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Archivio News 2009
Roma,
14 maggio:
Intervento di
Dario Franceschini alla Camera.
Signor Presidente, l'approvazione delle leggi e i
dibattiti parlamentari sono sempre un'occasione per verificare la
distanza tra le cose promesse in campagna elettorale e quelle che
avvengono dopo le elezioni. Voi, maggioranza e Governo, avete fatto
della sicurezza una bandiera sulla quale conquistare consenso e noi
siamo i primi a dire che la lotta alla microcriminalità, agli
scippi, alle rapine, alle violenze è e deve essere una priorità per
tutti coloro che sono impegnati in politica.
Aggiungo per noi, che siamo una forza progressista,
riformista, è una priorità perché in particolare la microcriminalità
colpisce i più deboli, più quelli che vivono nelle periferie urbane
che non quelli
che vivono nei quartieri residenziali. Colpisce più
gli anziani che altre categorie sociali. Ma adesso
è tempo di bilanci, anche perché voi non governate
solo da un anno. Negli ultimi otto anni voi avete governato per sei
anni ed è tempo di bilanci.
Continua...
Roma,
16 aprile:
Ditelo alla Rai!
Le
Donne per la sinistra e il Coordinamento donne contro il razzismo
invitano ad una manifestazione davanti alla sede Rai di Viale
Mazzini giovedì 16 aprile:
1. per protestare contro troppi episodi di informazione sbagliata e
di fatto discriminatoria e razzista da parte della Rai sui temi
dell'immigrazione, della sicurezza, della violenza contro le donne,
che verranno denunciati attraverso cartelloni, volantini e canzoni
di protesta;
2. per discutere con il Presidente della Rai e i direttori di rete e
tg della qualità dell'informazione Rai. L'appuntamento è quindi
giovedì 16 alle 16,30.
30
marzo: Il fantasma
delle nostre paure
Il
Fantasmino della campagna "Non aver paura" spunta in un
momento molto difficile per il nostro paese, un momento di crisi
economica, di paura per il futuro, di offensiva culturale di chi non
crede nel confronto e nel dialogo. Ma dimostra anche che la società
civile non si è rassegnata, non accetta le misure repressive e
xenofobe del governo, ed è ancora capace di mobilitare l'opinione
pubblica: l'iniziativa delle 27 Associazioni simbolizzata dal
piccolo Fantasma, la coraggiosa campagna antirazzista della Cgil, le
manifestazioni dei medici contro l'obbligo di denuncia degli
immigrati irregolari.
E' il
momento di collegare queste iniziative, di creare punti comuni di
riferimento, di mettere in rete i soggetti che individualmente o
collettivamente si mobilitano contro il razzismo e la restaurazione
culturale e politica di questi mesi. Il nostro Coordinamento vuole
essere uno di questi punti di riferimento, uno snodo di questa rete
nazionale, un canale per aprire contatti e scambiarsi esperienze e
proposte.
Scriveteci, mandate i vostri progetti, i programmi delle
vostre attività, gli eventi e gli appuntamenti in tutta Italia.
Roma,
13 marzo:
''Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti''
E' lo
slogan
scelto da 27 organizzazioni tra associazioni e
sindacati (tra queste: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite
per i rifugiati, Amnesty International, Arci, Caritas italiana,
Centro Astalli, Cgil, Cisl e Uil, Cir, Comunita' di Sant'egidio,
Libera) che, per la prima volta, hanno deciso di unire le proprie
forze a sostegno di una Campagna nazionale contro il razzismo,
l'indifferenza e la paura dell'altro.
Una iniziativa che sara' presentata a Roma mercoledi' prossimo nello
storico teatro romano Ambra Jovinelli da personalita' quali don
Luigi Ciotti, Laura Boldrini, Moni Ovadia e da artisti come Lello
Arena. Nel corso della presentazione verra' anche proiettato in
anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato dal regista Mimmo
Calopresti con il contributo di attori quali Francesca Reggiani,
Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall, Viorel Samuel Cirpaciu,
il bambino rom che ha anche ideato il fantasmino spauracchio, logo
della campagna (vedi
il manifesto)
La campagna antirazzista, spiegano gli organizzatori, si propone di
promuovere su tutto il territorio nazionale un'iniziativa culturale
che ha come scopo quello di favorire ''la conoscenza reciproca e il
dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano
paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e
razzismo''. Tutti i promotori si sono impegnati a diffonderne i
messaggi, organizzando manifestazioni locali e nazionali che
comunichino la necessita' dell'apertura e del rispetto per l'altro.
Ai cittadini verra' anche chiesto di firmare il Manifesto della
campagna e di farsi parte attiva nella promozione dei suoi
contenuti. Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della
Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato
promossa dalle Nazioni Unite, che si celebra il 20 giugno.
A chi ricopre incarichi pubblici verra', invece, sottoposta una
Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro
attivita', per ''spezzare il corto circuito creato da paura,
razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di
far ricorso a pericolose generalizzazioni''.
Roma,
16 aprile:
Ditelo alla Rai!
Le
Donne per la sinistra e il Coordinamento donne contro il razzismo
invitano ad una manifestazione davanti alla sede Rai di Viale
Mazzini giovedì 16 aprile:
1. per protestare contro troppi episodi di informazione sbagliata e
di fatto discriminatoria e razzista da parte della Rai sui temi
dell'immigrazione, della sicurezza, della violenza contro le donne,
che verranno denunciati attraverso cartelloni, volantini e canzoni
di protesta;
2. per discutere con il Presidente della Rai e i direttori di rete e
tg della qualità dell'informazione Rai. L'appuntamento è quindi
giovedì 16 alle 16,30.
30
marzo: Il
fantasma delle nostre paure
Il Fantasmino della campagna "Non aver paura" spunta in un momento
molto difficile per il nostro paese, un momento di crisi economica,
di paura per il futuro, di offensiva culturale di chi non crede nel
confronto e nel dialogo. Ma dimostra anche che la società civile non
si è rassegnata, non accetta le misure repressive e xenofobe del
governo, ed è ancora capace di mobilitare l'opinione pubblica:
l'iniziativa delle 27 Associazioni simbolizzata dal piccolo
Fantasma, la coraggiosa campagna antirazzista della Cgil, le
manifestazioni dei medici contro l'obbligo di denuncia degli
immigrati irregolari.
E' il momento di collegare queste iniziative, di creare punti comuni
di riferimento, di mettere in rete i soggetti che individualmente o
collettivamente si mobilitano contro il razzismo e la restaurazione
culturale e politica di questi mesi. Il nostro Coordinamento vuole
essere uno di questi punti di riferimento, uno snodo di questa rete
nazionale, un canale per aprire contatti e scambiarsi esperienze e
proposte.
Scriveteci, mandate i vostri progetti, i programmi delle vostre
attività, gli eventi e gli appuntamenti in tutta Italia.
Roma,
13 marzo:
''Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti''
E' lo
slogan
scelto da 27 organizzazioni tra associazioni e sindacati (tra
queste: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i
rifugiati, Amnesty International, Arci, Caritas italiana, Centro
Astalli, Cgil, Cisl e Uil, Cir, Comunita' di Sant'egidio, Libera)
che, per la prima volta, hanno deciso di unire le proprie forze a
sostegno di una Campagna nazionale contro il razzismo,
l'indifferenza e la paura dell'altro.
Una iniziativa che sara' presentata a Roma mercoledi' prossimo nello
storico teatro romano Ambra Jovinelli da personalita' quali don
Luigi Ciotti, Laura Boldrini, Moni Ovadia e da artisti come Lello
Arena. Nel corso della presentazione verra' anche proiettato in
anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato dal regista Mimmo
Calopresti con il contributo di attori quali Francesca Reggiani,
Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall, Viorel Samuel Cirpaciu,
il bambino rom che ha anche ideato il fantasmino spauracchio, logo
della campagna (vedi
il manifesto)
La campagna antirazzista, spiegano gli organizzatori, si propone di
promuovere su tutto il territorio nazionale un'iniziativa culturale
che ha come scopo quello di favorire ''la conoscenza reciproca e il
dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano
paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e
razzismo''. Tutti i promotori si sono impegnati a diffonderne i
messaggi, organizzando manifestazioni locali e nazionali che
comunichino la necessita' dell'apertura e del rispetto per l'altro.
Ai cittadini verra' anche chiesto di firmare il Manifesto della
campagna e di farsi parte attiva nella promozione dei suoi
contenuti. Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della
Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato
promossa dalle Nazioni Unite, che si celebra il 20 giugno.
A chi ricopre incarichi pubblici verra', invece, sottoposta una
Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro
attivita', per ''spezzare il corto circuito creato da paura,
razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di
far ricorso a pericolose generalizzazioni''.
Roma,
10 marzo:
Bambini invisibili
Il ddl
sicurezza prevede una norma, passata quasi inosservata, che
impedisce la registrazione alla nascita dei figli di cittadini
stranieri irregolari, in palese violazione della Costituzione e
della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Le
conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in
Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime. I minori che non
saranno registrati alla nascita, infatti, resteranno privi di
qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni:
bambini invisibili, senza identità, e dunque esposti a ogni
violazione di quei diritti fondamentali che ai sensi della
Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza devono
essere riconosciuti a ogni minore. Ad esempio, in mancanza di un
documento da cui risulti il rapporto di filiazione, molti di questi
bambini non potranno acquisire la cittadinanza dei genitori e
diventeranno dunque apolidi di fatto. Per tutta la vita
incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi istituzione,
inclusa la scuola. Proprio a causa della loro invisibilità, saranno
assai più facilmente vittime di abusi, di sfruttamento e della
tratta di esseri umani.
In secondo
luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale non
vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno,
essendo a quest’ultimi impedito il riconoscimento del figlio, e che
in tali casi venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello
stato d’abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere
separati dai loro genitori, in violazione del diritto
fondamentale di ogni minore a crescere nella propria famiglia (ad
eccezione dei casi in cui ciò sia contrario all’interesse del
minore), sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza e dalla legislazione italiana.
E’ probabile,
infine, che molte donne prive di permesso di soggiorno, temendo che
il figlio venga loro tolto, decidano di non partorire in ospedale.
Anche in considerazione delle condizioni estremamente precarie in
cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli
elevatissimi rischi che questo comporterebbe per la salute sia del
bambino che della madre, con un conseguente aumento delle morti di
parto e delle morti alla nascita. (Asgi Piemonte)
Roma, 2 marzo. Leggi razziste, Paese canaglia (da un articolo di Pino Corrias)
Eravamo un Paese pasticciato, pasticcione, ma almeno accogliente,
almeno simpatico, ammalato di troppe lentezze e di troppo cuore,
d'accordo, distratti magari dalla sopravvivenza quotidiana, ma
intanto capaci di condividerla, indulgenti verso le debolezze
altrui, temperati dalla consapevolezza delle nostre. Pieni di
vizi, insomma, ma anche di
qualche
benevola virtù che faceva esclamare in Europa:
"Ah, les italiens…". Governati da questa destra rancorosa, stiamo diventando un Paese
di spaventate canaglie contro i più deboli.
Ci guida
l'odio per i poveri e i diversi. Ci guida la
paura verso gli immigrati. Ci guida il disprezzo verso qualsiasi
forma di solidarietà, intesa come fiacchezza sociale, velenoso
buonismo. Ricorderemo in futuro (quando un giorno usciremo da questo
tunnel) il viso innocuo, ma non inconsapevole, di Roberto Maroni,
ministro dell'Interno, i suoi occhiali alla moda, il fazzoletto
verde da Guardia Padana che spunta dalla giacca, mentre
pronuncia senza emozioni il suo viatico alle leggi razziali,
quel clamoroso "bisogna
essere cattivi", che mai un ministro della
forza, in uno Stato democratico d'Europa, oserebbe pronunciare
in pubblico, nemmeno contro i criminali più accaniti, bastando
il suo dovere opposto, "bisogna essere giusti".
Ma è pura cattiveria (pura ingiustizia) quel che stabilisce il
nuovo "decreto
sicurezza". I medici che d'ora in avanti
potranno denunciare i malati, se clandestini. Le ronde dei
cittadini che verranno autorizzate a "controllare il
territorio". I senza fissa dimora che saranno identificati e
schedati da ogni Comune. Il permesso di soggiorno che sarà
regolato, come le patenti, da punti revocabili: le loro vite
trasformate in una gara di salita, noi intorno a minacciarli,
come fa il branco, prima dei linciaggi.
Sanremo,
17 febbraio. Youssou N'dour
“Vivere insieme non è impossibile dipenderà da noi/ vivere
l’essere diversi come un’opportunità”.
È il
messaggio che Pupo, Paolo Belli e Youssou ‘Ndour hanno portato
sul palco del teatro Ariston di Sanremo. L’inedito terzetto ha
scelto infatti una canzone sull’immigrazione, dall’eloquente
titolo “l’opportunità”, per gareggiare al 59esimo Festival della
Canzone Italiana. È la storia di un incontro, un invito a
superare le paure e a cogliere quanto di buono può arrivare da
mondi diversi che si uniscono.
Ecco il testo completo della canzone
Roma, 16 febbraio.
“Smettiamola di nasconderci, in Italia c’è tanto razzismo”.
Parola del calciatore Cristian Chivu,
passaporto romeno e maglia interista, che negli stadi italiani
ha sentito tanti insulti. Mi gridano: "Zingaro, vai a fare il muratore". Di tutto",
racconta in un’intervista pubblicata oggi dal mensile GQ. "Credi
che mi dia fastidio? Là dietro i palazzoni dove sono cresciuto
c’erano tanti ragazzi rom. Mi sono sempre trovato benissimo con
loro, "zingaro" per me non è un’offesa". "L’etichetta che ci appiccicate addosso" è l’aspetto dell’Italia
che meno piace a Chivu. "Ti pare possibile che i romeni siano
solo delinquenti? È facile catalogare un intero popolo per colpa
di qualche mela marcia, che c’è ovunque. Quando qualcosa va
storto e c’è di mezzo un romeno, il titolo è solo per lui". Secondo il calciatore, "l’elezione di Obama e la vittoria di
Hamilton in F1" sono segnali che si può combattere
l’intolleranza. "Ma è un processo lungo, che riguarda tutti. In
Olanda hanno i marocchini, in Francia i tunisini. Bisogna avere
il coraggio di affermare che il razzismo esiste, altrimenti non
lo si può combattere".
Enna, 15 febbraio.
Il presidente della Camera Gianfranco
Fini mette in guardia dal rischio che la crisi economica
possa innescare fenomeni di intolleranza nei confronti degli
stranieri. Rispondendo agli studenti dell'Università di Enna, la
terza carica dello Stato avverte: ''I momenti di crisi sono
quelli in cui più alto è il rischio di una avversione verso lo
straniero, considerato quello che viene a rubare il lavoro,
viene a rubare il pane...''. ''Sono fenomeni ciclici - aggiunge
- ma nei periodi di crisi economica può crearsi un brodo di
coltura per alcune tentazioni che partono dai localismi ma
possono sfociare in politiche xenofobe o razziste''. Secondo Fini, invece, un conto è ''garantire gli interessi
legittimi, un altro conto è vedere negli altri una minaccia''.

Roma, 20 febbraio
Lettera
al Ministro Maroni
Signor Ministro Roberto
Maroni, abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un’azione
legale nei confronti del direttore del settimanale Famiglia
Cristiana, che Lei accusa di averLe recato offesa personale per
aver definito “leggi razziali” i provvedimenti del Governo verso
i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società.
Noi sottoscritti/e, uomini e donne di nazionalità diverse, nei
nostri rispettivi ambiti di lavoro, di ricerca, di studio, di
impegno sociale e politico, abbiamo sempre contrastato
pubblicamente e nel nostro agire quotidiano l’intolleranza, la
xenofobia e il razzismo. Perciò continueremo a denunciare le
retoriche xenofobiche e le politiche razziste messe in atto dal
Governo di cui Lei fa parte. Riteniamo infatti, sia nostro
dovere personale, professionale, civile rispettare la Carta
costituzionale e batterci per una società rispettosa dei diritti
di tutti/e, indipendentemente dalla loro provenienza,
nazionalità, condizione sociale. Le schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali
per gli alunni stranieri, l’abrogazione del divieto di segnalare
gli stranieri “irregolari” che ricorrono alle cure sanitarie, il
reato d’immigrazione clandestina, il permesso di soggiorno a
punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti familiari, la
legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro
anni per gli irregolari che non rispettino l’ordine di
espulsione, il divieto d’iscrizione anagrafica e la schedatura
presso il Suo Ministero non solo dei senza-domicilio-fisso, ma
anche di tutti coloro che abitano in dimore diverse da
appartamenti: l’insieme di queste misure lede profondamente i
diritti fondamentali delle persone e i principi dell’uguaglianza
e della democrazia. Queste misure configurano una forma di
razzismo istituzionale, tanto più grave e intollerabile per il
fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica, Lei
stesso, auspica la cattiveria nei confronti dei più deboli.
Noi siamo quella parte della società civile che condivide il
giudizio espresso da Famiglia Cristiana e che continuerà a
perseverare nel proprio impegno antirazzista.
Se vuole essere coerente,
Signor Ministro, quereli anche noi.
Per aderire:
cristina.liverani@gmail.com o
s.haertter@fiom.cgil.it
seguono le firme
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