una breve introduzione e presentazione del progetto i vari
interlocutori hanno ribadito la quotidianità del razzismo e
dell’importanza della prevenzione ad esso; tale tema venne
affrontato lo scorso 17 marzo 2010 a Genova in occasione del
seminario contro la discriminazone ed a seguito del quale sono stati
inoltre organizzati corsi di formazione, formati da 3 moduli, per
gli operatori che lavoreranno presso i vari sportelli sparsi su
tutto il territorio della Liguria.
A savona saranno ben 4 gli sportelli presenti presso le sedi degli
enti promotori, che non solo monitoreranno e catalogheranno i
fenomeni di razzismo ma forniranno anche eventuale assistenza legale
e supporto a tutti coloro che vi si rivolgeranno, il tutto nel
massimo rispetto della privacy.
Grazie all’impegno di Anolf/Cisl Liguria, Acli Liguria e Arci
Liguria si potrà finalmente combattere ogni forma di discriminazione
anche nel savonese.
26
gennaio 2011, Xenofobia e razzismo. Un rapporto condanna l'Italia
L'organizzazione Human Rights
Watch, con sede a New York, ha reso noto il suo annuale rapporto
sullo stato dei diritti umani in circa 90 paesi del mondo. Nelle 649
pagine anche un capitolo dedicato all'Italia. La vicenda di Rosarno
del gennaio scorso e le politiche sui Rom vengono considerate come
segnate da xenofobia e razzismo. Molti Stati Europei, anche
appartenenti alla Ue, accettano «i sotterfugi di governi repressivi,
sostituendo a pressioni per il rispetto dei diritti umani approcci
più morbidi quali dialogo privato e cooperazione».
Il rapporto
La sintesi la fa Human Rights Watch, l'organizzazione che
annualmente compila un rapporto su quale sia lo stato dei diritti
umani a livello planetario occupandosi di almeno 90 paesi. Nelle 649
pagine del rapporto Hrw, con sede a New York, un ampio capitolo è
dedicato all'Italia che viene indicata come una delle nazioni che
sulla difesa dei diritti umani «hanno fallito».
Rosarno
Al centro dell'analisi alcuni avvenimenti che hanno segnato la
cronaca recente. La rivolta dei migranti di Rosarno avvenuta proprio
nel gennaio dello scorso anno, viene indicata come uno dei fattori
che denotano la presenza di aspetti razzisti e xenofobi. Lo stesso
avviene per le politche nei confronti dei Rom così come per le
discriminazioni dovute all'orientamento sessuale.
Politiche contro i Rom
Human Rights Watch riporta le preoccupazioni espresse dal Consiglio
per i diritti umani all'Onu circa la violenza razzista, ancora una
volta risuonano le condanne per il trattamento riservato a alle
popolazioni nomadi costrette a vivere in condizioni «deprecabili»
con riferimento ai campi. Il rapporto cita anche la condanna del
comitato europeo dei diritti sociali nei confronti dell'Italia «er
le discriminazioni nei confronti dei rom, a livello abitativo, ma
anche per quanto riguarda l'accesso all'assistenza sociale,
economica e legale».
11-01-2011
Vi presentiamo il primo paragrafo del dossier
"La legittimazione normativa delle
discriminazioni e del razzismo in Italia"
a cura di Simone Sapienza. Questo dossier sarà presentato
da Emma Bonino giovedì prossimo a Istanbul, in occasione della
riunione del "Group of Eminent Persons", del quale - unica italiana
– lei stessa fa parte. Questo Gruppo, costituito su iniziativa del
Consiglio d'Europa, è stato incaricato di presentare un documento su
"Immigrazione e situazione delle comunità islamiche in Europa".
9
novembre 2010 - Brescia e
gli immigrati: vietato protestare sotto la gru
Il blitz, come sempre, è
scattato all’alba: nel mirino alcune decine di cittadini,
italiani e stranieri (tra cui un cronista di Radio Onda d’Urto)
che presidiavano in un cantiere bresciano la base della gru su
cui sono arrampicati dal 30 ottobre sei immigrati, i quali
rivendicano il rilascio del permesso di soggiorno.
Così ieri mattina le
istituzioni hanno tramutato in fatto di ordine pubblico la
protesta di alcuni cittadini stranieri saliti fino a 35 metri di
altezza per cercare di spostare l’attenzione sul loro dramma
quotidiano, sul diritto ad un’esistenza dignitosa.
continua

Roma 21 ottobre 2010,
DA VU CUMPRA’ A CITTADINI -
20
anni di immigrazione in Italia
Rassegna video a cura dell’Archivio dell’Immigrazione
e
della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di
Roma - Centro Congressi, via Salaria 113, ore 19 – 20,30
21 ottobre
Video:
Identità di carta (1999)
Razzismo e xenofobia (2000 – 2001)
28 ottobre
Presentazione della Rivista “Temperanter” (C.I.R.S.I.,
Università di Trieste e Lyon
Video: Le Comunità straniere (1996 – 1998)
8 novembre
Presentazione dell’Agenda Nonsolonero 2011: Donne migranti
Video: La variabile femminile (2002)
Sogni di donna (2003)
18 novembre
Presentazione dell’Osservatorio Carta di Roma
Video: 10 Luoghi comuni da sfatare (2004)
Come cambia l’immigrazione (2005 – 2007)
25 novembre
Incontro conclusivo: Seconde generazioni, i nuovi italiani
Video: Percorsi di integrazione (2008 – 2010)
Roma
9 ottobre 2010 – ore 19,00,
MANDELA DANCE Un film
documentario di Massimo Ghirelli
A conclusione delle serate dedicate al Sudafrica, sabato 9 ottobre,
alla Libreria Griot, sarà proiettato un documentario di Massimo
Ghirelli dedicato alla figura di Nelson Mandela. Sarà presente
l’autore.
Mandela
Dance
è un documentario che ripercorre la vita di Nelson Mandela, dal
Sudafrica delle tribù Xhosa alla storia di un giovane avvocato di
successo che si trasforma in un rivoluzionario costretto in
clandestinità dal Sudafrica dei bianchi, poi in un ergastolano nelle
prigioni dell’apartheid; e più tardi, molta sofferenza più tardi,
un Mandela grigio, uscito dalla galera dopo 27 anni e capace di
riprendere in mano il percorso di libertà del suo Paese, fino a
diventarne il primo Presidente eletto democraticamente da tutti i
sudafricani, bianchi e neri.
Ma Mandela Dance vuole
soprattutto offrire un ritratto – in forma di ballata, attraverso
poesie e canti, musiche ed immagini, interviste inedite e album
fotografici – di un Paese e di un uomo fuori dall’ordinario, che
hanno saputo trasformarsi e vincere la sfida di un futuro arcobaleno
senza perdere di umanità e cultura. E oggi si presentano al mondo
con il primo Mondiale di calcio nel continente africano.
“Mandela dance” (27’30”) è una produzione SD Cinematografica
.


Roma 7 Ottobre 2010, Italia e
Sudafrica, ieri e oggi contro il razzismo
in
onore di Jerry Masslo ucciso nel 1989 a Villa Literno
Sala Tobagi Federazione Nazionale
della Stampa – Corso Vittorio Emanuele II 349
Programma
luglio
2010,
MANDELA DANCE
Un film documentario
di Massimo Ghirelli
La danza di Mandela è un
documentario che ripercorre la vita di Nelson Mandela, dal Sudafrica delle tribù
Xhosa alla storia di un giovane avvocato di successo che si trasforma in un
rivoluzionario costretto in clandestinità dal Sudafrica dei bianchi, poi in un
ergastolano nelle prigioni dell’apartheid; e più tardi, molta sofferenza più
tardi, un Mandela grigio, uscito dalla galera dopo 27 anni e capace di
riprendere in mano il percorso di libertà del suo Paese, fino a diventarne il
primo Presidente eletto democraticamente da tutti i sudafricani, bianchi e neri.
Ma Mandela Dance vuole
soprattutto offrire un ritratto – in forma di ballata, attraverso poesie e
canti, musiche ed immagini, interviste inedite e album fotografici – di un Paese
e di un uomo fuori dall’ordinario, che hanno saputo trasformarsi e vincere la
sfida di un futuro arcobaleno senza perdere di umanità e cultura. E oggi si sono
presentati al mondo con il primo Mondiale di calcio nel continente africano.
“Mandela dance” sarà trasmesso su Rainews24 il 18 luglio (International Mandela
Day) alle 17,30
22
giugno 2010 - Tonio Dell'Olio
Una maglia enorme contro il
razzismo
Una maglia enorme da
calciatore, composta da 222 magliette di altrettanti
calciatori famosi che Bjorn Heidenstrom, ex-calciatore
norvegese, ha raccolto passando attraverso 51 nazioni
europee e africane. Era partito da Oslo il 20 giugno 2009,
Giornata del rifugiato, ed è arrivato a Pretoria il 20
giugno di quest’anno per esporre l’enorme maglia. Il tutto
con una bicicletta e un piccolo rimorchio. Per richiamare
l’attenzione del mondo dello sport sul problema del razzismo
e del rispetto dei diritti umani. Forse non tutti abbiamo
nelle gambe la forza di percorrere tutti i kilometri di
Heidenstrom, ma è vero che per sconfiggere il razzismo e
affermare e diffondere una cultura dell’accoglienza, bisogna
pedalare ancora molto.
Se ciascuno nel proprio metro quadro di vita quotidiana
riuscisse a spendere una parola e compiere un gesto, a
piantare un seme, una speranza, a indossare una maglietta...
Mercoledì 19 Maggio 2010,
Roma Sala Azzurra Federazione Nazionale della Stampa
Italiana Corso Vittorio Emanuele II n 349 Workshop giornalisti:
Sudafrica - Dalla
lotta all’apartheid ai mondiali di calcio del 2010
Programma
Roma
14 maggio 2010 - Immigrati nei Centri
Quella
dell ’immigrato
irregolare che viene rinchiuso in un Centro di identificazione ed
espulsione (Cie) “e una situazione tragica e surreale”: lo ha detto
Giuseppe Cricenti, magistrato della seconda sezione del Tribunale di
Roma, intervenendo nei giorni scorsi alla tavola rotonda su ‘Pacchetto
Sicurezza e Cie’
organizzata dalla rete di associazioni ‘Roma
16 con l’Africa’
presso il liceo
Morgagni di Roma. “Il doppio reato di ingresso clandestino e
permanenza clandestina” sul territorio italiano, prosegue il
magistrato, sono “una pura creazione legislativa” che da luogo ad
una situazione “surreale”. Per l’immigrato
che viene rinchiuso in un Cie, infatti “se entro sei mesi non c’e
stato processo viene espulso, ma se non esce entro cinque giorni
dall’Italia
finisce in galera e quando esce da li finisce di nuovo nel Cie e
cosi via” sottolinea Cricenti, secondo cui “altrettanto grave quanto
grottesco e cio che puo accadere all’immigrato
regolare quando viene a cessare il periodo di un lavoro a termine o
quando viene licenziato: dal minuto successivo al licenziamento e
gia un clandestino e poiché –per
una grave lacuna della legislazione- non esiste un termine fissato
entro il quale deve andarsene dall’Italia,
potrebbe anche essere arrestato e processato”. Molto amara la
considerazione finale: “la nostra Costituzione vieta di considerare
reato un fatto che non reca offesa ad alcuno –
osserva il giudice - E
nessuno puo giustificatamente sostenere che l’offensivita
risieda nella mera presenza illegale nel territorio dello stato”.
Per la
deputata Livia Turco, membro dell ’Osservatorio
della Camera dei deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo, l’attuale
Pacchetto Sicurezza “non e riformabile in alcun modo e dunque va
abrogato: lede diritti elementari e nega di fatto ogni possibilita
di integrazione”. E’
una normativa, che
“oltre a essere lesiva della dignita e anche inefficace per il
controllo dell’immigrazione
irregolare, foriera di insicurezza sociale e grave confusione di
valori” aggiunge la Turco, invitando a una discussione trasparente
“su quale sia la capacita di accoglienza nel nostro paese nei
confronti di queste persone e su come attivare vie legali per una
immigrazione stabile e regolare”.
Considerazioni condivise dal moderatore dell ’incontro
Maurizio Gressi, autore di un ‘Libro
bianco sui Cpt’
che ha sottolineato alcune
delle principali carenze del sistema, prima fra tutti l’assenza
di una valida legale offerta agli immigrati. “Spesso queste persone
non parlano l’italiano
–
ha osservato Gressi - e anche solo chiedere
informazioni sommarie sulla propria situazione e sul proprio futuro
si rivela un problema irrisolvibile”.
10
maggio 2010, Immigrazione:
Moratti, e' normale che clandestino delinqua
(ansa) - "i clandestini che
non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono". ad
affermarlo e' il sindaco di milano, letizia moratti, durante
un convegno all'universita' cattolica di milano dedicato
all'immigrazione.
L'affermazione pronunciata dal sindaco nell'aula magna dell'ateneo
alla presenza del ministro dell'interno, roberto maroni, ha
suscitato diversi brusii di disapprovazione da parte del pubblico in
platea.
Lasciando l'università', il sindaco moratti ha rinnovato il suo
appello al viminale a modificare il reato di clandestinita' per
rendere possibili espulsioni rapide nel caso lo straniero irregolare
sia in attesa di un processo per altri reati. (ansa).
1
maggio/ Corteo Cgil, Cisl e Uil
a Rosarno: No al razzismo -2-
A spiegare il senso della
giornata di Rosarno, anche il segretario generale della Cisl
provinciale, Cosimo Piscioneri, il segretario generale della Uil
provinciale, Pino Zito e il segretario generale della Cgil
Reggio-Locri, Francesco Alì. "Dopo quello di Locri del 2006, la
manifestazione nazionale del Primo maggio si svolge nuovamente in
provincia di Reggio - ha detto Zito - dobbiamo mettercela tutta,
tutti insieme". "I temi sono quelli di quattro anni fa - ha
dichiarato Alì - a Rosarno
se ne aggiungerà un altro: quello dell'integrazione. La situazione
non è cambiata, ma c'è una grande attenzione del sindacato". "Dopo i
fatti di Rosarno, sulla
nostra realtà è stata aperta a livello nazionale una finestra
fortemente negativa - ha poi affermato Piscioneri - questa
manifestazione vuole dimostrare che la nostra è una terra
d'accoglienza e non di razzismo". Per i tre sindacalisti, inoltre,
la celebrazione della Festa del Lavoro Rosarno, è anche
un'occasione da non sprecare per sollecitare il governo all'apertura
di un tavolo sui problemi della Calabria. La volontà del sindacato è
proprio quella, si legge in una nota della Cisl, di rilanciare da
Rosarno i temi dello
sviluppo e dell'occupazione e mettere in campo "una forte iniziativa
di contrasto ai poteri criminali e mafiosi, che oltre a condizionare
la libertà dei cittadini, si pongono da ostacolo rispetto ad ogni
possibilità di crescita economica e produttiva della Calabria". "La
decisione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di
celebrare la Festa del Primo Maggio a
Rosarno - spiega anche il
segretario confederale organizzativo della Cisl nazionale Paolo
Mezzio - va proprio in direzione di tenere accesi i riflettori su
questa parte del Paese". Secondo Mezzio "a questo grande evento il
mondo del lavoro calabrese saprà come sempre corrispondere con il
massimo di presenza e partecipazione mettendo in luce nel panorama
nazionale la Calabria degli onesti e delle tante forze sane che
quotidianamente si battono per l'affermazione dei diritti e per
costruire un futuro migliore e diverso, soprattutto a vantaggio
delle nuove generazioni".
Roma, 15 aprile IMMIGRATI:
FINI, IL RAZZISMO E' UN'INFEZIONE DELLO SPIRITO (AGI)
Il razzismo e' "un'infezione
dello spirito" e la xenofobia "un frutto dell'ignoranza e della
paura del diverso". Lo ha detto il presidente della Camera dei
Deputati, Gianfranco Fini, ricevendo una delegazione della
Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME),
accompagnata dal pastore Massimo Aquilante, presidente della
Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Fini,
riferisce una nota della Chiesa Evangelica, ha sottolineato la
necessita' di "un'azione sul piano culturale per fronteggiare sia
l'uno che l'altra". "Nel presidente della Camera - ha commentato
Aquilante - abbiamo trovato un interlocutore attento" .
Roma, 1 marzo: Un
giorno senza immigrati
LO SCIOPERO DEGLI
IMMIGRATI DEL PRIMO MARZO è "UN'OTTIMA IDEA", PERCHE' "VUOLE
RENDERE VISIBILE IL FATTO CHE L'ITALIA, SENZA I MIGRANTI E IL
LORO CONTRIBUTO ALL'ECONOMIA, SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE".
INVECE NON SOLO NON LO
RICONOSCIAMO, MA TROPPO SPESSO SIAMO RAZZISTI: È L'ANALISI
LUCIDA MA INQUIETANTE CHE ANNAMARIA RIVERA, DOCENTE DI ETNOLOGIA
DELL'UNIVERSITA' DI BARI E AUTRICE DEL SAGGIO "REGOLE E ROGHI:
METAMORFOSI DEL RAZZISMO"
(EDIZIONI DEDALO), FA DELLA DIFFUSIONE DEI SENTIMENTI XENOFOBI
IN ITALIA. "CREDO CHE OGGI, ANCHE GRAZIE ALLA PROPAGANDA
MARTELLANTE SVOLTA DA ALCUNI PARTITI - SOPRATTUTTO LA LEGA NORD
- E DA CERTI ORGANI D'INFORMAZIONE, SI SIA INFINE REALIZZATA LA
SALDATURA FRA IL RAZZISMO ISTITUZIONALEE IL RAZZISMO POPOLARE.
IL PRIMO SI MANIFESTA DA ALMENO UN DECENNIO, PER ESEMPIO
ATTRAVERSO LA PRODUZIONE DI NORME E DI LEGGI DISCRIMINATORIE, SE
NON PERSECUTORIE, CONTRO I CITTADINI NON-NAZIONALI: BASTA
PENSARE AI VARI PACCHETTI SICUREZZA. CON QUESTO NON VOGLIO
SOSTENERE CHE LA XENOFOBIA O IL RAZZISMO RIGUARDINO LA
MAGGIORANZA DELLE CLASSI POPOLARI. MA CERTO UNA PARTE DI ESSE,
NON RAPPRESENTATA E PRIVATA DELLA LINGUA DEL CONFLITTO SOCIALE,
TENDE A INDIRIZZARE LA PROPRIA FRUSTRAZIONE, RABBIA, RANCORE
VERSO LO STRANIERO, CHE DIVENTA COSI' IL CAPRO ESPIATORIO. LE
VICENDE DI ROSARNO LO HANNO DIMOSTRATO IN MODO LAMPANTE. Lo
SCIOPERO DEI MIGRANTi È UN'OTTIMA IDE: NON SO SE SI TRADURRA'
DAVVERO INFORME DIFFUSE DI ASTENSIONE DAL LAVORO DA PARTE DEI
MIGRANTI, MA CERTAMENTE IN FORME ARTICOLATE DI PROTESTA E
DI MANIFESTAZIONE. L'IMPORTANTE E' CHE ILPRIMO MARZO DIA
VISIBILITA' A UN FATTO EVIDENTE, MA CHE SI TENDE AD OCCULTARE: I
LAVORATORI IMMIGRATICONTRIBUISCONO IN MODO RILEVANTE
ALL'ECONOMIA, AL WELFARE STATE, ALLA CONTRIBUZIONE FISCALE, ALLA
SOCIALITA' DEL NOSTRO PAESE. SENZA IL LORO APPORTO - E NON SOLO
ECONOMICO -L'ITALIA SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE DI QUEL CHE
E'".
Roma,
1 marzo:
Lezioni di
Clandestinita’
Alle ore 10:30, in
piazza Montecitorio, tutti insieme, studenti, precari e migranti
daremo vita ad una lezione differente. Per scoprire una nuova
letteratura, una nuova geografia, una nuova storia e nuove
storie di vita, per conoscere lo sfruttamento dei lavoratori
migranti nel nostro paese, per chiedere nuovi diritti. Per
prendere parola contro le politiche e le retoriche razziste.
Contro il tetto del 30% nelle scuole elementari
Contro lo svilimento del mondo della formazione
Contro la precarizzazione delle vite
Interverranno:
Igiaba Scego - scrittrice italo-somala
Dauda’- Costa d’Avorio (lavoratore agricolo a Rosarno)
Jamali - richiedente asilo aghano
Joseph e Aline - italiani di seconda generazione
Militant A - cantante degli Assalti Frontali e rappresentante del
Comitato genitori Ikbal Masiq.
Studenti medi e universitari
contro il razzismo
Roma,
24 febbraio: Cortometraggi per
l’integrazione
"Nuovi Italiani: storie di
ordinaria integrazione" è un Concorso nazionale di cortometraggi
lanciato dal Circolo di Roma di Libertà e Giustizia.
L'iniziativa - organizzata in collaborazione con Arcipelago -
Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, e
patrocinata dalla Provincia di Roma - mira a rendere visibile la
buona integrazione, con video su storie di migranti integrati e
onesti, che sono la maggioranza, ma di cui si parla poco.
Libertà e Giustiza è
un’Associazione di cittadini presieduta da Sandra Bonsanti, da
sempre impegnata a favore della Costituzione. Presidente onorario è
Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale
ed autore dell’appello “Rompiamo il silenzio”, che nel 2009
ha raccolto oltre 200.000 firme.
Gli sponsor che sostengono il
concorso sono:
- Legambiente Nazionale
- Lega delle Cooperative del
Lazio
- Medici Contro la Tortura
- Forum Terzo Settore Lazio
- Amref Italia
- Associazione “Arca di Pace”
- Associazione “Celio Azzurro”
- Gruppo “Non tacere”
- Coordinamento Nazionale
Ministero Trasporti Uil - P.A.
- Archivio dell’ Immigrazione
- Acquario Romano - Casa
dell’Architettura
- Scuola Romana di Cinema
I video, di massimo 10 minuti,
vanno presentati entro il 16 aprile 2010.
Info concorso:
www.leg-roma.org
Roma,
20 febbraio 2010:
AMREF Appoggia lo sciopero
degli stranieri del primo marzo.
L'iniziativa vuole portare all'attenzione dell'opinione pubblica
l'apporto fondamentale dei migranti per la tenuta e il
funzionamento della società italiana
AMREF, principale organizzazione sanitaria no profit attiva in
Africa, appoggia lo sciopero degli stranieri indetto in tutta
Italia per il prossimo primo marzo. Una grande manifestazione
non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana
quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al
funzionamento della società.
AMREF lavora in Africa da più di mezzo secolo affinché i diritti
umani – in particolare quello alla salute – diventino una realtà
quotidiana per tutti. Siamo convinti che essi siano un valore
universale e che debbano essere tutelati e garantiti in Africa
come in Italia, con particolare attenzione a chi – ovunque – si
trova in una situazione di svantaggio economico, sociale o
culturale.
www.primomarzo2010.it
www.amref.it
Torino,
19
febbraio 2010
-
Nasce l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale
Il 19
febbraio 2010 Torino ospita la prima uscita ufficiale di
ANSI, l'Associazione
Nazionale Stampa Interculturale promossa dai giornalisti di origine
straniera che lavorano in Italia e che, lo scorso 4 febbraio, il
Consiglio Nazionale della FNSI ha riconosciuto all'unanimità come
gruppo di specializzazione nazionale. La presentazione della neonata
associazione avviene con una
conferenza stampa ospitata presso la sede
dell'Associazione Stampa Subalpina alla quale parteciperanno, tra
gli altri, oltre a Viorica
Nechifor presidente di ANSI,
Roberto Natale e Aidan White
in rappresentanza delle federazioni nazionale e internazionale dei
giornalisti.
Il lancio dell'ANSI avviene all’'nterno di
STAMPA INTERCULTURALE - ITALIA E
EUROPA. ESPERIENZE A CONFRONTO
evento pubblico che prevede un momento di
scambio e dibattito con alcune tra le più interessanti esperienze di
gruppi e associazioni di giornalisti di origine straniera che si
sono sviluppate a livello europeo per promuovere la diversità, il
pluralismo e le competenze interculturali nei mezzi d'informazione.
A rappresentarle i giornalisti
Marjan Parvand e Gustavo Franco Cruz. Tira le fila del
dibattito Ed Klute
della rete europea On Line More Colour in the Media.
L'evento, organizzato dal
COSPE,
e realizzato con il contributo di EPIM (European Programme for
Integration and Migration e del Ministero del Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche sociali, inaugura
Melting News - Informazione e
Intercultura una rassegna di tre appuntamenti tematici
promossa da Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti
del Piemonte.
INFO: COSPE
Firenze, 055 473556,
info@mmc2000.net
Roma,
16 febbraio 2010 - Dagli atenei italiani un appello contro il
razzismo. Oltre duecento docenti universitari, da Genova a Palermo,
da Trieste a Bologna, hanno aderito a ''Primo Marzo - Una giornata
senza di noi''.
''Questa giornata - hanno scritto nella lettera inviata al comitato
- ci sembra di particolare importanza anche per iniziare una
necessaria riflessione sulle forme della nostra esistenza comune di
cittadini e non cittadini, migranti e non''.
I docenti denunciano la scandalosa difficolta' nell'accesso a un
permesso di soggiorno per studi universitari, attraverso una
politica delle ''quote'' anche nel campo del sapere ''che rende
quest'ultimo esclusivo privilegio dei cittadini''. Una
discriminazione che rappresenta un ulteriore aspetto della chiusura
nei confronti degli immigrati che caratterizza il nostro Paese.
''Per questo - prosegue la lettera - ci impegniamo a lottare anche
per garantire la piena accessibilita' dell'Universita' ai migranti.
Siamo piu' in generale convinti che soltanto cancellando il razzismo
istituzionale e sociale come pratica quotidiana di sfruttamento
sara' possibile costruire spazi di convivenza futuri''. Nei giorni
che precedono il primo marzo, i docenti si sono impegnati a leggere
ai propri studenti la lettera redatta dai lavoratori africani di
Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio.
Roma,
30 gennaio 2010: Parole che
incitano al razzismo
"Berlusconi incita al razzismo e alimenta un clima di intolleranza
le cui conseguenze non possono essere prevedibili". Livia Turco,
capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, non va per
il sottile e stronca le parole del premier che, da Reggio Calabria,
conia il parallelo tra immigrati e criminalità. Un'equazione che non
piace neanche a don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione
Migrantes promossa dalla Cei: "Occorre lavorare per regolare da
subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro
territorio. Purtroppo gli immigrati che arrivano per trovare lavoro
e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e
burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione".
"Un governo non può accendere i fuochi, ma deve guidare il Paese a
una maturazione civile", rilancia il segretario del Pd, Pier Luigi
Bersani. "Una frase così - aggiunge Bersani - ci metter fuori da
qualsiasi contesto moderno. Non esiste che si affronti una tema come
l'immigrazione in questo modo. Servono umanità e razionalità.
Continuando a spargere irrazionalità ci mettiamo nei guai".
"Berlusconi mente due volte sull'immigrazione. Non è vero che gli
immigrati sono diminuiti e non è vero che sono diminuiti i
clandestini. Il governo non fornisce cifre attendibili e dimentica
di dire che ha fatto ampio ricorso alle sanatorie", incalza il
capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Meno immigrati meno
crimini? Siamo indignati per queste dichiarazioni tribali e
offensive, che, queste sì, rappresentano un vero e proprio crimine.
Invitiamo l'Ue a vigilare: il linguaggio del premier alimenta odio,
intolleranza e razzismo" attacca Michelangelo Tripodi, responsabile
Mezzogiorno del Pdci.
Durissimo Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv: "Il governo
utilizza le mafie e l'immigrazione per spot a buon mercato".
Fulminante, infine, la battuta del presidente dei senatori del Pd
Anna Finocchiaro: "Meno premier, meno crimini?".
Roma,
29 gennaio 2010: Immigrati e
criminali
"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze
che vanno a ingrossare le schiere dei criminali" (Silvio Berlusconi,
Presidente del Consiglio)
La popolazione straniera,
nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione
residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti
i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e
aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la
percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può
affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la
popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione
è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in
cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le
denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna
considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso
tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli
stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri
denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al
2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica
degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca
del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno
nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha
mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia
conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto
della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno
dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro
il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la
presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio,
abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza
permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero
dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di
queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano
che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e
non rappresentativa del fenomeno criminale.
(da “Mandiamoli a casa”, utilissimo manualetto contro i luoghi
comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati)
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