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Un
razzismo da paura
Il razzismo in Italia non è
un fenomeno nuovo. Ma da qualche mese a questa parte le
aggressioni contro immigrati e rom sono diventate quotidiane. In
nome della razza si è arrivati perfino a uccidere, al Nord come
al Sud. E' emergenza, un'emergenza alimentata dalla destra al
governo, che della paura dello straniero ha fatto il suo cavallo
di battaglia, prima, durante e dopo le elezioni dello scorso
aprile. Questo populismo xenofobo e razzista sta prendendo piede
in molta parte d’Europa, e la stessa Unione europea ha fatto
gravi passi indietro per quanto riguarda la discriminazione
contro gli immigrati. In questo senso, la xenofobia montante si
collega strettamente al razzismo istituzionale di cui sono
impregnate le nostre leggi, rafforzato ed esteso sul paese a
colpi di decreti; e si inserisce in un clima soffocante di
degrado culturale, che parte da un becero revisionismo storico
per arrivare al balbettamento autoritario della controriforma
scolastica, passando per i modelli e i ‘valori’ della
televisione dei Grandi fratelli.
Ma la società civile – nonostante la debolezza degli
interlocutori politici nella crisi della sinistra – non può
stare a guardare; e intende reagire al degrado e alla deriva
xenofoba provando a mettendosi in rete, collegando da un capo
all’altro del paese i gruppi, le associazioni e i settori che
non hanno mai smesso di resistere: insegnanti, studenti,
migranti, operatori sociali, enti locali, giuristi, giornalisti,
scrittori, cineasti, artisti, sindacalisti, sportivi,
università, femministe, seconde generazioni.
Un grande Coordinamento nazionale antirazzista: non un soggetto
politico, ma un punto di riferimento, uno strumento di
visibilità e di collegamento tra soggetti individuali o
collettivi già impegnati, o pronti ad impegnarsi – ciascuno nel
suo campo, con le sue competenze e i suoi mezzi. Costruendo
insieme o in parallelo un programma di iniziative: puntuali,
concrete, articolate nei tempi e nei luoghi, capaci di dare una
risposta a questa vera e propria emergenza civile. Una grande
controffensiva, di segno soprattutto culturale.
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