Coordinamento Nazionale Antirazzista

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News

Roma, 5 settembre 2011 - Parte la raccolta firme per "L'Italia sono anch'io"
Depositate le due leggi di iniziativa popolare: cittadinanza e voto alle amministrative dopo 5 anni. Col deposito in Cassazione, venerdì 2 settembre, dei testi delle due leggi di iniziativa popolare sottoscritti dagli esponenti delle organizzazioni che hanno promosso la campagna l’Italia sono anch’io, prende il via la raccolta delle firme necessarie per la consegna delle leggi in Parlamento. Ci sono sei mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo richiesto delle 50.000 firme in calce a ciascuna delle due proposte di legge, e i promotori stanno pianificando iniziative in tutta Italia.

A Roma, nei prossimi giorni, verrà allestito un banchetto dove già hanno annunciato la loro presenza esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica che condividono i contenuti della campagna. L’Italia sono anch’io è promossa, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.
Lo scopo della campagna è riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Molti di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Questo genera disuguaglianze e ingiustizie, limita la possibilità di una piena integrazione, disattende il dettato costituzionale che stabilisce l’uguaglianza tra le persone e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento.
La presentazione di due leggi di iniziativa popolare intervengono una sull’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle elezioni amministrative. La legge proposta infatti introduce lo ius soli: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante, il quale ne faccia richiesta. In secondo luogo prevede che siano Italiani i nati da genitori nati in Italia, a prescindere dalla condizione giuridica di quest’ultimi. Un adulto invece potrà richiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni di soggiorno regolare in Italia. L'altra proposta di legge estende il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, provinciali, concernenti le città metropolitane e le Regioni anche a chi non sia cittadino italiano, quando abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia.

Sul sito della campagna (www.litaliasonoanchio.it) sono pubblicati i testi integrali delle due proposte di legge di iniziativa popolare, altri materiali di approfondimento e gli aggiornamenti sulle iniziative.

 

2 settembre 2011 - Bologna, in mostra le vignette contro il razzismo dall’1 al 12 settembre

Xenofobia e intolleranza sono in continua crescita e continuano a riscuotere consensi in tutta Europa. Come rispondere e soprattutto come sensibilizzare le giovani generazioni? Il progetto Rar (Risate anti razziste), finanziato dal programma Fundamental Rights & Citizenship 2007-2013 della Commissione europea, ha fatto dell’ironia il proprio cavallo di battaglia nonché slogan: “Sul razzismo vogliamo riderci su… per riflettere e combatterlo!”. Il progetto, sviluppato in Italia, Francia e Germania, dall’1 al 12 settembre fa tappa a Bologna, nel centralissimo Palazzo d’Accursio. L’iniziativa mette fianco a fianco le vignette realizzate studenti, da artisti emergenti e da autori affermati tra cui ElleKappa, Vauro e Altan. Tutti si prendono gioco di stereotipi e luoghi comuni per mettere in ridicolo qualsiasi dimostrazione di razzismo. Tra le 300 opere frutto dei laboratori formativi proposti da Rar, verranno esposti anche i lavori degli allievi dell’Isart “F. Arcangeli” di Bologna che hanno partecipato al progetto. La mostra, come spiega la responsabile dell'organizzazione Alessia Giannoni, ha girato molto, sia in Italia che all'estero, sia in  manifestazioni legate al fumetto, come Lucca Comics o il Festival internazionale di Angoulême, sia in eventi dedicati al tema dell’immigrazione. “Stiamo anche producendo un catalogo per fare in modo che il progetto prosegua”, aggiunge la Giannoni. Il progetto, ufficialmente terminato a luglio, è stato infatti “prolungato” dall’impegno dell’ong Cospe, che coordina insieme alla Scuola internazionale di comics di Firenze, la tappa bolognese della mostra e quella immediatamente successiva, che si terrà al liceo Cecioni di Livorno. A Bologna la mostra sarà aperta dal pubblico dalle 8 alle 19 durante la settimana e dalle 10 alle 20 il sabato e la domenica. (cab)

 

23 agosto 2011 - Il razzismo della Nivea

Sotto l’occhio del mirino a questo giro troviamo la casa tedesca di cosmetici Nivea, la quale ha avuto decisamente un lampo di genio per la sua nuova campagna pubblicitaria:

Vediamo un giovane afroamericano, di bella presenza il quale impugna la testa di un uomo, un altro nero, ma con la pettinatura afro e con tanto di barba, per lanciarla come una palla da bowling.

Troneggia lo slogan : “Re-civilize yourserlf” .

Le lamentele sono esplose come delle bombe, in molti hanno etichettato questa pubblicità come razzista, e la Nivea prontamente ha ritirato il tutto scusandosi e dichiarando: ‘‘Diversità e pari opportunità sono valori cruciali per Nivea. Il brand rappresenta diversità , tolleranza e pari opportunità. Noi apprezziamo la differenza. La discriminazione diretta o indiretta deve essere bandita in ogni decisione, e da tutte le aree della nostra attività. Questo vale senza distinzione di sesso, età, razza, colore della pelle, religione, ideologia, orientamento sessuale, o disabilità. Ne’  dovrebbe avere alcun significato l’origine culturale, etnica, o nazionale e la convinzione politica o filosofica

Credo che sia banale dire che trovo questa pubblicità stupida, priva di ogni buon senso e profondamente razzista e soprattutto credo che le scuse della Nivea siano le solite parole dette giusto per calmare le acque. Non credo che non ci sia stata una persona dotata di buon senso, prima di lanciare questa campagna, che si sia resa conto dello sfondo profondamente razzista che sussiste. Personalmente non mi sarei meravigliata se a sorpresa fosse comparso un membro del ku klux Klan a fare la barba alla povera testa!

Penso inoltre che  la parola “ricivilizzati” sia offensiva, quasi a voler considerare la gente afro delle sottospecie , e conoscendo la storia di queste persone sempre discriminate nel corso degli anni fossi al posto dei pubblicitari della Nivea mi metterei in angolino a piangere dalla vergogna!

Credono ancora nell’esistenza di una razza superiore e una da re-civilize?

Ma allora non si devono anche ri-civilizzare le persone che per i loro credo religiosi non si tagliano i capelli e non fanno la barba (nelle loro scuse parlano di rispetto per la religione,ideologia e razza…ma ne siamo sicuri?) ?

Viviamo in un paese che ormai non rispetta ne la cultura ne la dignità delle persone, l’importante è VENDERE.

Pin@

 

 

22 giugno 2011 - Cittadinanza e diritto al voto: la campagna “L’Italia sono anch’io”

Lanciata da 19 organizzazioni della società civile, la campagna è stata presentata il 22 giugno a Roma. Ha lo scopo di ribadire la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte continua

 

Roma – 16 giugno 2011 - Rapporto annuale della European Commission against Racism and Intolerance (ECRI). "Le leggi non bastano più, serve un giro di vite contro le discriminazioni"

Razzismo e intolleranza hanno preso piede in Europa, di pari passo con la crisi economica che rafforza i messaggi estremisti. È l’allarme della European Commission against Racism and Intolerance (ECRI), commissione del consiglio d’Europa che monitora la situazione nei 47 Paesi membri dell’organismo internaizonale.

Nel suo ultimo rapporto annuale, presentato oggi, l’Ecri dice che il razzismo non è più limitato a frange della società e che anche politici moderati usano sempre più spesso argomenti xenofobi e antimusulmani e chiamano a referendum contro non cittadini o minoranze religiose. “Le leggi da sole non sono sufficienti a contrastare questa tendenza. Bisogna fare di più” dice il rapporto, chiedendo un giro di vite legislativo per un’azione più risoluta contro i reati razzisti.

Anche se l’Ecri apprezza che la grande maggioranza degli stati punisca i discorsi che incitano all’ odio (hate speech) , ritiene che le autorità dovrebbero applicare la legge più rigorosamente e informare maggiormente le potenziali vittime sui loro diritti. In particolare, la Commissione evidenzia la crescita dell’avversione agli zingari, “uno dei problemi più acuti oggi per l’Europa”, e auspica la creazione di condizioni migliori per le comunità rom.

Il rapporto avverte poi che gli attacchi al multiculturalismo possono portare a società frammentate e chiede quindi ai governi di aumentare gli sforzi per promuovere il dialogo interculturale: “La risposta al dibattito corrente sul multiculturalismo è strettamente correlata a un sistema comune di principi, tra i quali ci sono la non discriminazione e la tolleranza”.

Le indagini dell’Ecri i tutti i Paesi europei – ha detto il presidente della Commissione, Nils Muiznieks – stanno mostrando una preoccupante crescita del razzismo. I governi devono essere consci di questo pericolo, lavorare per rafforzare leggi e istituzioni contro le discriminazioni e dire chiaramente che la xenofobia non può mai essere tollerata nella società moderna”.


31 maggio 2011 - Naomi Campbell offesa dalla pubblicità Cadbury: “E’ razzismo!”

La bellissima e famosissima modella Naomi Campbell, ha avvisato l’ azienda Cadbury, di intraprendere azioni legali. Il motivo? L’ azienda di alimentari più grande al mondo, in uno spot pubblicitario, ha affiancato la figura di Naomi a un enorme coniglio di playboy fatto di cioccolata, senza il suo consenso.

In più, la top model, accusa lo spot pubblicitario di razzismo, perchè non puo’ essere paragonata al cioccolato: “Sono rimasta scioccata. E’ sconvolgente essere rapportata come il cioccolato, non solo per me, ma per tutte le donne di colore. Non trovo alcun umorismo in questo. E’ molto offensivo, dannoso e provocatorio!”,

La conosciamo bene Naomi, e se dice che intraprenderà azioni legale, di sicuro lo farà. La donna, che in passato è stata la “carnefice” di molte aggressioni, come ad esempio alla sua cameriera, o come è successo all’ autista della sua limousine, sembra essersi un pochino calmata sotto questo punto di vista, forse dopo la lezione che le era stata data dal giudice di 200 ore di servizi sociali.



Roma 21 marzo 2011 - RAZZISMO: HUMAN RIGHTS CRITICA L'ITALIA, FA POCO CONTRO VIOLENZE

Il governo italiano non sta prendendo le giuste misure atte a prevenire e perseguire la violenza razzista e xenofoba. E' quanto afferma Human Rights Watch in un rapporto pubblicato in occasione della Giornata mondiale contro la discriminazione razziale. Il dossier, dal titolo 'L'intolleranza quotidiana: la violenza razzista e xenofoba in Italia', e' il frutto di una ricerca condotta nel 2010: comprende decine di interviste di vittime di violenza, magistrati e funzionari di governo, documentando casi di violenza a sfondo razzista e xenofoba contro immigrati, italiani di discendenza straniera, Rom e Sinti avvenuti negli ultimi anni, nonche' la risposta dello Stato a tali crimini. Secondo l'organizzazione internazionale, gli immigrati, gli italiani di origine straniera e i Rom sono stati vittime di "brutali attacchi". Il rapporto denuncia in 81 pagine le "mancanze dello Stato italiano nel prendere misure efficaci contro i crimini imputabili a odio discriminatorio. Sono rari i casi in cui l'aggravante razzista - continua Human Rights Watch - venga contestata nelle azioni penali per violenze, e le autorita' italiane tendono a sminuire la portata del problema e non condannano con la necessaria forza gli attacchi". Il rapporto sottolinea poi "l'inadeguata formazione delle forze dell'ordine e del personale giudiziario e l'incompletezza della raccolta di dati". Allo stesso tempo, "la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca mediatica collegano gli immigrati e i Rom alla criminalita' e contribuiscono ad alimentare un clima di intolleranza". continua
 

 

Roma 15 marzo 2011 |- Rapporto Unar 2010

La discriminazione razziale è un fenomeno che spesso rimane sommerso, per paura, ignoranza, sfiducia. Ma qualcosa sta cominciando a cambiare e nell’ultimo anno in Italia le segnalazioni sono raddoppiate. Lo afferma il Rapporto 2010 dell’Unar (l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) presentato a Roma, dal quale emerge che le vittime sono per il 63,4% stranieri, più uomini che donne, piu’ adulti che giovani, la maggior parte operai o impiegati.

E un 10% di segnalazioni riguarda discriminazioni non razziali ma di genere, orientamento sessuale o religioso. Le segnalazioni raccolte nel 2010 dall’Unar sono state complessivamente 766, l’anno precedente erano state 373. E la tendenza è confermata dall’ulteriore aumento del 40% che si è registrato dal primo gennaio al 14 marzo 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010.

Circa una segnalazione su due proviene dalle stesse vittime di discriminazione, una su quattro è invece direttamente promossa dall’Unar, una su cinque è segnalata da un testimone. Solo l’8% dei casi è segnalato da un’associazione o un ente esterno all’Ufficio. A fine 2010, risultava chiuso il 76,7% delle istruttorie avviate. Crescono i casi relativi a discriminazioni attuate dai mass media (19,9% contro il 10,8% del 2009), anche grazie all’azione di monitoraggio dei mezzi di informazione attuata dall’Unar.

Aumentano anche le segnalazioni relative alla vita pubblica (17,8%) e all’erogazione di servizi da enti pubblici (16%), diminuiscono invece quelle relative al lavoro e alla casa. Le vittime dei casi segnalati sono piu’ uomini (56,4%) che donne (43,6%), più over 35 (58,5%) che giovani (40%) o anziani (1,5%). Quasi una segnalazione su quattro (23,3%) riguarda stranieri che provengono dall’Europa orientale e dai Balcani, quelle di persone dell’Africa del nord sono il 20,9%; nel complesso le vittime straniere sono il 63,4%, il 9,7% sono stranieri con cittadinanza italiana e il resto sono italiani: per questi ultimi le segnalazioni riguardavano altri tipi di discriminazione, come quelle di genere o sessuali o religiose. In maggioranza italiani (82,2%) sono invece i testimoni di discriminazioni.

Tra le vittime si segnala una prevalenza di persone coniugate e di istruzione medio-alta. La maggior parte lavora come operaio (25,7%) o impiegato (23,6%), ma numerose sono anche le persone che non lavorano (24,1%), in prevalenza donne. E se tra gli uomini si nota una prevalenza di casi di discriminazione diretta, tra le donne è più frequente l’aggravante delle molestie. Per quanto riguarda l’ambito delle discriminazioni, tra i giovani è prevalente quello dell’erogazione di servizi da parte di enti pubblici, mentre tra gli adulti quelle relative al lavoro. Tra gli stranieri, il 26,3% ha segnalato discriminazioni nell’accesso alla casa. .

 

 

 

Roma, 28 febbraio : Il Primo Marzo 2011, "24h senza di Noi’"

Una giornata di mobilitazione nazionale e internazionale contro il razzismo e per la difesa dei diritti umani, giunta ormai alla sua seconda edizione.

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Partendo da questa domanda provocatoria lo scorso anno il movimento ‘Primo Marzo’ - in collegamento con altri Paesi europei - ha promosso una   mobilitazione antirazzista e per i diritti umani che ha interessato oltre 60 città e coinvolto più di 300 mila persone in tutta Italia.

Il movimento crede che anche quest’anno il ‘Primo Marzo’ debba essere una giornata di mobilitazione nazionale e internazionale volta a unire autoctoni e immigrati, vecchi e nuovi cittadini. C’è infatti un collegamento diretto tra il razzismo (in particolare il razzismo istituzionale) e la graduale erosione dei diritti dei lavoratori in Italia.

Comunicato stampa

www.primomarzo2011.it

 

 

10 febbraio 2011, Contro la chiusura dell’UNAR – Ufficio del Governo contro le discriminazioni

La Lega Nord che da sola governa l’immigrazione italiana su delega del Governo, propone la chiusura dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Governo.

Se chiusura sarà, nessuno ci farà più sapere dei sindaci che assegnano alloggi pubblici, borse di studio o bonus bebè non sulla base dei requisiti, ma di discriminazione razziale, religiosa, di orientamento sessuale.

Nessuno censurerà il Preside “razzistello” o l’impiegato pubblico che respinge un “frocio” allo sportello.

Una barbarie civica di cui l’UNAR non è l’antidoto, ma un soggetto pubblico che insieme ad altre agenzie rappresenta il livello civile raggiunto dal nostro Paese.

In una democrazia ci devono essere buoni ed equilibrati strumenti di controllo pubblico; ricordiamo in proposito che l’UNAR è un ufficio di Palazzo Chigi non una cellula anarco-insurrezionalista.

Con questo comunicato non speriamo che i proponenti si ravvedano, né che la Lega metta a riposo i suoi pretoriani più sbracati. Noi vogliamo parlare agli uomini di buona volontà della maggioranza, augurandoci che impediscano questo scempio ed esprimiamo solidarietà a tutti i nostri concittadini del nord; noi non ce l’abbiamo e non ce l’avremo mai con voi, ma voi non dimenticate di essere migliori di quelli che oggi votate.

Associazione Nessun luogo è lontano

 

 

2 febbraio 2011, Fa tappa a Grosseto 'Uniti contro il razzismo'

Grosseto: Una giornata dedicata al tema dell'integrazione interculturale, per prevenire comportamenti discriminatori e combattere fenomeni di razzismo. L'appuntamento è organizzato dal Comune di Grosseto per il prossimo venerdì 4 febbraio,

 quando grazie al progetto regionale ”Uniti contro il razzismo” sono in programma un convegno, uno spettacolo teatrale e la proiezione di un documentario sui temi della diversità. Il progetto regionale è nato con l'obiettivo di promuovere la cultura dell'accoglienza, sensibilizzare sul tema della convivenza interculturale, rendere più efficace l'azione della società civile contro il razzismo attraverso vari linguaggi, che uniscano il documentario, la riflessione orale e la parola scritta, lo spettacolo. L'appuntamento di Grosseto, inserito in un più ampio contesto regionale di 'teatro sociale', è curato dall'associazione Teatri d'Imbarco, è si svolge allo Spazio 72 di via Ugo Bassi e presso il Teatro degli Industri nella giornata di venerdì 4 febbraio. Si parte alle ore 18 ( Spazio 72, via Ugo Bassi 72) con la proiezione del documentario “Il bacio dello straniero” di Federico Bondi ( autore e regista del bellissimo “Mar Nero” premiato a Locarno e ai David di Donatello nel 2008). Una tenera e folgorante inchiesta sul sentimento d'amore tra i nuovi cittadini toscani. Il documentario sarà stimolo per l'incontro sul tema “Vivere insieme. Dei diritti e delle regole” con referenti delle istituzioni, esperti del settore e rappresentanti dell'associazionismo. Durante l'incontro verrà distribuito gratuitamente il libro Al tempo delle migrazioni agile strumento di riflessione sul fenomeno dell'immigrazione e le trasformazioni della nostra società. Si prosegue alle 21 al Teatro degli Industri con lo spettacolo teatrale “Indagine d'amore” di Nicola Zavagli, sceneggiatore con Benvenuti di “Ivo il tardivo” e “Belle al bar”). La storia: una famiglia dei nostri giorni, in bilico tra conflitti e separazioni. Una madre colta, democratica, impegnata nel sociale, immune da qualsiasi forma di razzismo, finchè un giorno la figlia non porta a casa il “mondo nuovo” ovvero ml'amore per un clandestino. Una commedia che racconta le paure e insicurezze. L'ingresso è simbolico a 1 euro. Per informazioni: Teatro degli Industri tel. 0564 21151

Compagnia 055 310230, 329 4187925, info@teatridimbarco.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Il progetto lanciato dalla Regione Toscana é stato selezionato da U.N.A.R. (l'Ufficio Nazionale Antidiscrimanzioni Razziali del Ministero delle Pari Opportunità) come 'iniziativa di rilievo nell'ambito delle attività di prevenzione e contrasto delle discriminazioni razziali'. E' curato dall'associazione di promozione sociale Teatri d’Imbarco impegnati da sempre nella cura di progetti teatrali e non solo dal forte impegno civile, come il precedente 'Vivere a rate-famiglie a rischio usura', un vera e propria carovana (ha toccato 30 città) sui temi del sovraindebitamento e rischio d'usura. Molti i collaboratori (da CGIL a Caritas) e sponsor e patrocini ( Ministero della Pubblica Istruzione).

 

 

2 febbraio 2011, Razzismo: anche a Savona gli sportelli contro la discriminazione

di MICHELE ALLUIGI – Definire il razzismo sul piano concettuale è ben più difficile di quanto non sembri; nessuno ne conosce, o perlomeno ne giustifica razionalmente, le sue sempre più frequenti applicazioni nella realtà quotidiana: a scuola, sul lavoro, in ambito sportivo e via discorrendo, ambiti nei quali è fondamentale la serenità, che sta diventando ormai merce rara per gli extracomunitari che vi si trovano immersi.
La mattina del 2 febbraio alle ore 11.00 anche a Savona, presso il Cesavo di Via Nizza, è stato presentato il progetto dell’ UNAR ( Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), e gli sportelli da esso previsti, contro la discriminazione raziale, a cui hanno presso parte l’assessore alla promozione sociale Isabella Sorgini, la dottoressa Serena Ospazi dell’Unar e Chiara Volpato per le Acli regionali.
Dopo una breve introduzione e presentazione del progetto i vari interlocutori hanno ribadito la quotidianità del razzismo e dell’importanza della prevenzione ad esso; tale tema venne affrontato lo scorso 17 marzo 2010 a Genova in occasione del seminario contro la discriminazone ed a seguito del quale sono stati inoltre organizzati corsi di formazione, formati da 3 moduli, per gli operatori che lavoreranno presso i vari sportelli sparsi su tutto il territorio della Liguria.
A savona saranno ben 4 gli sportelli presenti presso le sedi degli enti promotori, che non solo monitoreranno e catalogheranno i fenomeni di razzismo ma forniranno anche eventuale assistenza legale e supporto a tutti coloro che vi si rivolgeranno, il tutto nel massimo rispetto della privacy.
Grazie all’impegno di Anolf/Cisl Liguria, Acli Liguria e Arci Liguria si potrà finalmente combattere ogni forma di discriminazione anche nel savonese.

 

 

26 gennaio 2011, Xenofobia e razzismo. Un rapporto condanna l'Italia

L'organizzazione Human Rights Watch, con sede a New York, ha reso noto il suo annuale rapporto sullo stato dei diritti umani in circa 90 paesi del mondo. Nelle 649 pagine anche un capitolo dedicato all'Italia. La vicenda di Rosarno del gennaio scorso e le politiche sui Rom vengono considerate come segnate da xenofobia e razzismo. Molti Stati Europei, anche appartenenti alla Ue, accettano «i sotterfugi di governi repressivi, sostituendo a pressioni per il rispetto dei diritti umani approcci più morbidi quali dialogo privato e cooperazione».

Il rapporto
La sintesi la fa Human Rights Watch, l'organizzazione che annualmente compila un rapporto su quale sia lo stato dei diritti umani a livello planetario occupandosi di almeno 90 paesi. Nelle 649 pagine del rapporto Hrw, con sede a New York, un ampio capitolo è dedicato all'Italia che viene indicata come una delle nazioni che sulla difesa dei diritti umani «hanno fallito».

Rosarno
Al centro dell'analisi alcuni avvenimenti che hanno segnato la cronaca recente. La rivolta dei migranti di Rosarno avvenuta proprio nel gennaio dello scorso anno, viene indicata come uno dei fattori che denotano la presenza di aspetti razzisti e xenofobi. Lo stesso avviene per le politche nei confronti dei Rom così come per le discriminazioni dovute all'orientamento sessuale.

Politiche contro i Rom
Human Rights Watch riporta le preoccupazioni espresse dal Consiglio per i diritti umani all'Onu circa la violenza razzista, ancora una volta risuonano le condanne per il trattamento riservato a alle popolazioni nomadi costrette a vivere in condizioni «deprecabili» con riferimento ai campi. Il rapporto cita anche la condanna del comitato europeo dei diritti sociali nei confronti dell'Italia «er le discriminazioni nei confronti dei rom, a livello abitativo, ma anche per quanto riguarda l'accesso all'assistenza sociale, economica e legale».

 

11-01-2011 Vi presentiamo il primo paragrafo del dossier "La legittimazione normativa delle discriminazioni e del razzismo in Italia" a cura di Simone Sapienza. Questo dossier sarà presentato da Emma Bonino giovedì prossimo a Istanbul, in occasione della riunione del "Group of Eminent Persons", del quale - unica italiana – lei stessa fa parte. Questo Gruppo, costituito su iniziativa del Consiglio d'Europa, è stato incaricato di presentare un documento su "Immigrazione e situazione delle comunità islamiche in Europa".

 

9 novembre 2010 - Brescia e gli immigrati: vietato protestare sotto la gru

Il blitz, come sempre, è scattato all’alba: nel mirino alcune decine di cittadini, italiani e stranieri (tra cui un cronista di Radio Onda d’Urto) che presidiavano in un cantiere bresciano la base della gru su cui sono arrampicati dal 30 ottobre sei immigrati, i quali rivendicano il rilascio del permesso di soggiorno.

Così ieri mattina le istituzioni hanno tramutato in fatto di ordine pubblico la protesta di alcuni cittadini stranieri saliti fino a 35 metri di altezza per cercare di spostare l’attenzione sul loro dramma quotidiano, sul diritto ad un’esistenza dignitosa.

continua

 

Roma 21 ottobre 2010, DA VU CUMPRA’ A CITTADINI - 20 anni di immigrazione in Italia

 

Rassegna video a cura dell’Archivio dell’Immigrazione

e della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma - Centro Congressi,  via Salaria 113, ore 19 – 20,30

 

21 ottobre

 Video:  Identità di carta (1999)

              Razzismo e xenofobia (2000 – 2001)

28 ottobre

Presentazione della Rivista “Temperanter” (C.I.R.S.I., Università di Trieste e Lyon

Video: Le Comunità straniere (1996 – 1998)

8 novembre

Presentazione dell’Agenda Nonsolonero 2011: Donne migranti

Video: La variabile femminile  (2002)

            Sogni di donna (2003)

18 novembre

Presentazione dell’Osservatorio Carta di Roma

Video:  10 Luoghi comuni da sfatare (2004)

             Come cambia l’immigrazione (2005 – 2007)

25  novembre

Incontro conclusivo: Seconde generazioni, i nuovi italiani

Video: Percorsi di integrazione (2008 – 2010)

 

Roma 9 ottobre 2010 – ore 19,00, MANDELA DANCE Un film documentario di Massimo Ghirelli             

 

A conclusione delle serate dedicate al Sudafrica, sabato 9 ottobre, alla Libreria Griot, sarà proiettato un documentario di Massimo Ghirelli dedicato alla figura di Nelson Mandela. Sarà presente l’autore.

Mandela Dance è un documentario che ripercorre la vita di Nelson Mandela, dal Sudafrica delle tribù Xhosa alla storia  di un giovane avvocato di successo che si trasforma in un rivoluzionario  costretto in clandestinità dal Sudafrica dei bianchi, poi in un ergastolano nelle prigioni dell’apartheid; e  più tardi, molta sofferenza più tardi, un Mandela grigio, uscito dalla galera dopo 27 anni e capace di riprendere in mano il percorso di libertà del suo Paese, fino a diventarne il primo Presidente eletto democraticamente da tutti i sudafricani, bianchi e neri.

Ma Mandela Dance vuole soprattutto offrire un ritratto – in forma di ballata, attraverso poesie e canti, musiche ed immagini, interviste inedite e album fotografici – di un Paese e di un uomo fuori dall’ordinario, che hanno saputo trasformarsi e vincere la sfida di un futuro arcobaleno senza perdere di umanità e cultura. E oggi si presentano al mondo con il primo Mondiale di calcio nel continente africano.

 

“Mandela dance” (27’30”) è una produzione SD Cinematografica .

 

 

 

Roma 7 Ottobre 2010, Italia e Sudafrica, ieri e oggi contro il razzismo in onore di Jerry Masslo ucciso nel 1989 a Villa Literno

Sala Tobagi Federazione Nazionale della Stampa – Corso Vittorio Emanuele II 349

Programma

                                                  

 

luglio 2010, MANDELA DANCE Un film documentario di Massimo Ghirelli

La danza di Mandela è un documentario che ripercorre la vita di Nelson Mandela, dal Sudafrica delle tribù Xhosa alla storia  di un giovane avvocato di successo che si trasforma in un rivoluzionario  costretto in clandestinità dal Sudafrica dei bianchi, poi in un ergastolano nelle prigioni dell’apartheid; e  più tardi, molta sofferenza più tardi, un Mandela grigio, uscito dalla galera dopo 27 anni e capace di riprendere in mano il percorso di libertà del suo Paese, fino a diventarne il primo Presidente eletto democraticamente da tutti i sudafricani, bianchi e neri.

Ma Mandela Dance  vuole soprattutto offrire un ritratto – in forma di ballata, attraverso poesie e canti, musiche ed immagini, interviste inedite e album fotografici – di un Paese e di un uomo fuori dall’ordinario, che hanno saputo trasformarsi e vincere la sfida di un futuro arcobaleno senza perdere di umanità e cultura. E oggi si sono presentati al mondo con il primo Mondiale di calcio nel continente africano.

“Mandela dance” sarà  trasmesso su Rainews24 il 18 luglio (International Mandela Day) alle 17,30

 

22 giugno 2010 - Tonio Dell'Olio Una maglia enorme contro il razzismo

Una maglia enorme da calciatore, composta da 222 magliette di altrettanti calciatori famosi che Bjorn Heidenstrom, ex-calciatore norvegese, ha raccolto passando attraverso 51 nazioni europee e africane. Era partito da Oslo il 20 giugno 2009, Giornata del rifugiato, ed è arrivato a Pretoria il 20 giugno di quest’anno per esporre l’enorme maglia. Il tutto con una bicicletta e un piccolo rimorchio. Per richiamare l’attenzione del mondo dello sport sul problema del razzismo e del rispetto dei diritti umani. Forse non tutti abbiamo nelle gambe la forza di percorrere tutti i kilometri di Heidenstrom, ma è vero che per sconfiggere il razzismo e affermare e diffondere una cultura dell’accoglienza, bisogna pedalare ancora molto.
Se ciascuno nel proprio metro quadro di vita quotidiana riuscisse a spendere una parola e compiere un gesto, a piantare un seme, una speranza, a indossare una maglietta...

 

Mercoledì 19 Maggio 2010, Roma Sala Azzurra Federazione Nazionale della Stampa Italiana Corso Vittorio Emanuele II n 349 Workshop giornalisti:

Sudafrica - Dalla lotta all’apartheid ai mondiali di calcio del 2010

Programma

 

Roma 14 maggio 2010 - Immigrati nei Centri

Quella dellimmigrato irregolare che viene rinchiuso in un Centro di identificazione ed espulsione (Cie) “e una situazione tragica e surreale”: lo ha detto Giuseppe Cricenti, magistrato della seconda sezione del Tribunale di Roma, intervenendo nei giorni scorsi alla tavola rotonda su Pacchetto Sicurezza e Cie organizzata dalla rete di associazioni Roma 16 con lAfrica presso il liceo Morgagni di Roma. “Il doppio reato di ingresso clandestino e permanenza clandestina” sul territorio italiano, prosegue il magistrato, sono “una pura creazione legislativa” che da luogo ad una situazione “surreale”. Per limmigrato che viene rinchiuso in un Cie, infatti “se entro sei mesi non ce stato processo viene espulso, ma se non esce entro cinque giorni dallItalia finisce in galera e quando esce da li finisce di nuovo nel Cie e cosi via” sottolinea Cricenti, secondo cui “altrettanto grave quanto grottesco e cio che puo accadere allimmigrato regolare quando viene a cessare il periodo di un lavoro a termine o quando viene licenziato: dal minuto successivo al licenziamento e gia un clandestino e poiché per una grave lacuna della legislazione- non esiste un termine fissato entro il quale deve andarsene dallItalia, potrebbe anche essere arrestato e processato”. Molto amara la considerazione finale: “la nostra Costituzione vieta di considerare reato un fatto che non reca offesa ad alcuno osserva il giudice - E nessuno puo giustificatamente sostenere che loffensivita risieda nella mera presenza illegale nel territorio dello stato”.

Per la deputata Livia Turco, membro dellOsservatorio della Camera dei deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo, lattuale Pacchetto Sicurezza “non e riformabile in alcun modo e dunque va abrogato: lede diritti elementari e nega di fatto ogni possibilita di integrazione”. E una normativa, che “oltre a essere lesiva della dignita e anche inefficace per il controllo dellimmigrazione irregolare, foriera di insicurezza sociale e grave confusione di valori” aggiunge la Turco, invitando a una discussione trasparente “su quale sia la capacita di accoglienza nel nostro paese nei confronti di queste persone e su come attivare vie legali per una immigrazione stabile e regolare”.

Considerazioni condivise dal moderatore dellincontro Maurizio Gressi, autore di un Libro bianco sui Cpt che ha sottolineato alcune delle principali carenze del sistema, prima fra tutti lassenza di una valida legale offerta agli immigrati. “Spesso queste persone non parlano litaliano ha osservato Gressi - e anche solo chiedere informazioni sommarie sulla propria situazione e sul proprio futuro si rivela un problema irrisolvibile”.

 

10 maggio 2010, Immigrazione: Moratti, e' normale che clandestino delinqua (ansa) -  "i clandestini che non hanno un  lavoro regolare, normalmente delinquono". ad affermarlo e' il  sindaco di milano, letizia moratti, durante un convegno  all'universita' cattolica di milano dedicato all'immigrazione.
L'affermazione pronunciata dal sindaco nell'aula magna dell'ateneo alla presenza del ministro dell'interno, roberto maroni, ha suscitato diversi brusii di disapprovazione da parte del pubblico in platea.
Lasciando l'università', il sindaco moratti ha rinnovato il suo appello al viminale a modificare il reato di clandestinita' per rendere possibili espulsioni rapide nel caso lo straniero irregolare sia in attesa di un processo per altri reati. (ansa).

 

1 maggio/ Corteo Cgil, Cisl e Uil a Rosarno: No al razzismo -2-

A spiegare il senso della giornata di Rosarno, anche il segretario generale della Cisl provinciale, Cosimo Piscioneri, il segretario generale della Uil provinciale, Pino Zito e il segretario generale della Cgil Reggio-Locri, Francesco Alì. "Dopo quello di Locri del 2006, la manifestazione nazionale del Primo maggio si svolge nuovamente in provincia di Reggio - ha detto Zito - dobbiamo mettercela tutta, tutti insieme". "I temi sono quelli di quattro anni fa - ha dichiarato Alì - a Rosarno se ne aggiungerà un altro: quello dell'integrazione. La situazione non è cambiata, ma c'è una grande attenzione del sindacato". "Dopo i fatti di Rosarno, sulla nostra realtà è stata aperta a livello nazionale una finestra fortemente negativa - ha poi affermato Piscioneri - questa manifestazione vuole dimostrare che la nostra è una terra d'accoglienza e non di razzismo". Per i tre sindacalisti, inoltre, la celebrazione della Festa del Lavoro Rosarno, è anche un'occasione da non sprecare per sollecitare il governo all'apertura di un tavolo sui problemi della Calabria. La volontà del sindacato è proprio quella, si legge in una nota della Cisl, di rilanciare da Rosarno i temi dello sviluppo e dell'occupazione e mettere in campo "una forte iniziativa di contrasto ai poteri criminali e mafiosi, che oltre a condizionare la libertà dei cittadini, si pongono da ostacolo rispetto ad ogni possibilità di crescita economica e produttiva della Calabria". "La decisione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di celebrare la Festa del Primo Maggio a Rosarno - spiega anche il segretario confederale organizzativo della Cisl nazionale Paolo Mezzio - va proprio in direzione di tenere accesi i riflettori su questa parte del Paese". Secondo Mezzio "a questo grande evento il mondo del lavoro calabrese saprà come sempre corrispondere con il massimo di presenza e partecipazione mettendo in luce nel panorama nazionale la Calabria degli onesti e delle tante forze sane che quotidianamente si battono per l'affermazione dei diritti e per costruire un futuro migliore e diverso, soprattutto a vantaggio delle nuove generazioni".

 

Roma, 15 aprile IMMIGRATI: FINI, IL RAZZISMO E' UN'INFEZIONE DELLO SPIRITO (AGI)

Il razzismo e' "un'infezione dello spirito" e la xenofobia "un frutto dell'ignoranza e della paura del diverso". Lo ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ricevendo una delegazione della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), accompagnata dal pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Fini, riferisce una nota della Chiesa Evangelica, ha sottolineato la necessita' di "un'azione sul piano culturale per fronteggiare sia l'uno che l'altra". "Nel presidente della Camera - ha commentato Aquilante - abbiamo trovato un interlocutore attento" .

Roma, 1 marzo: Un giorno senza immigrati LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI DEL PRIMO MARZO è "UN'OTTIMA IDEA", PERCHE' "VUOLE RENDERE VISIBILE IL FATTO CHE L'ITALIA, SENZA I MIGRANTI E IL LORO CONTRIBUTO ALL'ECONOMIA, SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE". INVECE NON SOLO NON LO
RICONOSCIAMO, MA TROPPO SPESSO SIAMO RAZZISTI: È L'ANALISI LUCIDA MA INQUIETANTE CHE ANNAMARIA RIVERA, DOCENTE DI ETNOLOGIA DELL'UNIVERSITA' DI BARI E AUTRICE DEL SAGGIO "REGOLE E ROGHI: METAMORFOSI DEL RAZZISMO"
(EDIZIONI DEDALO), FA DELLA DIFFUSIONE DEI SENTIMENTI XENOFOBI IN ITALIA. "CREDO CHE OGGI, ANCHE GRAZIE ALLA PROPAGANDA MARTELLANTE SVOLTA DA ALCUNI PARTITI - SOPRATTUTTO LA LEGA NORD - E DA CERTI ORGANI D'INFORMAZIONE, SI SIA INFINE REALIZZATA LA SALDATURA FRA IL RAZZISMO ISTITUZIONALEE IL RAZZISMO POPOLARE. IL PRIMO SI MANIFESTA DA ALMENO UN DECENNIO, PER ESEMPIO ATTRAVERSO LA PRODUZIONE DI NORME E DI LEGGI DISCRIMINATORIE, SE NON PERSECUTORIE, CONTRO I CITTADINI NON-NAZIONALI: BASTA PENSARE AI VARI PACCHETTI SICUREZZA. CON QUESTO NON VOGLIO SOSTENERE CHE LA XENOFOBIA O IL RAZZISMO RIGUARDINO LA MAGGIORANZA DELLE CLASSI POPOLARI. MA CERTO UNA PARTE DI ESSE, NON RAPPRESENTATA E PRIVATA DELLA LINGUA DEL CONFLITTO SOCIALE, TENDE A INDIRIZZARE LA PROPRIA FRUSTRAZIONE, RABBIA, RANCORE VERSO LO STRANIERO, CHE DIVENTA COSI' IL CAPRO ESPIATORIO. LE VICENDE DI ROSARNO LO HANNO DIMOSTRATO IN MODO LAMPANTE. Lo SCIOPERO DEI MIGRANTi È UN'OTTIMA IDE: NON SO SE SI TRADURRA' DAVVERO INFORME DIFFUSE DI ASTENSIONE DAL LAVORO DA PARTE DEI MIGRANTI, MA CERTAMENTE IN FORME ARTICOLATE DI PROTESTA  E DI MANIFESTAZIONE. L'IMPORTANTE E' CHE ILPRIMO MARZO DIA VISIBILITA' A UN FATTO EVIDENTE, MA CHE SI TENDE AD OCCULTARE: I LAVORATORI IMMIGRATICONTRIBUISCONO IN MODO RILEVANTE ALL'ECONOMIA, AL WELFARE STATE, ALLA CONTRIBUZIONE FISCALE, ALLA
SOCIALITA' DEL NOSTRO PAESE. SENZA IL LORO APPORTO - E NON SOLO ECONOMICO -L'ITALIA SAREBBE UN PAESE BEN PEGGIORE DI QUEL CHE E'".

 

Roma, 1 marzo: Lezioni di Clandestinita’

Alle ore 10:30, in piazza Montecitorio, tutti insieme, studenti, precari e migranti daremo vita ad una lezione differente. Per scoprire una nuova letteratura, una nuova geografia, una nuova storia e nuove storie di vita, per conoscere lo sfruttamento dei lavoratori migranti nel nostro paese, per chiedere nuovi diritti. Per prendere parola contro le politiche e le retoriche razziste.
Contro il tetto del 30% nelle scuole elementari
Contro lo svilimento del mondo della formazione
Contro la precarizzazione delle vite

Interverranno:
Igiaba Scego - scrittrice italo-somala
Dauda’- Costa d’Avorio (lavoratore agricolo a Rosarno)
Jamali - richiedente asilo aghano
Joseph e Aline - italiani di seconda generazione
Militant A - cantante degli Assalti Frontali e rappresentante del Comitato genitori Ikbal Masiq.

 

Studenti medi e universitari contro il razzismo

 

Roma, 24 febbraio: Cortometraggi per l’integrazione

"Nuovi Italiani: storie di ordinaria integrazione" è un Concorso nazionale di cortometraggi lanciato dal   Circolo di Roma di Libertà e Giustizia. L'iniziativa - organizzata in collaborazione con Arcipelago - Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini, e patrocinata dalla Provincia di Roma - mira a rendere visibile la buona integrazione, con video su storie di migranti integrati e onesti, che sono la maggioranza, ma di cui si parla poco.

Libertà e Giustiza è un’Associazione di cittadini presieduta da Sandra Bonsanti, da sempre impegnata a favore della Costituzione. Presidente onorario è Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale ed autore dell’appello “Rompiamo il silenzio”, che nel 2009 ha raccolto oltre 200.000 firme.

Gli sponsor che sostengono il concorso sono:

-    Legambiente Nazionale

-    Lega delle Cooperative del Lazio

-    Medici Contro la Tortura

-    Forum Terzo Settore Lazio

-    Amref Italia

-    Associazione “Arca di Pace”

-    Associazione “Celio Azzurro”

-    Gruppo “Non tacere”

-    Coordinamento Nazionale Ministero Trasporti Uil - P.A.

-    Archivio dell’ Immigrazione

-    Acquario Romano - Casa dell’Architettura

-    Scuola Romana di Cinema

I video, di massimo 10 minuti, vanno presentati entro il 16 aprile 2010.

Info concorso: www.leg-roma.org

 

Roma, 20 febbraio 2010: AMREF  Appoggia lo sciopero degli stranieri del primo marzo.
L'iniziativa vuole portare all'attenzione dell'opinione pubblica l'apporto fondamentale dei migranti per la tenuta e il funzionamento della società italiana

AMREF, principale organizzazione sanitaria no profit attiva in Africa, appoggia lo sciopero degli stranieri indetto in tutta Italia per il prossimo primo marzo. Una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della società.
AMREF lavora in Africa da più di mezzo secolo affinché i diritti umani – in particolare quello alla salute – diventino una realtà quotidiana per tutti. Siamo convinti che essi siano un valore universale e che debbano essere tutelati e garantiti in Africa come in Italia, con particolare attenzione a chi – ovunque – si trova in una situazione di svantaggio economico, sociale o culturale.

www.primomarzo2010.it
www.amref.it

 

Torino, 19 febbraio 2010 - Nasce l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale

Il 19 febbraio 2010 Torino ospita la prima uscita ufficiale di ANSI, l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale promossa dai giornalisti di origine straniera che lavorano in Italia e che, lo scorso 4 febbraio, il Consiglio Nazionale della FNSI ha riconosciuto all'unanimità come gruppo di specializzazione nazionale. La presentazione della neonata associazione avviene con una conferenza stampa ospitata presso la sede dell'Associazione Stampa Subalpina alla quale parteciperanno, tra gli altri, oltre a Viorica Nechifor presidente di ANSI, Roberto Natale e Aidan White in rappresentanza delle federazioni nazionale e internazionale dei giornalisti.
Il lancio dell'ANSI avviene all’'nterno di STAMPA INTERCULTURALE - ITALIA E EUROPA. ESPERIENZE A CONFRONTO evento pubblico che prevede un momento di scambio e dibattito con alcune tra le più interessanti esperienze di gruppi e associazioni di giornalisti di origine straniera che si sono sviluppate a livello europeo per promuovere la diversità, il pluralismo e le competenze interculturali nei mezzi d'informazione. A rappresentarle i giornalisti Marjan Parvand e Gustavo Franco Cruz. Tira le fila del dibattito Ed Klute della rete europea On Line More Colour in the Media.
L'evento, organizzato dal COSPE, e realizzato con il contributo di EPIM (European Programme for Integration and Migration e del Ministero del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, inaugura Melting News - Informazione e Intercultura una rassegna di tre appuntamenti tematici promossa da Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

INFO: COSPE Firenze, 055 473556, info@mmc2000.net

 

 

Roma, 16 febbraio 2010 - Dagli atenei italiani un appello contro il razzismo. Oltre duecento docenti universitari, da Genova a Palermo, da Trieste a Bologna, hanno aderito a ''Primo Marzo - Una giornata senza di noi''.
''Questa giornata - hanno scritto nella lettera inviata al comitato - ci sembra di particolare importanza anche per iniziare una necessaria riflessione sulle forme della nostra esistenza comune di cittadini e non cittadini, migranti e non''.
I docenti denunciano la scandalosa difficolta' nell'accesso a un permesso di soggiorno per studi universitari, attraverso una politica delle ''quote'' anche nel campo del sapere ''che rende quest'ultimo esclusivo privilegio dei cittadini''. Una discriminazione che rappresenta un ulteriore aspetto della chiusura nei confronti degli immigrati che caratterizza il nostro Paese. ''Per questo - prosegue la lettera - ci impegniamo a lottare anche per garantire la piena accessibilita' dell'Universita' ai migranti. Siamo piu' in generale convinti che soltanto cancellando il razzismo istituzionale e sociale come pratica quotidiana di sfruttamento sara' possibile costruire spazi di convivenza futuri''. Nei giorni che precedono il primo marzo, i docenti si sono impegnati a leggere ai propri studenti la lettera redatta dai lavoratori africani di Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio.

 

Roma, 1 febbraio 2010: 1 marzo, sciopero degli immigrati
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? La domanda nasce del movimento Primomarzo2010 e non è astratta: su internet c'è un gran fermento per l'organizzazione di quello che viene chiamato lo sciopero degli immigrati e che si terrà appunto il 1° marzo. Un'iniziativa di cui i fatti tragici di Rosarno mostrano, casomai ce ne fosse bisogno, l'attualità.
Sarà, spiegano gli organizzatori, una manifestazione per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Il movimento - che riunisce «italiani, stranieri, seconde generazioni e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli» - si ispira a un omologo gruppo francese, che sta organizzando un identico sciopero degli immigrati nella stessa data. Il colore scelto è il giallo (già usato in altre manifestazioni contro il razzismo), con l'invito a indossare braccialetti o nastri, la testimonial è Mafalda, nel logo del movimento ci sono i volti di otto persone di colore. In diverse città - Genova, Milano, Bologna, Roma, Napoli, Palermo e altre - sono nati dei comitati organizzativi i cui riferimenti sono pubblicati sul blog. Anche il tam tam su internet sta andando forte: su Facebook è nato a fine novembre il gruppo "Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri", che conta già più di 11mila iscritti.

http://www.youtube.com/watch?v=-RZLCuqSFBI

Roma, 30 gennaio 2010: Parole che incitano al razzismo
"Berlusconi incita al razzismo e alimenta un clima di intolleranza le cui conseguenze non possono essere prevedibili". Livia Turco, capogruppo Pd in commissione affari sociali della Camera, non va per il sottile e stronca le parole del premier che, da Reggio Calabria, conia il parallelo tra immigrati e criminalità. Un'equazione che non piace neanche a don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes promossa dalla Cei: "Occorre lavorare per regolare da subito la situazione di tanti immigrati presenti nel nostro territorio. Purtroppo gli immigrati che arrivano per trovare lavoro e condizioni di vita dignitose, trovano crescenti difficoltà e burocratizzazione in merito al loro percorso di regolarizzazione".
"Un governo non può accendere i fuochi, ma deve guidare il Paese a una maturazione civile", rilancia il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Una frase così - aggiunge Bersani - ci metter fuori da qualsiasi contesto moderno. Non esiste che si affronti una tema come l'immigrazione in questo modo. Servono umanità e razionalità. Continuando a spargere irrazionalità ci mettiamo nei guai".
"Berlusconi mente due volte sull'immigrazione. Non è vero che gli immigrati sono diminuiti e non è vero che sono diminuiti i clandestini. Il governo non fornisce cifre attendibili e dimentica di dire che ha fatto ampio ricorso alle sanatorie", incalza il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. "Meno immigrati meno crimini? Siamo indignati per queste dichiarazioni tribali e offensive, che, queste sì, rappresentano un vero e proprio crimine. Invitiamo l'Ue a vigilare: il linguaggio del premier alimenta odio, intolleranza e razzismo" attacca Michelangelo Tripodi, responsabile Mezzogiorno del Pdci.
Durissimo Luigi De Magistris, europarlamentare dell'Idv: "Il governo utilizza le mafie e l'immigrazione per spot a buon mercato". Fulminante, infine, la battuta del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro: "Meno premier, meno crimini?".

Roma, 29 gennaio 2010: Immigrati e criminali
"La riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali" (Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio)

La popolazione straniera, nella condizione di migrante, è più esposta della popolazione residente alle attività criminali. Ciò è un dato confermato in tutti i Paesi europei. Parlare, però, di un’equazione tra immigrazione e aumento della criminalità è errato e fuorviante. Nonostante la percezione vada nella direzione opposta, infatti, non si può affermare che i flussi migratori hanno aumentato i pericoli per la popolazione italiana. È senz’altro vero che da quando l’immigrazione è divenuto un fenomeno allarmante, cioè dal 2001 al 2005 (anno in cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell’Interno), le denunce a carico di stranieri è aumentato del 45,9%, ma bisogna considerare che la popolazione straniera regolare è allo stesso tempo raddoppiata e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli stranieri senza permesso di soggiorno. La quota di stranieri denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al 2% circa. La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica degli immigrati e reati da loro commessi è rigettata in una ricerca del 2008 della Banca d’Italia: il numero dei permessi di soggiorno nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione. Il rapporto della Banca d’Italia conclude che «in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati presi in considerazione (reati contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga)». Non vi è un parallelismo tra la presenza di stranieri e il numero dei reati commessi. Ad esempio, abbiamo visto che circa un terzo della popolazione straniera senza permesso di soggiorno ha provenienza asiatica; i dati del Ministero dell’Interno segnalano anche che gli arrestati e denunciati di queste etnie è ridotta. Gli stessi dati del Viminale lo evidenziano che un’equivalenza fra criminalità ed irregolarità è semplicistica e non rappresentativa del fenomeno criminale.
(da “Mandiamoli a casa”, utilissimo manualetto contro i luoghi comuni e i pregiudizi razzisti a cura di Andrea Civati)

 

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