Coordinamento Nazionale Antirazzista

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Archivio News 2009

 

ministro Carfagna e sindaco AlemannoRoma, 22 ottobre, "Contro ogni discriminazione", protocollo Comune-Dipartimento Pari Opportunità

 

– Il Campidoglio e il Dipartimento Pari Opportunità del Governo insieme per sconfiggere l'intolleranza: firmato in Campidoglio, dal ministro Mara Carfagna e dal sindaco Alemanno, un protocollo di impegni comuni contro le discriminazioni di ogni genere.
Comune e Dipartimento Pari Opportunità promuoveranno congiuntamente, ogni anno, campagne di sensibilizzazione sul tema, rivolte in particolare ai giovani, alle scuole e al mondo dello sport. Parteciperanno assieme ai bandi europei e nazionali in tema di lotta all'intolleranza; organizzeranno corsi formativi sulle norme e le strategie di contrasto e prevenzione, in particolare per i dipendenti del Comune e delle aziende comunali; fisseranno incontri periodici con le associazioni che si occupano attivamente di discriminazione.
Per parte sua il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, attraverso l'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), s'impegna a realizzare materiali informativi sulla prevenzione della xenofobia, dei comportamenti discriminatori in genere e sulla consapevolezza dei diritti; a fornire al Comune docenti per i corsi di formazione sul tema; a mettere a disposizione del Comune di Roma il sistema informatico del contact center UNAR, come base per la costituzione dell'osservatorio cittadino (vedi qui oltre).
Compito proprio del Campidoglio, invece, è la creazione dell'Osservatorio Cittadino contro le discriminazioni, un organismo "di garanzia" che dovrà tenere sotto controllo il territorio romano per individuare casi di intolleranza, informando e orientando le vittime. D'intesa con l'UNAR, l'osservatorio coordinerà la rete delle associazioni e degli sportelli legali per valorizzarne il lavoro, aumentare l'interazione tra operatori e la "prossimità" degli stessi alle "potenziali vittime". L'osservatorio riceverà e vaglierà segnalazioni, anche di singoli cittadini; raccoglierà ed elaborerà dati con il sistema informatico dell'UNAR; condurrà ricerche su razzismo e discriminazione su scala sia locale che nazionale.
Per l'attuazione del protocollo viene istituito un "tavolo tecnico di coordinamento" con quattro membri, due nominati dal Dipartimento Pari Opportunità e gli altri due dal Campidoglio. L'intesa dura tre anni ed è rinnovabile.
Il Comune e il Ministero, ha sottolineato il ministro Carfagna, "sono dalla parte di chi è discriminato". L'obiettivo dell'intesa, ha detto il sindaco Alemanno, è "difendere la persona umana nella sua totalità e stendere una rete protettiva contro tutte le forme di discriminazione".
Dal sito del Comune di Roma

 

 

Roma, 17 ottobre 2009: Manifestazione nazionale antirazzista

 

L’assemblea nazionale antirazzista, riunitasi a Roma, rivolge un forte appello a mobilitarsi contro i provvedimenti razzisti del governo Berlusconi che alimentano odio, divisioni e violenza nella società. Perciò decide di convocare dal 20 al 30 settembre iniziative locali, per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e preparare la manifestazione antirazzista nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.
Sulla base di questa piattaforma:
* No al razzismo * per la regolarizzazione generalizzata per tutti * ritiro del pacchetto sicurezza * accoglienza per tutti * no ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono * per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro * diritto di asilo per i rifugiati e profughi * per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CIE) * no alle divisioni tra italiani e stranieri * diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti * mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro.

L’assemblea decide di convocare una manifestazione nazionale antirazzista il 17 ottobre 2009 a Roma (ore 14 - piazza della Repubblica)
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, le organizzazioni sindacali, la società civile e a tutti i movimenti ad appoggiare e sostenere questo percorso. A tale fine il comitato promotore, costituitosi in questa assemblea, si adopera per incontrare tali forze entro il 31 luglio.

 

Comitato promotore 17 ottobre 2009:
Unione Cittadini Immigrati Roma – Comitato Immigrati in Italia (Roma) – Centro sociale Ex Canapificio Caserta – Movimento Migranti e Rifugiati Caserta – Migrantes Y Familiares MFAM – Comitato Immigrati in Italia (Napoli) – Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino – Ass. Dhuumcatu – Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini Roma – Ass. Sunugal Milano – Ass Insieme per la Pace – Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza) – Federazione Senegalesi della Toscana – Ass. FOCSI (Roma) – Ass. Bangladesh (Roma) – Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma) – El Condor (Roma) – Uai (Como) – Centro delle culture (Milano) – Ass. Punto di partenza (Milano) – Movimento lotta per la casa (Firenze) – Ass. El Mastaba (Firenze) – Ass. Arcobaleno (Riccione) – FAT (Firenze) – Ass. Interculturale Todo Cambia (Milano) – Studio 3R di mediazione (Milano) – Centro delle culture (Firenze) – Federazione Nazionale RdB-CUB – SdL intercategoriale – Confederazione Cobas – Naga – Coordinamento Migranti Verona – Sportello Immigrati RdB Pisa – Missionari Comboniani Castelvoturno – PRC – Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas – Federazione delle chiese Evangeliche in Italia – Sinistra Critica – Rete Antirazzista Catanese – Coordinamento Stop razzismo – Ass. umanista Help to ch’ange – Ass. antirazzista e interetnica ‘3 febbraio’ – Centro delle culture – Partito Umanista – Partito di Alternativa comunista – Socialismo rivoluzionario – Unicobas – Socialismo Libertario – Centro delle Culture – Ass.Umanista Help To Change – Comitato antirazzista Abba (Fi) – Comitato Antirazzista (Vi) – Donne in Nero (Italia) – Clan Destino Doc – medici e operatori della salute dalla parte dei migranti; Ass.LibLab – libero laboratorio – Associazione Culturale Musicale illimitarte (Villaricca – Na) – Cipax-Centro interconfessionale per la pace – Sud Pontino Social Forum; Cooperativa Immigrazionisti (Mi) – Gruppo Every One – Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana “ Il bene comune” – Utopia Rossa – Punto pace di Napoli movimento Pax Christi – Ass. Donne e colori ( Rm) Marenia (gruppo musicale) – Bidonvillarik (gruppo musicale) – Associazione Peppino Impastato – Casa Memoria (Cinisi) – Slai Cobas Nazionale – Action (Roma) – Associazione “Kamilla” (Cassino) – collettivo Teatri OFFesi di pescara – Associazione Arrakkè – centro per la tutela dei diritti umani (Siracusa) – USI AIT Nazionale -

Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
 

 

Roma 17 settembre 2009: Stop MGF - Mai più mutilazioni genitali femminili

Mai più mutilazioni genitali femminili :”In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione genitale femminile (Mgf), diffuse in 28 paesi africani, in Medio Oriente e nel sud est asiatico. Inoltre esiste un alto rischio che le figlie di queste donne, bambine e adolescenti, subiscano tali pratiche nel corso della loro permanenza in Italia o durante un periodo di vacanza nel paese dei genitori”.

Continua...

 

Roma, 17 settembre 2009: Le Istituzioni unite contro ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma il 24 settembre

Le Istituzioni unite contro ogni forma di razzismo. Fiaccolata a Roma il 24 settembre
Una grande fiaccolata, alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e di quello della regione Piero Marrazzo, per dire basta ad ogni forma di discriminazione, intolleranza e razzismo.

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=213087

Roma, 26 giugno 2009: Perché diciamo no al reato di immigrazione

 

Il disegno di legge n. 733-B attualmente all'esame del Senato prevede varie innovazioni che suscitano rilievi critici. In particolare, riteniamo necessario richiamare l'attenzione della discussione pubblica sulla norma che punisce a titolo di reato l'ingresso e il soggiorno illegale dello straniero nel territorio dello Stato, una norma che, a nostro avviso, oltre ad esasperare la preoccupante tendenza all'uso simbolico della sanzione penale, criminalizza mere condizioni personali e presenta molteplici profili di illegittimità costituzionale.
La norma è, anzitutto, priva di fondamento giustificativo, poiché la sua sfera applicativa è destinata a sovrapporsi integralmente a quella dell'espulsione quale misura amministrativa, il che mette in luce l'assoluta irragionevolezza della nuova figura di reato; inoltre, il ruolo di extrema ratio che deve rivestire la sanzione penale impone che essa sia utilizzata, nel rispetto del principio di proporzionalità, solo in mancanza di altri strumenti idonei al raggiungimento dello scopo. Né un fondamento giustificativo del nuovo reato può essere individuato sulla base di una presunta pericolosità sociale della condizione del migrante irregolare: la Corte cost. ha infatti già escluso che la condizione di mera irregolarità dello straniero sia sintomatica di una pericolosità sociale dello stesso, sicché la criminalizzazione di tale condizione stabilita dal disegno di legge si rivela anche su questo terreno priva di fondamento giustificativo.
L'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero dunque non rappresentano, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante: la relativa incriminazione, pertanto, assume un connotato discriminatorio ratione subiecti contrastante non solo con il principio di eguaglianza, ma con la fondamentale garanzia costituzionale in materia penale, in base alla quale si può essere puniti solo per fatti materiali. L'introduzione del reato in esame, inoltre, produrrebbe una crescita abnorme di ineffettività del sistema penale, gravato di centinaia di migliaia di ulteriori processi privi di reale utilità sociale e condannato per ciò alla paralisi (...).
«Gli squilibri e le forti tensioni che caratterizzano le società più avanzate producono condizioni di estrema emarginazione, sì che (...) non si può non cogliere con preoccupata inquietudine l'affiorare di tendenze, o anche soltanto tentazioni, volte a "nascondere" la miseria e a considerare le persone in condizioni di povertà come pericolose e colpevoli». Le parole con le quali la Corte costituzionale dichiarò l'illegittimità del reato di "mendicità" (sent. n. 519 del 1995) offrono ancora oggi una guida per affrontare questioni come quella dell'immigrazione con strumenti adeguati allo loro straordinaria complessità e rispettosi delle garanzie fondamentali riconosciute dalla Costituzione a tutte le persone.
(seguono le firme di Stefano Rodotà, Giovanni Palombarini, Lorenzo Trucco e altri)

 

 

Casalecchio sul Reno, 8 luglio: Mondiali antirazzisti

Una festa multiculturale di sport, colori e musica. Calcio e non solo per dire no alle discriminazioni, al sessismo e all’omofobia. Seimila giovani provenienti da tutto il mondo si ritroveranno da mercoledi 8 a domenica 12 luglio a Casalecchio di Reno, comune alle porte di Bologna, per la XIII edizione dei Mondiali antirazzisti. Verranno allestiti 17 campi di calcio nel Centro sportivo Salvador Allende, alle porte della città, e parteciperanno 204 squadre con rappresentanze dai cinque Continenti.

Dopo un primo giorno di accoglienza e ambientamento per tutte le squadre, il fischio d’inizio “ufficiale” verrà dato alle ore 15 di giovedi 9 luglio con la stretta di mano tra tutti i partecipanti sul campo centrale:  un “quarto tempo” che si prevede molto partecipato e spontaneo. Nel pomeriggio del 12 luglio sono previste le finali e verranno assegnate le 12 Coppe del torneo. Non ci sarà una ma tante classifiche: si premia chi ha avuto l'atteggiamento più corretto, chi ha preso più gol, chi viene da più lontano. I valori dello sportpertutti vivranno in un grande progetto internazionale di amicizia, multiculturalità, inclusione. E soprattutto l'impegno di tutti perchè il nemico comune da sconfiggere è il razzismo.

I Mondiali antirazzisti sono organizzati da Progetto Ultrà e Uisp in collaborazione con Istoreco e Rete Fare, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna, del Comune di Casalecchio di Reno. Tutti gli aggiornamenti sui Mondiali si possono trovare giorno per giorno sul sito ufficiale, www.mondialiantirazzisti.org, nell’Area Press.  I Mondiali verranno trasmessi in diretta da Asteriscoradio.it

 

Roma, 19 giugno: Assemblea pubblica contro il  "pacchetto sicurezza"
 ore 18.00 ex cinema Volturno via Volturno, 37 - Roma


RESPINGIMENTI NEL MEDITERRANEO,
RINNOVO DEGLI ACCORDI CON LA LIBIA,
APPROVAZIONE DEL PACCHETTO SICUREZZA:
BASTA CON LA POLITICA DELLA PAURA E DEL RAZZISMO!

Il ddl 733 (Pacchetto sicurezza) è in corso di approvazione al Senato.
Nonostante le proteste e le mobilitazioni organizzate in questi mesi dalle/dai migranti, dalle/dagli occupanti di casa, dalle femministe e dalle lesbiche, dalle/dagli studenti, dalle associazioni di medici, insegnanti e avvocati, e partecipate da tutte e tutti coloro che non accettano più la cultura della paura e del controllo, molte delle norme restrittive dellaproposta di legge restano in piedi.

Continua
 

Roma, 10 giugno: L’Osservatorio Italia-razzismo

Era il 1986 quando alcuni di noi cominciarono a interessarsi di immigrazione straniera nel nostro paese. La questione era allora ed è oggi la seguente: la società italiana è consapevole e attrezzata rispetto ai processi di cambiamento che si sono messi in moto (e che continueranno, e hanno una dimensione “globale”) nella fase delle migrazioni internazionali? A metà degli anni ‘80 gli immigrati regolari in Italia erano circa 500mila, alla fine del ’93 sfioravano il milione. Circa un decennio fa  raggiungevano quasi il milione e mezzo. Da allora il ritmo di crescita è stato più rapido, cosicché oggi i regolari sono intorno a 4 milioni più, presumibilmente, un milione di irregolari.

Il nostro ritardo nell’affrontare i problemi ha conseguenze assai gravi: 1) il rischio che l’immigrazione si riduca, nella percezione diffusa, a “questione criminale”; 2) la cancellazione, o comunque la sottovalutazione, della presenza straniera come risorsa positiva e fattore di sviluppo; 3) l’introduzione nel nostro ordinamento di norme illiberali, capaci di far arretrare il sistema di diritti e di garanzie. Opporsi a tutto ciò richiede che si lavori in una prospettiva di medio e lungo periodo. Ciascuno di noi può fare qualcosa e, da qui, nasce il progetto di questo sito e della rubrica omonima che, dal 19 maggio, viene ospitata dal quotidiano l’Unità tre volte la settimana. Un Osservatorio, “Italia-razzismo”, sui fatti dell’immigrazione e sui complessi effetti che ne derivano per la società italiana: nei diversi settori del mercato del lavoro, nei diversi contesti territoriali, nelle diverse culture e nei diversi gruppi sociali. Dati, informazioni, statistiche e vita reale. Parleremo di quelle 240.594 imprese individuali promosse da stranieri, ma anche di quei 1.500 nuovi cittadini italiani, nati in altri paesi, che costituiscono una percentuale non insignificante dell’esercito italiano. E  parleremo della vita quotidiana, di “loro” e di “noi”: rapporti, interazioni, anche amicizie (oltre che stereotipi, discriminazioni, conflitti).   

(Luigi Manconi, su Articolo 21)

Roma, 10 giugno 2009: Contro i respingimenti

Mercoledì 10 giugno, dalle 16, a P.zza Farnese ci sarà una
manifestazione contro i respingimenti di profughi e migranti, contro gli accordi governativi con la Libia che permettono le violazioni dei  diritti umani più 'elementari' e che perciò dovrebbero essere garantiti ovunque e a chiunque. Indetta da alcune scuole di italiano per migranti, la manifestazione vede la partecipazione di molte
organizzazioni umanitarie, da Amnesty international a Medici senza frontiere.

Bologna, 9 giugno: Giornalisti contro il razzismo

La campagna di "Giornalisti contro il razzismo" prosegue: le adesioni continuano ad arrivare e comincia a prendere forma un dibattito sull'informazione diffusa dai maggiori media in merito all'immigrazione e ai fenomeni di razzismo sempre più evidenti nella società. Fra i materiali disponibili sul sito segnaliamo:

- Il dossier della rivista dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia-Romagna su "Media e razzismo". Con interventi, ricostruzioni storiche, interviste a opinionisti italiani e stranieri, il dossier è un'ottima guida, che segnala la necessità di rafforzare sia la formazione sia il dibattito sulla responsabilità sociale e culturale dei giornalisti.

- Dalla trasmissione "Glob" (Raitre) un servizio dedicato al tema: "Qual è il linguaggio della stampa per raccontare l'immigrazione nel nostro paese?", con l'intervista a uno dei promotori della nostra campagna.

- Per la sezione "discussioni": l'intervento di Karim Metref, scrittore algerino da tempo residente in Italia, su alcuni articoli riguardanti una lavoratrice che indossava il velo; un dibattito seguito all'approvazione in Toscana della Legge regionale sull'immigrazione; le denunce delle ambasciate di Giappone e Romania per gli stereotipi utilizzati da un quotidiano.

 www.giornalismi.info/mediarom

Castelvolturno, 26 maggio:  Sicurezza, la protesta dei padri comboniani : "Permessi di soggiorno in nome di Dio"

 

Contro la politica sulla sicurezza del governo scendono in campo anche i padri Comboniani di Castelvolturno. I missionari invitano le associazioni a partecipare alla Giornata mondiale del rifugiato il 20 giugno distribuendo "permessi di soggiorno in nome di Dio". ma perché in nome di Dio? "Riteniamo - dicono i padri - che in una società come la nostra frazionata, divisa in molti modi, in cui il nome di Dio viene usato in mille modi, spesso per interessi politici ed economici, che Dio stia dalla parte dei più deboli e indifesi".

I religiosi si sono fatti promotori, contattando numerose organizzazioni, di un manifestazione contro il pacchetto sicurezza (e attendono altre adesioni). "Una giornata, quella del 20 giugno - dicono i Comboniani - in cui ogni associazione potrà organizzarsi secondo le situazioni e gli interessi locali. Attraverso questa iniziativa invitiamo tutte le associazioni, movimenti, singoli che operano attivamente nei propri territori a distribuire Permessi di Soggiorno in Nome di Dio". "Con questa azione - continuano i missionari - vogliamo dire il nostro no alle attuali politiche sull'immigrazione. È questa un'azione che parte dal diritto di ogni persona ad esistere, ad essere rispettata nella sua umanità, nella sua ricerca di vita democratica e libertà. Il diritto a costruire un futuro per  sé e per i propri figli. E noi che ci consideriamo colti e civilizzati siamo chiamati a rispondere, di rispettare quei valori che da anni proclamiamo".

19 maggio: Moni Ovadia: Se

Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.
Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l'ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.
Se foste un lavoratore che guadagna il pane per se' e per i suoi figli su un'impalcatura, l'annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.
Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitu', non provocherebbe solo il sussulto di un'indignazione passeggera.
Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perche' si dichiara amico di Israele.
Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un'opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.
Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.
Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.
Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo, gasato da un ego ipertrofico.
Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.
Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

[Dal quotidiano "L'Unita'" del 9 maggio 2009]
 

 

Roma, 14 maggio: Intervento di Dario Franceschini alla Camera.

 

Signor Presidente, l'approvazione delle leggi e i dibattiti parlamentari sono sempre un'occasione per verificare la distanza tra le cose promesse in campagna elettorale e quelle che avvengono dopo le elezioni. Voi, maggioranza e Governo, avete fatto della sicurezza una bandiera sulla quale conquistare consenso e noi siamo i primi a dire che la lotta alla microcriminalità, agli scippi, alle rapine, alle violenze è e deve essere una priorità per tutti coloro che sono impegnati in politica.

Aggiungo per noi, che siamo una forza progressista, riformista, è una priorità perché in particolare la microcriminalità colpisce i più deboli, più quelli che vivono nelle periferie urbane che non quelli

che vivono nei quartieri residenziali. Colpisce più gli anziani che altre categorie sociali. Ma adesso

è tempo di bilanci, anche perché voi non governate solo da un anno. Negli ultimi otto anni voi avete governato per sei anni ed è tempo di bilanci.

 Continua...

 

12 maggio: Metrò, la proposta di Salvini (Lega) "Posti riservati soltanto ai milanesi"

 

Matteo Salvini :  "Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi". Dopo la proposta di vagoni metro per sole donne e per extracomunitari avanzata da Raffaella Piccinni, candidata della Lega alle provinciali, arriva quella di Matteo Salvini. Ad annunciarla è stato lo stesso Salvini per la presentazione dei candidati milanesi del Carroccio alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno


"L 'unico modo per applicare questa proposta è mettere stelle sul petto  della gente, di diversi colori a seconda della razza "  : così ha commentato qualcuno. Ha ragione: credo che abbiamo superato la soglia; queste proposte, queste normative, questo clima non sono più sopportabili. Nello stesso giorno, il ministro Maroni si è vantato di aver respinto in Libia 238 persone 'soccorse' in mare.
Occorre reagire con forza, le simpatiche campagne di sensibilizzazione solidaristica ed interculturale non bastano più. La società civile - le associazioni, il sindacato, i sindaci, gli  insegnanti, gli studenti, i professionisti, i giornalisti - deve farsi sentire: come è stata capace di fare contro le stragi di stato, contro le bande armate, contro il terrorismo.
Scendere in piazza, se serve. Denunciare gli amministratori razzisti, le proposte xenofobe, le norme vergognose e anticostituzionali del 'pacchetto sicurezza'. Rivolgersi al Capo dello Stato, che di questa Carta fondativa è il custode. Appellarsi al Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite, che deve censurare i comportamenti e le provocazioni di chi vorrebbe governare il paese con l'arma della paura e del razzismo. (www.coordinamentoantirazzista.org)
 
Dichiarazione del Cir sui migranti e richiedenti asilo espulsi in Libia

Roma, 29 aprile: Ddl sicurezza: per la Cgil, una legge incivile e razzista

La Cgil manifesta in piazza Montecitorio contro il ddl sicurezza perchè, afferma la segretaria confederale Vera Lamonica, questo disegno di legge ha "tratti di inciviltà, xenofobia e addirittura di razzismo perchè l'introduzione del reato di clandestinità metterà i pubblici ufficiali nelle condizioni di dover denunciare tutti gli immigrati".

La Cgil, continua Lamonica, non accetta "tutte queste vessazioni che vengono aggiunte sulla pelle degli immigrati: dal costo del permesso di soggiorno fino al prolungamento della detenzione nei Cie che è una forma di carcerazione senza tutela e senza diritti. Questo ddl esprime una politica inaccettabile" e crea "una legislazione cattiva e inefficace".

Lamonica poi attacca le ronde che sono "un elemento che inquina il nostro ordinamento costituzionale" e sottolinea che la sicurezza deve "rimanere un fatto pubblico. La gestione e il controllo del territorio - insiste - devono rimanere allo Stato" e piuttosto vanno "incrementate le risorse che sono state tagliate alle forze dell'ordine".

Roma, 16 aprile: Ditelo alla Rai! 

ImageLe Donne per la sinistra e il Coordinamento donne contro il razzismo invitano ad una manifestazione davanti alla sede Rai di Viale Mazzini giovedì 16 aprile:                    1. per protestare contro troppi episodi di informazione sbagliata e di fatto discriminatoria e razzista da parte della Rai sui temi dell'immigrazione, della sicurezza, della violenza contro le donne, che verranno denunciati attraverso cartelloni, volantini e canzoni di protesta;
2. per discutere con il Presidente della Rai e i direttori di rete e tg della qualità dell'informazione Rai. L'appuntamento è quindi giovedì 16 alle 16,30.

30 marzo: Il fantasma delle nostre paure 

Il Fantasmino della campagna "Non aver paura" spunta in un momento molto difficile per il nostro paese, un momento di crisi economica, di paura per il futuro, di offensiva culturale di chi non crede nel confronto e nel dialogo. Ma dimostra anche che la società civile non si è rassegnata, non accetta le misure repressive e xenofobe del governo, ed è ancora capace di mobilitare l'opinione pubblica: l'iniziativa delle 27 Associazioni simbolizzata dal piccolo Fantasma, la coraggiosa campagna antirazzista della Cgil, le manifestazioni dei medici contro l'obbligo di denuncia degli immigrati irregolari.

E' il momento di collegare queste iniziative, di creare punti comuni di riferimento, di mettere in rete i soggetti che individualmente o collettivamente si mobilitano contro il razzismo e la restaurazione culturale e politica di questi mesi. Il nostro Coordinamento vuole essere uno di questi punti di riferimento, uno snodo di questa rete nazionale, un canale per aprire contatti e scambiarsi esperienze e proposte. 

Scriveteci, mandate i vostri progetti, i programmi delle vostre attività, gli eventi e gli appuntamenti in tutta Italia.

 

Roma, 13 marzo: ''Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti''

E' lo slogan scelto da 27 organizzazioni tra associazioni e sindacati (tra queste: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Arci, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cisl e Uil, Cir, Comunita' di Sant'egidio, Libera) che, per la prima volta, hanno deciso di unire le proprie forze a sostegno di una Campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro.
Una iniziativa che sara' presentata a Roma mercoledi' prossimo nello storico teatro romano Ambra Jovinelli da personalita' quali don Luigi Ciotti, Laura Boldrini, Moni Ovadia e da artisti come Lello Arena. Nel corso della presentazione verra' anche proiettato in anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato dal regista Mimmo Calopresti con il contributo di attori quali Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall, Viorel Samuel Cirpaciu, il bambino rom che ha anche ideato il fantasmino spauracchio, logo della campagna (vedi il manifesto)

La campagna antirazzista, spiegano gli organizzatori, si propone di promuovere su tutto il territorio nazionale un'iniziativa culturale che ha come scopo quello di favorire ''la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e razzismo''. Tutti i promotori si sono impegnati a diffonderne i messaggi, organizzando manifestazioni locali e nazionali che comunichino la necessita' dell'apertura e del rispetto per l'altro.
Ai cittadini verra' anche chiesto di firmare il Manifesto della campagna e di farsi parte attiva nella promozione dei suoi contenuti. Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, che si celebra il 20 giugno.
A chi ricopre incarichi pubblici verra', invece, sottoposta una Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro attivita', per ''spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni''.

12 maggio 2009 - Metrò, la proposta di Salvini (Lega) "Posti riservati soltanto ai milanesi"

 

Matteo Salvini :  "Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta. Adesso si può pensare a posti o vagoni riservati ai milanesi". Dopo la proposta di vagoni metro per sole donne e per extracomunitari avanzata da Raffaella Piccinni, candidata della Lega alle provinciali, arriva quella di Matteo Salvini. Ad annunciarla è stato lo stesso Salvini per la presentazione dei candidati milanesi del Carroccio alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno


"L 'unico modo per applicare questa proposta è mettere stelle sul petto  della gente, di diversi colori a seconda della razza "  : così ha commentato qualcuno. Ha ragione: credo che abbiamo superato la soglia; queste proposte, queste normative, questo clima non sono più sopportabili. Nello stesso giorno, il ministro Maroni si è vantato di aver respinto in Libia 238 persone 'soccorse' in mare.
Occorre reagire con forza, le simpatiche campagne di sensibilizzazione solidaristica ed interculturale non bastano più. La società civile - le associazioni, il sindacato, i sindaci, gli  insegnanti, gli studenti, i professionisti, i giornalisti - deve farsi sentire: come è stata capace di fare contro le stragi di stato, contro le bande armate, contro il terrorismo.
Scendere in piazza, se serve. Denunciare gli amministratori razzisti, le proposte xenofobe, le norme vergognose e anticostituzionali del 'pacchetto sicurezza'. Rivolgersi al Capo dello Stato, che di questa Carta fondativa è il custode. Appellarsi al Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite, che deve censurare i comportamenti e le provocazioni di chi vorrebbe governare il paese con l'arma della paura e del razzismo. (www.coordinamentoantirazzista.org)
 
Alleghiamo la dichiarazione del Cir sui migranti e richiedenti asilo espulsi in Libia

Roma, 29 aprile: Ddl sicurezza: per la Cgil, una legge incivile e razzista

La Cgil manifesta in piazza Montecitorio contro il ddl sicurezza perchè, afferma la segretaria confederale Vera Lamonica, questo disegno di legge ha "tratti di inciviltà, xenofobia e addirittura di razzismo perchè l'introduzione del reato di clandestinità metterà i pubblici ufficiali nelle condizioni di dover denunciare tutti gli immigrati".

La Cgil, continua Lamonica, non accetta "tutte queste vessazioni che vengono aggiunte sulla pelle degli immigrati: dal costo del permesso di soggiorno fino al prolungamento della detenzione nei Cie che è una forma di carcerazione senza tutela e senza diritti. Questo ddl esprime una politica inaccettabile" e crea "una legislazione cattiva e inefficace".

Lamonica poi attacca le ronde che sono "un elemento che inquina il nostro ordinamento costituzionale" e sottolinea che la sicurezza deve "rimanere un fatto pubblico. La gestione e il controllo del territorio - insiste - devono rimanere allo Stato" e piuttosto vanno "incrementate le risorse che sono state tagliate alle forze dell'ordine".

Roma, 16 aprile: Ditelo alla Rai! 

ImageLe Donne per la sinistra e il Coordinamento donne contro il razzismo invitano ad una manifestazione davanti alla sede Rai di Viale Mazzini giovedì 16 aprile:                    1. per protestare contro troppi episodi di informazione sbagliata e di fatto discriminatoria e razzista da parte della Rai sui temi dell'immigrazione, della sicurezza, della violenza contro le donne, che verranno denunciati attraverso cartelloni, volantini e canzoni di protesta;
2. per discutere con il Presidente della Rai e i direttori di rete e tg della qualità dell'informazione Rai. L'appuntamento è quindi giovedì 16 alle 16,30.

30 marzo: Il fantasma delle nostre paure 

Il Fantasmino della campagna "Non aver paura" spunta in un momento molto difficile per il nostro paese, un momento di crisi economica, di paura per il futuro, di offensiva culturale di chi non crede nel confronto e nel dialogo. Ma dimostra anche che la società civile non si è rassegnata, non accetta le misure repressive e xenofobe del governo, ed è ancora capace di mobilitare l'opinione pubblica: l'iniziativa delle 27 Associazioni simbolizzata dal piccolo Fantasma, la coraggiosa campagna antirazzista della Cgil, le manifestazioni dei medici contro l'obbligo di denuncia degli immigrati irregolari.

E' il momento di collegare queste iniziative, di creare punti comuni di riferimento, di mettere in rete i soggetti che individualmente o collettivamente si mobilitano contro il razzismo e la restaurazione culturale e politica di questi mesi. Il nostro Coordinamento vuole essere uno di questi punti di riferimento, uno snodo di questa rete nazionale, un canale per aprire contatti e scambiarsi esperienze e proposte. 

Scriveteci, mandate i vostri progetti, i programmi delle vostre attività, gli eventi e gli appuntamenti in tutta Italia.

 

Roma, 13 marzo: ''Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti''

E' lo slogan scelto da 27 organizzazioni tra associazioni e sindacati (tra queste: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Arci, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cisl e Uil, Cir, Comunita' di Sant'egidio, Libera) che, per la prima volta, hanno deciso di unire le proprie forze a sostegno di una Campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro.
Una iniziativa che sara' presentata a Roma mercoledi' prossimo nello storico teatro romano Ambra Jovinelli da personalita' quali don Luigi Ciotti, Laura Boldrini, Moni Ovadia e da artisti come Lello Arena. Nel corso della presentazione verra' anche proiettato in anteprima lo spot radiotelevisivo realizzato dal regista Mimmo Calopresti con il contributo di attori quali Francesca Reggiani, Lello Arena, Salvatore Marino, Cumba Sall, Viorel Samuel Cirpaciu, il bambino rom che ha anche ideato il fantasmino spauracchio, logo della campagna (vedi il manifesto)

La campagna antirazzista, spiegano gli organizzatori, si propone di promuovere su tutto il territorio nazionale un'iniziativa culturale che ha come scopo quello di favorire ''la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che determinano paure ingiustificate e sono alla base di episodi di intolleranza e razzismo''. Tutti i promotori si sono impegnati a diffonderne i messaggi, organizzando manifestazioni locali e nazionali che comunichino la necessita' dell'apertura e del rispetto per l'altro.
Ai cittadini verra' anche chiesto di firmare il Manifesto della campagna e di farsi parte attiva nella promozione dei suoi contenuti. Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della Repubblica in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dalle Nazioni Unite, che si celebra il 20 giugno.
A chi ricopre incarichi pubblici verra', invece, sottoposta una Carta di intenti, un impegno esplicito ad adoperarsi, nella loro attivita', per ''spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni''.

Roma, 10 marzo: Bambini invisibili

 

Il ddl sicurezza prevede una norma, passata quasi inosservata, che impedisce la registrazione alla nascita dei figli di cittadini stranieri irregolari, in palese violazione della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Le conseguenze di tale modifica normativa sui bambini che nascono in Italia da genitori irregolari sarebbero gravissime. I minori che non saranno registrati alla nascita, infatti, resteranno privi di qualsiasi documento e totalmente sconosciuti alle istituzioni: bambini invisibili, senza identità, e dunque esposti a ogni violazione di quei diritti fondamentali che ai sensi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza devono essere riconosciuti a ogni minore. Ad esempio, in mancanza di un documento da cui risulti il rapporto di filiazione, molti di questi bambini non potranno acquisire la cittadinanza dei genitori e diventeranno dunque apolidi di fatto. Per tutta la vita incontreranno ostacoli nel rapportarsi con qualsiasi istituzione, inclusa la scuola. Proprio a causa della loro invisibilità, saranno assai più facilmente vittime di abusi, di sfruttamento e della tratta di esseri umani.

 

In secondo luogo, vi è il forte rischio che i bambini nati in ospedale non vengano consegnati ai genitori privi di permesso di soggiorno, essendo a quest’ultimi impedito il riconoscimento del figlio, e che in tali casi venga aperto un procedimento per la dichiarazione dello stato d’abbandono. Questi bambini, dunque, potranno essere separati dai loro genitori, in violazione del diritto fondamentale di ogni minore a crescere nella propria famiglia (ad eccezione dei casi in cui ciò sia contrario all’interesse del minore), sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalla legislazione italiana.

E’ probabile, infine, che molte donne prive di permesso di soggiorno, temendo che il figlio venga loro tolto, decidano di non partorire in ospedale. Anche in considerazione delle condizioni estremamente precarie in cui vivono molti immigrati irregolari, sono evidenti gli elevatissimi rischi che questo comporterebbe per la salute sia del bambino che della madre, con un conseguente aumento delle morti di parto e delle morti alla nascita. (Asgi Piemonte)

 

Roma, 2 marzo. Leggi razziste, Paese canaglia  (da un articolo di Pino Corrias)

Eravamo un Paese pasticciato, pasticcione, ma almeno accogliente, almeno simpatico, ammalato di troppe lentezze e di troppo cuore, d'accordo, distratti magari dalla sopravvivenza quotidiana, ma intanto capaci di condividerla, indulgenti verso le debolezze altrui, temperati dalla consapevolezza delle nostre. Pieni di vizi, insomma, ma anche di qualche benevola virtù che faceva esclamare in Europa: "Ah, les italiens…".
Governati da questa destra rancorosa, stiamo diventando un Paese di spaventate canaglie contro i più deboli. Ci guida l'odio per i poveri e i diversi. Ci guida la paura verso gli immigrati. Ci guida il disprezzo verso qualsiasi forma di solidarietà, intesa come fiacchezza sociale, velenoso buonismo.  
Ricorderemo in futuro (quando un giorno usciremo da questo tunnel) il viso innocuo, ma non inconsapevole, di Roberto Maroni, ministro dell'Interno, i suoi occhiali alla moda, il fazzoletto verde da Guardia Padana che spunta dalla giacca, mentre pronuncia senza emozioni il suo viatico alle leggi razziali, quel clamoroso "bisogna essere cattivi", che mai un ministro della forza, in uno Stato democratico d'Europa, oserebbe pronunciare in pubblico, nemmeno contro i criminali più accaniti, bastando il suo dovere opposto, "bisogna essere giusti". 
Ma è pura cattiveria (pura ingiustizia) quel che stabilisce il nuovo "decreto sicurezza". I medici che d'ora in avanti potranno denunciare i malati, se clandestini. Le ronde dei cittadini che verranno autorizzate a "controllare il territorio". I senza fissa dimora che saranno identificati e schedati da ogni Comune. Il permesso di soggiorno che sarà regolato, come le patenti, da punti revocabili: le loro vite trasformate in una gara di salita, noi intorno a minacciarli, come fa il branco, prima dei linciaggi.

 

Sanremo, 17 febbraio. Youssou N'dour

 

“Vivere insieme non è impossibile dipenderà da noi/ vivere l’essere diversi come un’opportunità”. È il messaggio che  Pupo, Paolo Belli e Youssou ‘Ndour hanno portato sul palco del teatro Ariston di Sanremo. L’inedito terzetto ha scelto infatti una canzone sull’immigrazione, dall’eloquente titolo “l’opportunità”, per gareggiare al 59esimo Festival della Canzone Italiana. È la storia di un incontro, un invito a superare le paure e a cogliere quanto di buono può arrivare da mondi diversi che si uniscono.

 
                                                       Ecco il testo completo della canzone

 

Roma, 16 febbraio. “Smettiamola di nasconderci, in Italia c’è tanto razzismo”. Parola del  calciatore Cristian Chivu, passaporto romeno e maglia interista, che negli stadi italiani ha sentito tanti insulti.
Mi gridano: "Zingaro, vai a fare il muratore". Di tutto", racconta in un’intervista pubblicata oggi dal mensile GQ. "Credi che mi dia fastidio? Là dietro i palazzoni dove sono cresciuto c’erano tanti ragazzi rom. Mi sono sempre trovato benissimo con loro, "zingaro" per me non è un’offesa".
"L’etichetta che ci appiccicate addosso" è l’aspetto dell’Italia che meno piace a Chivu. "Ti pare possibile che i romeni siano solo delinquenti? È facile catalogare un intero popolo per colpa di qualche mela marcia, che c’è ovunque. Quando qualcosa va storto e c’è di mezzo un romeno, il titolo è solo per lui".
Secondo il calciatore, "l’elezione di Obama e la vittoria di Hamilton in F1" sono segnali che si può combattere l’intolleranza. "Ma è un processo lungo, che riguarda tutti. In Olanda hanno i marocchini, in Francia i tunisini. Bisogna avere il coraggio di affermare che il razzismo esiste, altrimenti non lo si può combattere".

 

Enna, 15 febbraio. Il presidente della Camera Gianfranco Fini mette in guardia dal rischio che la crisi economica possa innescare fenomeni di intolleranza nei confronti degli stranieri. Rispondendo agli studenti dell'Università di Enna, la terza carica dello Stato avverte: ''I momenti di crisi sono quelli in cui più alto è il rischio di una avversione verso lo straniero, considerato quello che viene a rubare il lavoro, viene a rubare il pane...''. ''Sono fenomeni ciclici - aggiunge - ma nei periodi di crisi economica può crearsi un brodo di coltura per alcune tentazioni che partono dai localismi ma possono sfociare in politiche xenofobe o razziste''.
Secondo Fini, invece, un conto è ''garantire gli interessi legittimi, un altro conto è vedere negli altri una minaccia''.

 

Roma, 20 febbraio

Lettera al Ministro Maroni

Signor Ministro Roberto Maroni,
abbiamo letto della Sua volontà di intraprendere un’azione legale nei confronti del direttore del settimanale Famiglia Cristiana, che Lei accusa di averLe recato offesa personale per aver definito “leggi razziali” i provvedimenti del Governo verso i cittadini stranieri e le fasce più deboli della società.

Noi sottoscritti/e, uomini e donne di nazionalità diverse, nei nostri rispettivi ambiti di lavoro, di ricerca, di studio, di impegno sociale e politico, abbiamo sempre contrastato pubblicamente e nel nostro agire quotidiano l’intolleranza, la xenofobia e il razzismo. Perciò continueremo a denunciare le retoriche xenofobiche e le politiche razziste messe in atto dal Governo di cui Lei fa parte. Riteniamo infatti, sia nostro dovere personale, professionale, civile rispettare la Carta costituzionale e batterci per una società rispettosa dei diritti di tutti/e, indipendentemente dalla loro provenienza, nazionalità, condizione sociale.
Le schedature di adulti e bambini rom, le classi differenziali per gli alunni stranieri, l’abrogazione del divieto di segnalare gli stranieri “irregolari” che ricorrono alle cure sanitarie, il reato d’immigrazione clandestina, il permesso di soggiorno a punti, le norme restrittive sui ricongiungimenti familiari, la legalizzazione delle ronde padane, il carcere fino a quattro anni per gli irregolari che non rispettino l’ordine di espulsione, il divieto d’iscrizione anagrafica e la schedatura presso il Suo Ministero non solo dei senza-domicilio-fisso, ma anche di tutti coloro che abitano in dimore diverse da appartamenti: l’insieme di queste misure lede profondamente i diritti fondamentali delle persone e i principi dell’uguaglianza e della democrazia. Queste misure configurano una forma di razzismo istituzionale, tanto più grave e intollerabile per il fatto che, per sostenerle, un ministro della Repubblica, Lei stesso, auspica la cattiveria nei confronti dei più deboli.

Noi siamo quella parte della società civile che condivide il giudizio espresso da Famiglia Cristiana e che continuerà a perseverare nel proprio impegno antirazzista.

Se vuole essere coerente, Signor Ministro, quereli anche noi.
 

Per aderire: cristina.liverani@gmail.com o s.haertter@fiom.cgil.it
 

                                                                                              seguono le firme

 

 

 

 
 

 Documento programmatico

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